Stasera in TV, Crimson Peak: il film gotico di Guillermo del Toro divide ancora il pubblico
Perché Crimson Peak di Guillermo del Toro è diventato un cult nonostante il flop al botteghino. Analisi del gothic romance con Mia Wasikowska e Tom Hiddleston.
Crimson Peak rappresenta uno di quei paradossi cinematografici che continuano a dividere pubblico e critica anni dopo la sua uscita. Il film di Guillermo del Toro del 2015, nonostante la sottoperformance al botteghino, si è ritagliato uno spazio peculiare nell'immaginario collettivo degli appassionati di cinema gotico, trasformandosi gradualmente in un oggetto di culto per chi apprezza l'estetica del visionario regista messicano. Italia 2 lo propone questa sera, alle ore 21.00.
La trama ci trasporta nell'America del 1901, dove incontriamo Edith Cushing, un'aspirante scrittrice interpretata da Mia Wasikowska. Sin dall'infanzia, Edith è perseguitata dal fantasma di sua madre, che la avverte cripticamente di "stare attenta a Crimson Peak". Questo monito spettrale acquisirà significato quando la giovane donna incontra Thomas Sharpe, affascinante baronetto inglese interpretato da Tom Hiddleston, giunto in America con sua sorella Lucille per cercare finanziatori per un ambizioso progetto di estrazione dell'argilla.
Nonostante l'ostilità del padre di Edith verso i Sharpe, tra la giovane scrittrice e Thomas sboccia un'attrazione irresistibile. Dopo il matrimonio, Edith segue il marito nella sua tenuta ancestrale nelle remote colline inglesi, una dimora fatiscente ma grandiosa dove abita anche l'algida Lucille, interpretata da una magnetica Jessica Chastain. È qui che il titolo del film trova la sua inquietante spiegazione: la proprietà sorge su una miniera di argilla rossa che letteralmente "sanguina" dal terreno, conferendo alla casa il soprannome di Crimson Peak.
La dimora diventa il vero cuore pulsante del film, un personaggio a sé stante che racchiude segreti terribili. Le scenografie e l'estetica mozzafiato costituiscono probabilmente l'elemento più universalmente apprezzato dell'opera. Del Toro costruisce un universo visivo sontuoso, decadente, dove ogni dettaglio architettonico racconta una storia di gloria passata e disfacimento presente. Le pareti che trasudano argilla rossa, le scale che scricchiolano, gli spazi cavernosi illuminati da candele: ogni fotogramma è un quadro gotico vivente.
L'intensa atmosfera fiabesca e macabra che avvolge la narrazione rappresenta il marchio di fabbrica del regista. Qui, Edith viene tormentata da incubi e visioni spettrali sempre più inquietanti, mentre gradualmente scopre che la casa custodisce orrori che vanno ben oltre le sue più oscure premonizioni. Il cast offre interpretazioni affascinanti: Wasikowska porta sullo schermo una fragilità determinata, Hiddleston bilancia eleganza e ambiguità, mentre Chastain domina lo schermo con una presenza glaciale e minacciosa.
Il film ha ricevuto recensioni generalmente positive dalla critica, che ha riconosciuto il valore artistico della visione di del Toro. Tuttavia, il pubblico mainstream si è dimostrato diviso. Da un lato, molti spettatori hanno apprezzato l'estetica gotica e l'atmosfera immersiva. Dall'altro, alcuni hanno criticato la trama per essere eccessivamente semplice o prevedibile, specialmente per chi ha familiarità con i codici del genere.
Un punto di discussione ricorrente riguarda la natura stessa del film: Crimson Peak non è un horror tradizionale ricco di jump scare ed espedienti per spaventare facilmente il pubblico. Del Toro l'ha concepito piuttosto come un gothic romance, una storia d'amore oscura ambientata in un contesto soprannaturale. Chi si aspettava un'esperienza horror convenzionale è rimasto inevitabilmente deluso, mentre chi ha abbracciato la dimensione romantica e melodrammatica ha trovato nel film una gemma rara.
Alcuni critici hanno definito la sceneggiatura "leggera" o "grossolana", ritenendo che l'enfasi sull'aspetto visivo abbia penalizzato la profondità narrativa. Eppure, è proprio questa scelta stilistica a renderlo un'opera profondamente autoriale: del Toro privilegia il linguaggio visivo, creando un'esperienza sensoriale che comunica attraverso immagini, colori e simboli tanto quanto attraverso i dialoghi.
Il cast include anche Charlie Hunnam nel ruolo del dottor Alan McMichael e Jim Beaver. La combinazione di attori di calibro internazionale con la regia visionaria di del Toro prometteva un successo commerciale che non si è mai materializzato. Tuttavia, come spesso accade con le opere che dividono, il tempo ha rivalutato Crimson Peak, trasformandolo in un punto di riferimento per gli amanti del cinema gotico contemporaneo.
Chi dovrebbe guardarlo? Sicuramente per gli amanti del gothic romance e per i fan affezionati di Guillermo del Toro, che qui esprime al massimo la sua poetica visiva. È perfetto se ci si sente malinconici e affascinati dal macabro, se si cerca un'esperienza cinematografica che privilegi l'atmosfera e l'estetica alla narrazione convenzionale. Le scenografie da sole valgono la visione, costituendo un trionfo di design produttivo che raramente si vede nel cinema contemporaneo.
Chi potrebbe non apprezzarlo? La trama può risultare prevedibile per chi conosce bene i meccanismi del genere gotico. Chi cerca un horror adrenalinico, pieno di colpi di scena e momenti di terrore intenso, troverà il ritmo del film troppo lento e contemplativo. La scelta di del Toro di privilegiare l'estetica e l'atmosfera sulla complessità narrativa non incontra i gusti di tutti.
Crimson Peak rimane un'opera che divide, ma proprio questa polarizzazione testimonia la sua forza. In un panorama cinematografico spesso omologato, del Toro ha avuto il coraggio di realizzare una visione personalissima, un omaggio al cinema gotico classico filtrato attraverso una sensibilità contemporanea. Che lo si ami o lo si critichi, difficilmente lo si dimentica: quelle immagini di una casa sanguinante, di fantasmi tragici e di segreti sepolti continuano a risuonare nella memoria, consolidando il suo status di cult movie per una generazione di cinefili.