Stasera in TV, Ladyhawke: Michelle Pfeiffer, Rutger Hauer e l'amore più impossibile del cinema

Ladyhawke: la storia della maledizione che trasformò due amanti in falco e lupo. Analisi del cult di Richard Donner con Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer.

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Ci sono storie che attraversano i decenni senza perdere un briciolo della loro magia. Ladyhawke è una di queste. Uscito nel 1985 per la regia di Richard Donner, il maestro che ci aveva già regalato Superman e I Goonies, questo film fantasy rappresenta un unicum nel panorama cinematografico degli anni Ottanta: un'opera che mescola avventura medievale, amore impossibile e una colonna sonora che divide ancora oggi critica e pubblico. L'appuntamento è per stasera, alle 21.20, su Cielo.

Ambientato nella Francia del XIII secolo, Ladyhawke racconta la vicenda tragica di Etienne Navarre, interpretato da un magnetico Rutger Hauer, capitano delle guardie, e di Isabella d'Angiò, resa eterea e luminosa da una giovane Michelle Pfeiffer al culmine della sua bellezza. I due sono follemente innamorati, ma il loro amore si scontra con l'ossessione malata del Vescovo di Aquila, un prelato corrotto che desidera Isabella per sé. Accecato dalla gelosia quando scopre la relazione tra la donna e il suo capitano, il vescovo si affida alle arti oscure per scagliare su di loro una maledizione terribile.

Il maleficio è crudele nella sua perfezione: durante il giorno, Isabella è condannata a trasformarsi in un falco, mentre Navarre rimane uomo. Quando cala la notte, i ruoli si invertono: lui diventa un lupo nero, lei torna donna. Insieme sempre, ma mai davvero insieme. Possono vedersi solo per pochi istanti, all'alba e al tramonto, quando le loro forme mutano. Un amore eterno reso impossibile dalla vendetta di un uomo che non poteva accettare di essere rifiutato.

Ladyhawke - 20th Century Studios



La storia prende una svolta quando entra in scena Philippe Gaston, soprannominato "Il Topo", un giovane ladro interpretato da Matthew Broderick con quella sua ironia disincantata che lo rendeva perfetto per i ruoli da antieroe. Philippe è l'unico uomo mai riuscito a evadere dalle segrete della città-fortezza di Aquila, un'impresa che lo rende leggenda. Durante la sua fuga, il destino lo fa incrociare con Navarre e il suo falco. Quando scopre la verità sulla maledizione, il giovane ladro decide di aiutare la coppia maledetta a spezzare l'incantesimo e a ottenere vendetta contro il vescovo.

La chiave per rompere la maledizione risiede in un evento astronomico rarissimo: un'eclissi solare, un momento in cui "il giorno diventa notte e la notte giorno", l'unico istante in cui entrambi potrebbero essere umani contemporaneamente. Ma per sfruttare questa occasione, dovranno tornare ad Aquila, nella tana del lupo, affrontando il vescovo nel cuore del suo potere.

Richard Donner costruisce un racconto che respira, alternando momenti di azione mozzafiato a sequenze intime e poetiche. Le location italiane, il film fu girato in parte in Italia, in castelli e paesaggi dell'Abruzzo (meraviglioso quello di Rocca Calascio) e del Lazio, conferiscono al film un'aura di autenticità medievale, mentre la fotografia di Vittorio Storaro cattura la luce con maestria, rendendo ogni inquadratura un quadro.

Il cast è impeccabile. Rutger Hauer porta in scena un Navarre tormentato ma determinato, un guerriero che ha perso tutto tranne la speranza. Michelle Pfeiffer, con i suoi lunghi capelli biondi e quegli occhi che sembrano custodire un mondo di dolore, incarna una Isabella che è insieme fragile e fortissima. Matthew Broderick, nel ruolo del giovane cinico che impara cosa significhi battersi per qualcosa di più grande, aggiunge la dose necessaria di leggerezza a una storia altrimenti tragica. Nel cast anche Leo McKern nei panni di un monaco ubriacone e pentito, involontario complice della maledizione, e Alfred Molina in uno dei suoi primi ruoli cinematografici.

Un elemento che continua a far discutere è la colonna sonora, firmata da Andrew Powell dei The Alan Parsons Project. La scelta di utilizzare sintetizzatori e sonorità progressive rock in un film ambientato nel medioevo fu audace, per usare un eufemismo. Alcuni la considerano visionaria, altri completamente fuori luogo. Quel che è certo è che la rende inconfondibile, contribuendo a fare di Ladyhawke un film che non assomiglia a nessun altro.

Nel corso degli anni, Ladyhawke è diventato un cult. Non ottenne un successo clamoroso al botteghino, ma conquistò il cuore di una generazione che lo ha riscoperto in VHS e poi in DVD e che lo ha tramandato come uno di quei film "da vedere assolutamente". La sua influenza si ritrova in opere successive, dal fantasy romantico al cinema d'avventura che non ha paura di mescolare toni diversi.

A distanza di quasi quarant'anni, Ladyhawke continua a essere programmato in televisione, segno che la sua magia resiste al tempo. La storia di due amanti separati da una maledizione che possono spezzare solo affidandosi alla speranza e al coraggio parla ancora oggi, forse perché in fondo racconta qualcosa di universale: la capacità dell'amore di resistere anche quando tutto sembra perduto.

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