Stasera in TV, Indiana Jones e l'ultima crociata: la battuta di Sean Connery che Spielberg volle tenere nel film

Scopri il retroscena della battuta improvvisata di Sean Connery in Indiana Jones e l'ultima crociata che fece ridere tutta la troupe sul set di Spielberg.

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Nel 1938, l'archeologo Indiana Jones riceve un misterioso diario che contiene indizi sul Santo Graal, il leggendario calice in cui, secondo la tradizione cristiana, Gesù bevve durante l'Ultima Cena. La scoperta lo conduce a una rivelazione ancora più inquietante: il diario è stato inviato da suo padre Henry, anch'egli archeologo, scomparso proprio mentre seguiva la traccia del prezioso artefatto. Da qui prende il via Indiana Jones e l'ultima crociata, terzo capitolo della saga creata da George Lucas e Steven Spielberg, uscito nelle sale nel 1989 e ancora oggi considerato uno dei punti più alti della cinematografia avventurosa. L'appuntamento è per stasera, sul canale 27, alle 21.10.

Deciso a ritrovare il padre rapito, Indiana parte per un'avventura che lo porterà a viaggiare attraverso l'Europa, dalla laguna di Venezia fino ai deserti del Medio Oriente. Scopre che Henry si trova in Germania, prigioniero dei nazisti che vogliono impossessarsi del Santo Graal per sfruttarne i presunti poteri. Con l'aiuto di una collega tedesca rintracciata a Venezia, Indiana libera suo padre e insieme devono impedire che il calice finisca nelle mani del Terzo Reich.

Il film, con i suoi 127 minuti di durata, rappresenta un perfetto equilibrio tra azione mozzafiato, enigmi archeologici e dinamiche familiari. La presenza di Sean Connery nel ruolo di Henry Jones Sr., padre di Indiana, aggiunge una dimensione emotiva inedita alla saga. Il rapporto conflittuale ma profondo tra i due archeologi, uno impulsivo e l'altro metodico, crea alcuni dei momenti più memorabili dell'intera trilogia originale.

Indiana Jones e l'ultima crociata - Lucasfilm

Proprio Sean Connery è protagonista di uno degli aneddoti più divertenti della produzione. Durante le riprese di una scena cruciale, Indy chiede a suo padre come facesse a sapere che Elsa, interpretata da Alison Doody, fosse in realtà una spia nazista. La battuta scritta nella sceneggiatura non convinse Connery, che sul set improvvisò una risposta tanto semplice quanto esilarante: “Parla nel sonno". La troupe al completo esplose in una risata così fragorosa che le riprese dovettero essere interrotte. Steven Spielberg, conquistato dall'ironia spontanea di quella battuta, decise di mantenerla nel montaggio finale del film.

Questo episodio testimonia la libertà creativa e l'atmosfera collaborativa che caratterizzò la produzione. Spielberg, che aveva già diretto I predatori dell'arca perduta e Indiana Jones e il tempio maledetto, raggiunse con questo terzo capitolo una maturità narrativa superiore, bilanciando perfettamente spettacolo e intimità. La chimica tra Harrison Ford e Sean Connery è palpabile in ogni scena, frutto anche della stima reciproca tra i due attori.

Il successo critico non tardò ad arrivare. Indiana Jones e l'ultima crociata conquistò l'Oscar per il miglior montaggio sonoro e ricevette numerose altre nomination, confermando la capacità di Spielberg di creare blockbuster tecnicamente impeccabili e narrativamente solidi. Il film incassò oltre 470 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando uno dei maggiori successi commerciali del 1989.

Indiana Jones e l'ultima crociata - Lucasfilm

La colonna sonora di John Williams, con il tema ormai iconico di Indiana Jones, accompagna le sequenze d'azione che spaziano dall'inseguimento in moto con sidecar attraverso le campagne tedesche fino alla vertiginosa corsa a cavallo contro un carro armato. Ma è nei momenti più intimi, nei dialoghi tra padre e figlio, che il film rivela la sua vera anima. Henry Jones Sr. chiama sempre suo figlio "Junior", un dettaglio apparentemente banale che racconta decenni di incomprensioni e aspettative deluse, ma anche un amore profondo mai veramente espresso.

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