Stasera in TV, Caccia a Ottobre Rosso: il capolavoro di John McTiernan che cambiò il destino dei film d'azione

Caccia a Ottobre Rosso su La7 Cinema: il capolavoro di McTiernan con Sean Connery. Analisi del thriller che ha ridefinito il cinema di spionaggio della Guerra Fredda.

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Quando Sean Connery accettò di interpretare un comandante sovietico disposto a tradire la patria per consegnare agli Stati Uniti il più avanzato sottomarino nucleare mai costruito, probabilmente sapeva di trovarsi di fronte a uno dei ruoli più complessi della sua carriera. Caccia a Ottobre Rosso non è semplicemente un thriller militare: è un'opera che ha ridefinito il genere, trasformando la claustrofobia degli abissi oceanici in un palcoscenico per una delle storie di spionaggio più avvincenti della storia del cinema.

Il film di John McTiernan, uscito nel 1990 quando la Guerra Fredda volgeva al termine, arriva in TV oggi, sabato 21 febbraio 2026, alle 21:15, su La7 Cinema, offrendo al pubblico italiano l'occasione di riscoprire un classico che ha saputo anticipare i tempi. La pellicola, tratta dal romanzo d'esordio di Tom Clancy, si distingue per una narrazione che privilegia l'intelligenza alla pura azione, costruendo tensione attraverso il dialogo, la strategia e il dubbio più che attraverso esplosioni e inseguimenti.

La trama si sviluppa nel 1984, in piena Guerra Fredda. Il comandante Marko Ramius, interpretato magistralmente da Connery con un accento che fonde autorevolezza britannica e durezza slava, guida l'Ottobre Rosso, un sottomarino nucleare della classe Typhoon dotato di una tecnologia rivoluzionaria: un sistema di propulsione magnetoidrodinamica che lo rende praticamente invisibile ai sonar. Questa caratteristica tecnica, spiegata nel film con un equilibrio perfetto tra divulgazione e suspense, rappresenta il MacGuffin perfetto attorno al quale si costruisce l'intera vicenda.

Caccia a Ottobre Rosso - Paramount+



Quando Ramius decide di puntare verso le coste americane, le due superpotenze entrano in allarme. Washington teme un attacco nucleare a sorpresa, Mosca sospetta un tradimento. Solo l'analista della CIA Jack Ryan, interpretato da un giovane Alec Baldwin in uno dei suoi ruoli più memorabili, intuisce la verità: Ramius non vuole attaccare, ma disertare. Questa intuizione trasforma Ryan da burocrate a protagonista di una corsa contro il tempo per impedire che la diffidenza reciproca tra le potenze scateni una guerra che nessuno vuole davvero combattere.

McTiernan, reduce dal successo planetario di Die Hard, dimostra una versatilità registica straordinaria. Se in quel film aveva esplorato la verticalità di un grattacielo trasformandolo in una trappola mortale, qui esplora l'orizzontalità degli oceani e la profondità degli abissi, creando un'atmosfera soffocante pur mantenendo ritmo e chiarezza narrativa. La regia privilegia inquadrature che sottolineano la claustrofobia degli interni del sottomarino, alternandole a momenti di respiro quando l'azione si sposta nelle sale operative della CIA o sulla superficie dell'oceano.

Il cast corale è uno dei punti di forza della pellicola. Accanto a Connery e Baldwin troviamo Sam Neill nel ruolo del secondo ufficiale sovietico, Scott Glenn come comandante di un sottomarino americano, James Earl Jones come l'ammiraglio Greer e un giovanissimo Stellan Skarsgård. Ogni interprete contribuisce a costruire un mosaico di lealtà divise, ambizioni personali e dilemmi morali che elevano il film al di sopra del semplice intrattenimento.

Uno degli aspetti più interessanti di Caccia a Ottobre Rosso è il modo in cui tratta le motivazioni della diserzione. Ramius non è un idealista ingenuo né un opportunista: è un uomo stanco di servire un sistema che ha distrutto sua moglie e che continua a perpetuare una corsa agli armamenti senza senso. La sua decisione non è rappresentata come tradimento alla patria, ma come rifiuto di essere complice di una follia collettiva. Questa sfumatura morale, rara nei film d'azione hollywoodiani, conferisce spessore a un personaggio che avrebbe potuto essere monodimensionale.

La sceneggiatura, firmata da Larry Ferguson e Donald Stewart, costruisce tensione attraverso strati successivi di incomprensione e sospetto. Non esistono veri cattivi: esistono persone che agiscono secondo le informazioni limitate di cui dispongono, spesso prendendo decisioni sbagliate con le migliori intenzioni. Questa complessità narrativa riflette la natura stessa della Guerra Fredda, un conflitto fatto più di percezioni e malintesi che di scontri diretti.

La colonna sonora di Basil Poledouris merita una menzione particolare. Il tema principale, con i suoi cori che evocano l'Inno dell'Armata Rossa, crea un ponte sonoro tra le due culture in conflitto, suggerendo che al di là delle bandiere esistono esseri umani con speranze e paure simili. La musica accompagna e amplifica la tensione senza mai sopraffarla, mantenendo un equilibrio perfetto tra dramma e azione.

Dal punto di vista tecnico, il film ha fatto scuola. Le sequenze sottomarine, realizzate con una combinazione di modellini, riprese subacquee e set ricostruiti, mantengono ancora oggi una credibilità sorprendente. L'uso del suono è particolarmente efficace: il ping dei sonar, lo scricchiolio dello scafo sotto pressione, il silenzio innaturale dell'Ottobre Rosso quando attiva il sistema di propulsione silenziosa. Ogni elemento sonoro contribuisce a immergere lo spettatore in un mondo dove un rumore fuori posto può significare la differenza tra vita e morte.

La durata di 134 minuti potrebbe sembrare eccessiva per un thriller, ma McTiernan gestisce il ritmo con maestria, alternando momenti di tensione crescente a pause necessarie per sviluppare personaggi e contesto. Non c'è un minuto di noia, solo una costruzione paziente che culmina in un finale soddisfacente tanto sul piano dell'azione quanto su quello emotivo.

Caccia a Ottobre Rosso rappresenta anche un documento storico involontario. Uscito nel marzo 1990, pochi mesi dopo la caduta del Muro di Berlino, il film cattura un momento di transizione in cui la Guerra Fredda stava terminando ma il suo immaginario continuava a dominare la cultura popolare. Guardarlo oggi significa confrontarsi con un'epoca in cui le minacce erano chiaramente identificabili e la geopolitica seguiva logiche più lineari rispetto alla complessità del mondo contemporaneo.

Il film ha anche lanciato un franchise. Il personaggio di Jack Ryan è tornato in altri quattro film (con Harrison Ford e poi Ben Affleck e Chris Pine nei panni del protagonista) e più recentemente in una serie televisiva con John Krasinski. Tuttavia, molti critici e appassionati considerano questo primo capitolo ancora insuperato per equilibrio tra azione e intelligenza narrativa.

Per chi volesse recuperare questo classico, l'appuntamento è fissato per oggi, sabato 21 febbraio alle 21:15 su La7 Cinema, con replica domenica 22 febbraio alle 14:05. Un'occasione perfetta per chi non l'avesse mai visto o per chi volesse riscoprire un film che ha dimostrato come i thriller d'azione possano essere intelligenti senza rinunciare allo spettacolo, complessi senza diventare confusi, e avvincenti dall'inizio alla fine senza necessità di trasformarsi in un videogioco rumoroso.

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