Stasera in TV, Cinderella Story: Hilary Duff nella fiaba moderna che ha conquistato un'intera generazione

Cinderella Story con Hilary Duff stasera in tv: la commedia romantica del 2004 che ha conquistato una generazione. Trama, cast e successo del film cult.

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C'è stato un tempo, non troppo lontano, in cui una commedia romantica poteva diventare il manifesto sentimentale di un'intera generazione. Era il 2004 quando Cinderella Story arrivava nelle sale, portando con sé la promessa di una favola moderna ambientata tra i corridoi di un liceo californiano, i turni in un fast food e le chat room dove nascevano amori impossibili. A vent'anni di distanza, il film diretto da Mark Rosman continua a essere trasmesso in televisione, confermandosi un classico intramontabile del cinema teen. L'appuntamento è per stasera, su La 5, alle 21.15.

La trama rilegge in chiave contemporanea la fiaba di Cenerentola, trasformando la scarpetta di cristallo in un cellulare dimenticato e il ballo reale in una festa di Halloween. Protagonista è Samantha Montgomery, detta Sam, interpretata da una giovanissima Hilary Duff all'apice della sua popolarità. Dopo la morte del padre in un terremoto, Sam si ritrova a vivere sotto il tetto della matrigna Fiona, incarnata con perfetta cattiveria comica da Jennifer Coolidge, e delle sorellastre gemelle Brianna e Gabriella. La ragazza viene ridotta al ruolo di domestica, sfruttata senza ritegno mentre sogna di entrare a Princeton e costruirsi un futuro diverso.

La quotidianità di Sam si divide tra le angherie domestiche, i turni estenuanti al fast food "Hal's Diner" gestito dalla matrigna e le ore trascorse a scuola, dove non brilla certo per popolarità. L'unica consolazione arriva da una corrispondenza online con un misterioso ragazzo che condivide i suoi sogni e le sue aspirazioni. I due si scambiano messaggi ed email, costruendo un'intimità emotiva senza mai essersi visti. Decidono di incontrarsi proprio la sera del ballo scolastico di Halloween, con la promessa di riconoscersi in mezzo alla folla mascherata.

Cinderella Story - Warner Bros.



Il colpo di scena che alimenta l'intera seconda parte del film è la scoperta dell'identità del corrispondente segreto: si tratta di Austin Ames, interpretato da Chad Michael Murray, il ragazzo più popolare della scuola, quarterback della squadra di football e fidanzato con la perfida Shelby. L'incontro al ballo, con Sam travestita da principessa rinascimentale, rappresenta il momento magico in cui i due mondi si toccano. Ma allo scoccare della mezzanotte, come nella fiaba originale, Sam fugge lasciando dietro di sé solo un indizio: il cellulare che Austin userà per rintracciarla.

Il film è costruito su archetipi riconoscibilissimi che funzionano proprio perché universali. La matrigna crudele di Jennifer Coolidge è un personaggio sopra le righe, vanitoso e grottesco, che sfrutta la vulnerabilità di Sam dopo la morte del padre per appropriarsi dell'eredità e del diner. Le sorellastre sono la rappresentazione perfetta delle mean girls californiane, ossessionate dall'apparenza e prive di qualsiasi empatia. A fare da contraltare ci sono gli amici veri di Sam: Carter, il migliore amico gay interpretato da Dan Byrd, e Rhonda, la manager del diner con il cuore d'oro che ha il volto di Regina King.

Ciò che ha reso Cinderella Story un fenomeno culturale non è tanto l'originalità della trama quanto la capacità di intercettare perfettamente l'immaginario adolescenziale dei primi anni Duemila. Il film arriva in un momento storico preciso, quando internet comincia a trasformare le relazioni sociali ma i social network non esistono ancora. Le chat room e le email rappresentano uno spazio di libertà dove costruire identità alternative, dove essere giudicati per ciò che si scrive e non per come si appare. È un dettaglio che oggi, nell'era di Instagram e TikTok, sembra appartenere a un'epoca archeologica.

Hilary Duff era all'epoca una star della Disney Channel grazie alla serie Lizzie McGuire, e Cinderella Story rappresentava il suo passaggio al grande schermo come protagonista assoluta. Il film ha contribuito a consolidare la sua immagine di ragazza della porta accanto, dolce ma determinata, capace di incarnare le insicurezze di milioni di teenager senza scadere nel patetico. Chad Michael Murray portava invece il carisma costruito in One Tree Hill, la serie che lo aveva reso l'idolo delle adolescenti di mezzo mondo.

La regia di Mark Rosman non inventa nulla ma confeziona il tutto con mestiere, alternando momenti di commedia leggera a scene più riflessive. La colonna sonora gioca un ruolo fondamentale nell'economia emotiva del film, con brani pop-rock che sono diventati parte della memoria collettiva di quella generazione. La scena del ballo, con Sam che scende le scale della villa in mezzo a una folla di maschere, è girata con un'attenzione quasi fiabesca alla luce e alla composizione, creando quell'effetto da sogno necessario al funzionamento della favola.

Il successo commerciale è stato notevole, soprattutto considerando il budget relativamente contenuto. Cinderella Story ha incassato oltre 70 milioni di dollari in tutto il mondo e ha generato una serie di sequel direct-to-video che hanno tentato, con fortune alterne, di replicare la formula vincente. Ma nessuno ha raggiunto l'impatto culturale dell'originale, che resta un punto di riferimento imprescindibile nel genere teen romance.

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