Stasera in TV, Immaturi: un pasticcio burocratico riporta un gruppo di 40enni tra i banchi di scuola
Immaturi di Paolo Genovese: la commedia con Raoul Bova e Ambra Angiolini su quarantenni costretti a rifare la maturità. Stasera su Cine34 alle 21:00.
Immagina la scena: hai quasi quarant'anni, una vita costruita con fatica, una carriera avviata, forse una famiglia. E un giorno ricevi una comunicazione che sembra uno scherzo di pessimo gusto. Il tuo diploma di maturità, quello per cui hai sudato vent'anni fa, è stato annullato. Un errore burocratico, un intoppo amministrativo assolutamente inatteso. E adesso devi tornare sui banchi di scuola, rivedere i compagni di classe che non senti da due decenni, riaprire i libri di filosofia e matematica. Benvenuti nel mondo di Immaturi.
La commedia diretta da Paolo Genovese nel 2011 parte proprio da questa premessa paradossale e brillante, trasformando un incubo kafkiano in un viaggio nostalgico e divertente. Giorgio, Lorenzo, Piero, Luisa, Virgilio e Francesca sono sei ex compagni di liceo che la vita ha portato su strade diverse. Oggi sono adulti con le loro esistenze consolidate, i loro problemi quotidiani, le loro responsabilità. Ma quel maledetto errore burocratico li costringerà a ritrovarsi, a condividere di nuovo le ansie da interrogazione, a confrontarsi non solo con i programmi scolastici ma soprattutto con quello che sono diventati.
Il cast corale è uno dei punti di forza del film. Raoul Bova, Ambra Angiolini, Ricky Memphis, Luisa Ranieri, Barbora Bobulova, insieme a Luca Bizzarri, Anita Caprioli e Giulia Michelini, compongono un gruppo credibile e variegato. Ogni personaggio porta con sé un bagaglio di sogni infranti, ambizioni realizzate a metà, relazioni complicate. C'è chi ha fatto carriera sacrificando l'amore, chi è rimasto intrappolato nelle aspettative familiari, chi non è mai riuscito a crescere davvero.
Genovese costruisce una narrazione che alterna momenti esilaranti a riflessioni più profonde. Perché tornare tra i banchi a quarant'anni non significa solo ripassare Dante o le guerre puniche. Significa guardare in faccia i propri rimpianti, misurare la distanza tra ciò che sognavi di diventare e ciò che sei effettivamente diventato. Significa riallacciare fili spezzati, scoprire che certi sentimenti non sono mai davvero morti, capire che forse non è troppo tardi per cambiare.
La forza di Immaturi sta proprio in questo equilibrio tra commedia e dramma esistenziale. Le situazioni comiche nascono naturalmente dall'assurdità della premessa: vedere dei quarantenni alle prese con compiti in classe, ricreazioni, professori severi genera un effetto straniante e divertente. Ma sotto la superficie delle risate c'è qualcosa di più sostanzioso: una riflessione sulle seconde possibilità, sul fatto che la vita non finisce mai davvero di metterti alla prova.
Il film tocca corde emotive universali. Chi non ha mai fantasticato di tornare indietro, di rivedere i compagni di scuola, di capire cosa ne è stato di loro? Chi non si è mai chiesto se, potendo rifare tutto da capo, prenderebbe le stesse decisioni? L'esame di maturità diventa una metafora perfetta: non è solo un test scolastico, è un rito di passaggio che tutti abbiamo attraversato, carico di aspettative, paure, speranze.
La regia di Genovese, che in quegli anni stava definendo il suo stile tra commedia brillante e cinema d'autore, riesce a mantenere un ritmo incalzante senza sacrificare la profondità emotiva. I dialoghi sono affilati, i personaggi ben caratterizzati, le dinamiche di gruppo credibili. E c'è spazio anche per la critica sociale: quel pasticcio burocratico che innesca tutto non è solo un espediente narrativo, è anche un affondo ironico verso un'Italia spesso vittima della propria inefficienza amministrativa.
Immaturi ha avuto un successo tale da generare un sequel, Immaturi - Il viaggio, uscito l'anno successivo, e una serie televisiva. Segno che la formula ha funzionato, che il pubblico si è riconosciuto in quei personaggi imperfetti e autentici. Perché, in fondo, chi non si è mai sentito un po' immaturo, anche a quarant'anni? Chi può dire di aver davvero capito tutto della vita, di non aver più nulla da imparare?
Stasera il film va in onda su Cine34 alle 21:00, canale 34 del digitale terrestre. Un'occasione per ridere, per commuoversi, per fare un viaggio nella propria memoria scolastica. E magari per chiedersi: se domani mattina arrivasse quella lettera, se davvero dovessi rifare la maturità, cosa scopriresti di te stesso? Quali conti in sospeso dovresti affrontare? Quali amicizie dimenticate meriterebbero una seconda chance?
Tra vecchi amori che si riaccendono, rivalità mai sopite, segreti sepolti da vent'anni e nuove consapevolezze, Immaturi è molto più di una semplice commedia nostalgica. È un film sulle persone che eravamo, su quelle che siamo diventati, e su quelle che potremmo ancora diventare. Perché la vita, come la scuola, non smette mai di dare esami. E l'unica vera maturità sta nell'accettare di continuare a studiare, a sbagliare, a crescere.