Stasera in tv il più grande cult italiano con Paolo Villaggio: curiosità e trama di Fantozzi
Fantozzi torna in tv stasera: scopri la storia del ragionier Ugo, il collega vero di Villaggio all'Italsider, il segreto dello spagnolin e le curiosità sul film cult italiano.
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Il 27 marzo 1975 le sale cinematografiche italiane si preparavano a timbrare il cartellino di una rivoluzione tragicomica. Fantozzi, diretto da Luciano Salce e interpretato da Paolo Villaggio, sbarcava sul grande schermo trasformando le umiliazioni quotidiane di un impiegato qualunque nell'epopea nazionale di una generazione. Mezzo secolo dopo, quel ragioniere sfortunato continua a rappresentare, con feroce ironia, le frustrazioni e le contraddizioni di un'Italia che si specchia nelle sue disavventure come in un ritratto spietato e tenerissimo. E oggi che torna in tv su Cine 34 alle 21:00 è il momento migliore per immergersi nuovamente in quella Italia di un tempo che non passa mai di moda.
Il personaggio debutta ufficialmente il 21 gennaio 1968 nel varietà Rai Quelli della domenica, dove Villaggio racconta per la prima volta le disavventure del suo iconico ragioniere. Ma è sulla carta stampata che Fantozzi trova la sua prima consacrazione: i racconti pubblicati su L'Espresso vengono raccolti nei libri Fantozzi del 1971 e Il secondo tragico Fantozzi del 1974. Il successo editoriale è tale da spingere verso la trasposizione cinematografica, un passaggio tutt'altro che scontato.
La Megaditta, quell'impresa immaginaria che è diventata sinonimo di alienazione lavorativa, ha una collocazione reale: il palazzo della Regione Lazio alla Garbatella, che all'epoca delle riprese ospitava la sede nazionale dell'INAM. Quegli uffici grigi e anonimi sono diventati lo scenario di una delle satire più feroci sul mondo del lavoro italiano, un luogo dove l'individuo si perde nella burocrazia e nella gerarchia aziendale.
Tra i personaggi che popolano l'universo fantozziano, uno dei casting più fortunati riguarda Anna Mazzamauro, la signorina Silvani dei sogni mostruosamente proibiti del protagonista. La Mazzamauro si presentò al provino con Luciano Salce in modo del tutto inadeguato rispetto a quanto cercava il regista. In cerca di un'attrice per incarnare Pina, la moglie del protagonista, Salce pensava a qualcuno di diversamente bello. Non si aspettava certo di vedere Anna con un look seducente: capelli voluminosi, tacchi a spillo e abito rosso fuoco. Stava per perdere il ruolo della sua vita quando intervenne Villaggio: "C'è bisogno di una donna che faccia innamorare Fantozzi. Questa è piena di difetti, ma li porta sui tacchi".
Uno degli elementi visivi più riconoscibili del personaggio è l'iconico baschetto nero, lo spagnolin genovese che il ragioniere indossa come un barometro dell'umore. Quando è spiaccicato sulla testa, significa che è un momento pessimo. Quando lo tiene di lato, vuol dire che si sente invincibile. Un dettaglio apparentemente minimo che diventa codice espressivo, linguaggio non verbale di una condizione esistenziale.
Il successo del film fu immediato e travolgente. Fantozzi incassò più di sei miliardi di lire, rimase in prima visione per oltre otto mesi e risultò il film di maggior incasso in Italia della stagione cinematografica 1974-75. Un trionfo che diede il via a una saga composta da dieci film, conclusasi nel 1999, e che trasformò il ragioniere in una vera e propria maschera della commedia italiana.