Stasera in TV, Che bella giornata: il trionfo di Checco Zalone che ha surclassato Titanic al box office italiano
Che bella giornata di Checco Zalone ha superato Titanic al box office italiano nel 2011. La storia del film che ha ridefinito il successo della commedia nazionale.
Ci sono momenti nella storia del cinema italiano che segnano un'epoca, spartiacque tra un prima e un dopo. Che bella giornata è uno di questi. Uscito nel 2011, il film diretto da Gennaro Nunziante e interpretato da Checco Zalone ha compiuto un'impresa che nessuno avrebbe osato prevedere: superare gli incassi di Titanic in Italia, stabilendo un record che ha ridefinito i parametri di successo per la commedia nazionale. L'appuntamento è per stasera, alle 21.30, su Italia 1.
Ma come fa un film che racconta le disavventure di un addetto alla sicurezza pugliese a diventare un fenomeno culturale di questa portata? La risposta sta in una miscela perfetta di ingredienti: un protagonista capace di incarnare contraddizioni e virtù dell'italiano medio, una comicità che sa essere popolare senza scadere nel volgare, e una storia che dietro la facciata leggera nasconde una satira sociale acuta e riconoscibile.Checco Zalone interpreta un giovane pugliese con il sogno di entrare nelle forze dell'ordine, un'aspirazione comune a molti nel Meridione dove il posto fisso rappresenta ancora una meta ambita. Il destino, però, ha in serbo per lui qualcosa di diverso. Grazie a una raccomandazione inaspettata, si ritrova a lavorare come addetto alla sicurezza del Duomo di Milano, uno dei simboli più iconici del patrimonio artistico italiano.
La scelta del Duomo non è casuale. Rappresenta il Nord, la Milano efficiente e produttiva, contrapposta alla provincia pugliese da cui proviene il protagonista. È lo scontro tra due Italie, quella delle opportunità e quella delle aspirazioni, ma raccontato senza la retorica che spesso accompagna questi temi. La comicità di Zalone nasce proprio da questo cortocircuito culturale: la sua ingenuità e la sua esuberanza meridionale si scontrano con l'ambiente formale e le rigide regole che dovrebbe far rispettare.
Il personaggio diventa così, involontariamente, una minaccia per il patrimonio artistico che dovrebbe proteggere. È goffo, impacciato, fuori luogo, ma proprio per questo profondamente umano. Non è un eroe, non è un genio, è semplicemente uno di noi, con tutte le contraddizioni che questo comporta. Ed è qui che risiede la forza del film: nella capacità di creare identificazione senza chiedere di sospendere il giudizio critico.La trama prende una svolta quando il protagonista incontra una misteriosa ragazza. Convinto di aver trovato l'amore, si lascia coinvolgere in una situazione ben più grande e complessa di lui, senza rendersi conto delle vere intenzioni di chi gli sta accanto. Questo intreccio sentimentale aggiunge profondità a una storia che potrebbe sembrare una semplice successione di gag comiche, introducendo elementi di suspense e rivelando la vulnerabilità del personaggio.
Il film dura un'ora e trentacinque minuti, un formato agile che mantiene alto il ritmo senza annoiare. La regia di Gennaro Nunziante, che sarebbe diventato il regista di fiducia di Zalone per tutti i suoi successivi successi cinematografici, è funzionale alla narrazione: niente virtuosismi tecnici, ma un linguaggio cinematografico chiaro che mette al centro la performance dell'attore e la forza della sceneggiatura.
Il cast è una galleria di volti noti del cinema e del teatro italiano. Accanto a Zalone troviamo Nabiha Akkari, Rocco Papaleo, Tullio Solenghi, Ivano Marescotti e persino Caparezza in un cameo. Ognuno di loro contribuisce a creare un mosaico di personaggi credibili, che popolano l'universo narrativo senza mai sovrastare il protagonista.
Ma è il dato degli incassi a rendere Che bella giornata un caso di studio. Battere Titanic in Italia non significava solo superare un film, ma demolire un mito. Il kolossal di James Cameron aveva rappresentato per anni l'apice del successo commerciale, un traguardo considerato irraggiungibile per una produzione nazionale. Zalone ha dimostrato che il pubblico italiano, se riconosce autenticità e qualità in un prodotto locale, risponde con entusiasmo travolgente.
Il successo del film ha consacrato Checco Zalone come uno dei volti più amati della commedia italiana contemporanea. Non è stato un fuoco di paglia, ma l'inizio di una carriera costellata di record. Ogni suo film successivo ha confermato la capacità di intercettare l'immaginario collettivo, di raccontare l'Italia attraverso la lente deformante ma veritiera della satira.