Stasera in TV, Justice League: analisi di un flop, "risorto" con la versione estesa di Zack Snyder

Justice League: la storia della produzione travagliata, i baffi rimossi di Superman, i reshoots e le due versioni del film con Snyder's Cut.

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Quando Justice League arrivò nelle sale cinematografiche nel novembre 2017, portava con sé il peso di aspettative enormi e una produzione tra le più travagliate della storia recente di Hollywood. Il film che avrebbe dovuto unire i più grandi supereroi DC in un'epica battaglia per la salvezza della Terra si trovò invece al centro di una tempesta creativa che coinvolse due registi, reshoots costosi e persino la rimozione digitale dei baffi di Superman. Una vicenda che ancora oggi alimenta discussioni tra appassionati e che ha trovato un epilogo inaspettato con la versione estesa di Zack Snyder rilasciata nel 2021. L'appuntamento è per stasera, su Italia 1, alle 21.20.

La trama di Justice League prende avvio dopo la morte di Superman, evento che ha lasciato il mondo in lutto e vulnerabile. Bruce Wayne, interpretato da Ben Affleck, comprende che una nuova minaccia incombe sulla Terra e che nessun singolo eroe può affrontarla da solo. Decide quindi di formare una squadra, reclutando Diana Prince, la Wonder Woman di Gal Gadot, con cui inizia a cercare altri metaumani disposti a unirsi alla causa.

L'antagonista che li attende è Steppenwolf, un conquistatore intergalattico determinato a trovare e unire le tre Scatole Madri, dispositivi di potere immenso capaci di annientare completamente il pianeta. La corsa contro il tempo diventa quindi il cuore pulsante della narrazione, con gli eroi costretti a prepararsi per una battaglia decisiva consapevoli che solo la collaborazione potrà salvare l'umanità da una distruzione imminente.

Justice League - Warner Bros.

Ma dietro le quinte, la produzione viveva i suoi drammi. Il film era nato come progetto di Zack Snyder, regista già responsabile di Man of Steel e Batman v Superman, che aveva una visione precisa per l'universo cinematografico DC. Tuttavia, una tragedia familiare costrinse Snyder ad abbandonare il progetto durante la fase di post-produzione. La Warner Bros affidò allora a Joss Whedon, reduce dal successo dei film degli Avengers per Marvel, il compito di completare l'opera.

Whedon non si limitò a supervisionare il montaggio finale, ma ordinò reshoots sostanziali che modificarono significativamente il tono del film, rendendolo più leggero e ironico rispetto alla visione originale di Snyder. Fu proprio durante queste riprese aggiuntive che si verificò l'episodio ormai leggendario dei baffi di Henry Cavill.

L'attore, che interpreta Superman, era nel frattempo impegnato nelle riprese di Mission Impossible - Fallout, dove il suo personaggio sfoggiava prominenti baffi richiesti dalla produzione Paramount. Il contratto con quella casa di produzione impediva a Cavill di rasarsi, così la Warner fu costretta a una soluzione tanto costosa quanto bizzarra: rimuovere digitalmente i baffi in post-produzione. Il risultato non sempre convincente divenne oggetto di meme e discussioni tra i fan, simbolo perfetto di una produzione che sembrava procedere a singhiozzo.

Justice League - Warner Bros.

Gli aneddoti dal set non finiscono qui. Jason Momoa ed Ezra Miller, i due membri più giovani e giocherelloni del cast, passarono buona parte delle riprese a infastidire Ben Affleck, tirandogli il mantello e prendendolo in giro. Un dettaglio che rivela come, nonostante le difficoltà produttive, sul set si fosse creata una certa complicità tra gli attori, elemento che traspare nelle dinamiche dei loro personaggi sullo schermo.

Al box office, Justice League si rivelò un delusione commerciale rispetto alle aspettative, incassando cifre inferiori rispetto ad altri cinecomic dell'epoca e non riuscendo a recuperare completamente il budget investito, gonfiato dai costosi reshoots. La critica si divise: alcuni apprezzarono l'intrattenimento spensierato, altri criticarono l'incoerenza tonale e narrativa evidente nel montaggio finale.

Tuttavia, la storia di Justice League non finì nelle sale cinematografiche. Per anni, una parte significativa dei fan chiese a gran voce il rilascio della versione originale di Zack Snyder, quella che il regista aveva immaginato prima di lasciare il progetto. Quella che iniziò come una campagna sui social con l'hashtag #ReleaseTheSnyderCut divenne un fenomeno culturale che convinse la Warner Bros a investire ulteriori risorse per completare e distribuire quella visione.

Justice League - Warner Bros.

Nel 2021, su HBO Max, arrivò finalmente Zack Snyder's Justice League, una versione di quattro ore che rappresentava la visione completa del regista. Accolta con entusiasmo dalla maggior parte dei fan e della critica, questa director's cut si rivelò un'opera significativamente diversa: più cupa, stratificata, con un maggiore sviluppo dei personaggi e sequenze d'azione più elaborate. Un caso quasi unico nel panorama hollywoodiano, dove raramente una grande produzione riceve una seconda opportunità così radicale.

Oggi Justice League esiste quindi in due versioni distinte, ciascuna con i propri sostenitori. La versione teatrale del 2017, più breve e accessibile, e la Snyder Cut del 2021, esperienza cinematografica ambiziosa e polarizzante. Entrambe raccontano sostanzialmente la stessa storia di eroi che superano le differenze per salvare il mondo, ma con sensibilità registiche completamente diverse.

La storia della produzione travagliata, dei baffi digitalmente rimossi, delle due versioni così diverse tra loro, rende Justice League un caso di studio affascinante non solo per gli appassionati di supereroi, ma per chiunque sia interessato alle dinamiche creative e produttive del cinema contemporaneo. Un film che, al di là dei suoi meriti artistici, rappresenta un momento peculiare nella storia recente di Hollywood, dove le aspettative del pubblico, le visioni autoriali e le esigenze degli studios si sono scontrate creando un risultato tanto discusso quanto memorabile.

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