Stasera in tv il film con l'orsetto più tenero del cinema, trama e curiosità su Paddington

La vera storia di Paddington, l'orso dal Perù che ha conquistato il mondo. Analisi del film di Paul King che parla di accoglienza, famiglia e diversità.

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C'è un orso che viene dal Perù, porta un cappello rosso consunto e un Montgomery blu, adora la marmellata d'arance e ha conquistato il cuore di milioni di persone in tutto il mondo. Non è una fiaba qualunque: è Paddington, il gentiluomo peloso che dal 2014 ha trasformato un classico della letteratura britannica in un fenomeno cinematografico globale, capace di parlare al cuore di bambini e adulti con la stessa intensità. Ora il film torna in tv questa sera su Rai Movie alle 21:10 e non potevamo non parlarvene per consigliarvi di vederlo, se non lo avete ancora fatto.

Il film diretto da Paul King racconta la storia del Paddington Bear, un cucciolo d'orso proveniente dalle foreste peruviane, dove la sua specie è stata scoperta dall'esploratore Montgomery Clough, un animalista visionario rimasto affascinato da creature straordinarie: orsi capaci di comprendere e parlare la lingua degli esseri umani. Quando un terremoto devasta la sua casa nella giungla, il giovane orsetto si ritrova solo e decide di intraprendere un viaggio verso Londra, la città che lo zio Pastuzo gli ha sempre descritto come un luogo accogliente dove chiunque può trovare una famiglia.

Arrivato alla stazione di Paddington con un'etichetta al collo che recita "Per favore, prenditi cura di questo orso", il protagonista incontra i Brown, una famiglia inglese di quelle che potrebbero vivere in qualsiasi quartiere residenziale. C'è Henry, il padre pragmatico e un po' ansioso interpretato da Hugh Bonneville, Mary, la madre dal cuore grande che ha voce e corpo di Sally Hawkins, e i due figli Jonathan e Judy. È Mary a convincere la famiglia ad accogliere temporaneamente lo straniero peloso, battezzandolo Paddington proprio come la stazione dove si sono incontrati.

Una scena di Paddington, fonte: Eagle Pictures



Ma Londra non è esattamente il paradiso che l'orso immaginava. La metropoli moderna è frenetica, diffidente verso il diverso, piena di regole non scritte che un orso educato ma goffo fatica a comprendere. I disastri si moltiplicano: bagni allagati, case sottosopra, malintesi esilaranti che nascono dall'incontro tra l'innocenza di Paddington e la rigidità della società britannica. Il film di Paul King gioca magistralmente su questo contrasto, usando la commedia fisica e visiva per raccontare qualcosa di più profondo: la paura dell'altro, il pregiudizio mascherato da buon senso, la fatica di aprire le porte di casa a chi viene da lontano.

La narrazione si complica quando entra in scena il villain, una tassidermista ossessionata dal completare la collezione di animali esotici del padre. Per lei, Paddington non è un individuo ma un esemplare raro da impagliare e mettere in mostra. È il lato oscuro dell'esplorazione coloniale britannica, quello che cataloga e possiede invece di conoscere e rispettare. Il contrasto con Montgomery Clough, l'esploratore che aveva scelto di proteggere gli orsi invece di sfruttarli, non potrebbe essere più netto.

Paddington, fonte: Eagle Pictures



Quel che rende Paddington un film straordinario non sono solo le avventure rocambolesche o gli effetti speciali che danno vita all'orso con un realismo sorprendente. È la capacità di mescolare leggerezza e profondità, di far ridere e commuovere spesso nella stessa scena. Ben Whishaw presta la voce originale a Paddington con una dolcezza che sfiora la malinconia, creando un personaggio che è insieme ingenuo e saggio, fragile e coraggioso.

Novantacinque minuti che scorrono con il ritmo perfetto di chi sa dosare azione, emozione e riflessione. Paddington non predica, non alza mai la voce, non cade nella trappola del moralismo facile. Racconta semplicemente la storia di un orso che cerca una casa e di una famiglia che impara ad allargare i propri confini. In un'epoca segnata da muri e diffidenze, questa favola moderna sulla diversità come ricchezza suona ancora più necessaria. Ora che torna in tv non potete non vederlo.

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