Stasera in TV, Ladyhawke: Michelle Pfeiffer, Rutger Hauer e l'amore più impossibile del cinema
Ladyhawke: la storia della maledizione che trasformò due amanti in falco e lupo. Analisi del cult di Richard Donner con Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer.
di Alba Rossi
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Ci sono storie che attraversano i decenni senza perdere un briciolo della loro magia. Ladyhawke è una di queste. Uscito nel 1985 per la regia di Richard Donner, il maestro che ci aveva già regalato Superman e I Goonies, questo film fantasy rappresenta un unicum nel panorama cinematografico degli anni Ottanta: un'opera che mescola avventura medievale, amore impossibile e una colonna sonora che divide ancora oggi critica e pubblico. L'appuntamento è per stasera, alle 21.20, su Cielo.
Il maleficio è crudele nella sua perfezione: durante il giorno, Isabella è condannata a trasformarsi in un falco, mentre Navarre rimane uomo. Quando cala la notte, i ruoli si invertono: lui diventa un lupo nero, lei torna donna. Insieme sempre, ma mai davvero insieme. Possono vedersi solo per pochi istanti, all'alba e al tramonto, quando le loro forme mutano. Un amore eterno reso impossibile dalla vendetta di un uomo che non poteva accettare di essere rifiutato.
La chiave per rompere la maledizione risiede in un evento astronomico rarissimo: un'eclissi solare, un momento in cui "il giorno diventa notte e la notte giorno", l'unico istante in cui entrambi potrebbero essere umani contemporaneamente. Ma per sfruttare questa occasione, dovranno tornare ad Aquila, nella tana del lupo, affrontando il vescovo nel cuore del suo potere.
Richard Donner costruisce un racconto che respira, alternando momenti di azione mozzafiato a sequenze intime e poetiche. Le location italiane, il film fu girato in parte in Italia, in castelli e paesaggi dell'Abruzzo (meraviglioso quello di Rocca Calascio) e del Lazio, conferiscono al film un'aura di autenticità medievale, mentre la fotografia di Vittorio Storaro cattura la luce con maestria, rendendo ogni inquadratura un quadro.
Un elemento che continua a far discutere è la colonna sonora, firmata da Andrew Powell dei The Alan Parsons Project. La scelta di utilizzare sintetizzatori e sonorità progressive rock in un film ambientato nel medioevo fu audace, per usare un eufemismo. Alcuni la considerano visionaria, altri completamente fuori luogo. Quel che è certo è che la rende inconfondibile, contribuendo a fare di Ladyhawke un film che non assomiglia a nessun altro.
Nel corso degli anni, Ladyhawke è diventato un cult. Non ottenne un successo clamoroso al botteghino, ma conquistò il cuore di una generazione che lo ha riscoperto in VHS e poi in DVD e che lo ha tramandato come uno di quei film "da vedere assolutamente". La sua influenza si ritrova in opere successive, dal fantasy romantico al cinema d'avventura che non ha paura di mescolare toni diversi.
Fonte /
Stasera in TV.com