Stasera in TV, I predatori dell'Arca perduta: la nascita dell'avventuriero più iconico di sempre
Scopri come I predatori dell'Arca perduta di Spielberg ha rivoluzionato il cinema d'avventura nel 1981 con Indiana Jones, creando un'icona immortale.
di Alba Rossi
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Quando nel 1981 Steven Spielberg portò nelle sale I predatori dell'Arca perduta, nessuno poteva immaginare che quel film avrebbe riscritto le regole del cinema d'avventura per i decenni a venire. Non era solo l'ennesima storia di tesori perduti e inseguimenti mozzafiato: era la nascita di un linguaggio cinematografico che avrebbe influenzato generazioni di registi, trasformando Harrison Ford in un'icona immortale e regalando al pubblico mondiale un eroe che sapeva essere tanto vulnerabile quanto invincibile. L'appuntamento con il film cult è per stasera, alle 21.10, sul canale 27.
Ma Indiana non è solo in questa caccia al tesoro. Gli emissari di Hitler sono sulle stesse tracce, mossi dalla follia del Führer che credeva nelle proprietà soprannaturali dell'Arca. È questa corsa contro il tempo, questo duello tra il bene e il male ambientato in scenari esotici e pericolosi, a costituire l'ossatura narrativa del film. Spielberg costruisce una narrazione serratissima, dove ogni sequenza è un piccolo capolavoro di tensione e spettacolarità.
Ma il destino sembra accanirsi contro l'archeologo. I tedeschi lo scoprono proprio mentre ha tra le mani il premio della sua ricerca, si impossessano dell'Arca e lo murano vivo nel pozzo insieme ai serpenti. Eppure Indiana Jones non sarebbe tale se non riuscisse a sfuggire anche alle situazioni più disperate. La fuga dal pozzo segna l'inizio di un inseguimento adrenalinico che porterà il protagonista a seguire i nazisti fino a un'isola segreta, dove si sta per compiere il rituale di apertura del mitico contenitore.
Il cast assemblato da Spielberg è semplicemente perfetto. Accanto a Harrison Ford troviamo Karen Allen nel ruolo di Marion Ravenwood, l'ex fiamma di Indiana che si rivelerà fondamentale nell'avventura, portando una dose di grinta e indipendenza femminile rara per l'epoca. Paul Freeman interpreta l'archeologo rivale Belloq, Ronald Lacey è l'inquietante agente della Gestapo Toht, mentre John Rhys-Davies, Denholm Elliott e Alfred Molina completano un ensemble di caratteristi memorabili.
Con una durata di un'ora e cinquantacinque minuti, il film non concede un attimo di respiro. Spielberg aveva capito una cosa fondamentale: il pubblico moderno, già nel 1981, aveva bisogno di ritmo, di emozioni continue, di una narrazione che non lasciasse spazio alla noia. E così I predatori dell'Arca perduta diventa un manuale di storytelling cinematografico, dove ogni scena serve a far avanzare la trama o a sviluppare i personaggi, senza un grammo di grasso narrativo.
L'eredità del film è incalcolabile. Ha generato un franchise che conta quattro sequel, serie televisive, videogiochi, merchandising infinito. Ma soprattutto ha creato un template narrativo che è stato copiato, omaggiato e reinterpretato migliaia di volte. Ogni film d'avventura uscito dopo il 1981 deve qualcosa a Indiana Jones: dalle moderne saghe dei supereroi alle serie action contemporanee, l'ombra del professore con la frusta e il cappello è sempre presente.
La programmazione televisiva italiana continua a proporre periodicamente questo capolavoro, confermando come certe opere trascendano le mode e le epoche. Vedere I predatori dell'Arca perduta su uno schermo televisivo, magari in famiglia durante una serata, è un'esperienza che attraversa le generazioni. I genitori che lo videro al cinema negli anni Ottanta lo rivedono con i figli, trasmettendo non solo la passione per un grande film, ma anche il senso di meraviglia che solo il cinema sa regalare.
Fonte /
Stasera in TV.com