Stasera in tv il film con l'orsetto più tenero del cinema, trama e curiosità su Paddington
La vera storia di Paddington, l'orso dal Perù che ha conquistato il mondo. Analisi del film di Paul King che parla di accoglienza, famiglia e diversità.
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C'è un orso che viene dal Perù, porta un cappello rosso consunto e un Montgomery blu, adora la marmellata d'arance e ha conquistato il cuore di milioni di persone in tutto il mondo. Non è una fiaba qualunque: è Paddington, il gentiluomo peloso che dal 2014 ha trasformato un classico della letteratura britannica in un fenomeno cinematografico globale, capace di parlare al cuore di bambini e adulti con la stessa intensità. Ora il film torna in tv questa sera su Rai Movie alle 21:10 e non potevamo non parlarvene per consigliarvi di vederlo, se non lo avete ancora fatto.
Arrivato alla stazione di Paddington con un'etichetta al collo che recita "Per favore, prenditi cura di questo orso", il protagonista incontra i Brown, una famiglia inglese di quelle che potrebbero vivere in qualsiasi quartiere residenziale. C'è Henry, il padre pragmatico e un po' ansioso interpretato da Hugh Bonneville, Mary, la madre dal cuore grande che ha voce e corpo di Sally Hawkins, e i due figli Jonathan e Judy. È Mary a convincere la famiglia ad accogliere temporaneamente lo straniero peloso, battezzandolo Paddington proprio come la stazione dove si sono incontrati.
La narrazione si complica quando entra in scena il villain, una tassidermista ossessionata dal completare la collezione di animali esotici del padre. Per lei, Paddington non è un individuo ma un esemplare raro da impagliare e mettere in mostra. È il lato oscuro dell'esplorazione coloniale britannica, quello che cataloga e possiede invece di conoscere e rispettare. Il contrasto con Montgomery Clough, l'esploratore che aveva scelto di proteggere gli orsi invece di sfruttarli, non potrebbe essere più netto.
Novantacinque minuti che scorrono con il ritmo perfetto di chi sa dosare azione, emozione e riflessione. Paddington non predica, non alza mai la voce, non cade nella trappola del moralismo facile. Racconta semplicemente la storia di un orso che cerca una casa e di una famiglia che impara ad allargare i propri confini. In un'epoca segnata da muri e diffidenze, questa favola moderna sulla diversità come ricchezza suona ancora più necessaria. Ora che torna in tv non potete non vederlo.