Stasera in TV, Lawrence d'Arabia: perché questo film del 1962 è ancora un capolavoro assoluto
Lawrence d'Arabia torna su Rai Movie: scopri perché il capolavoro di David Lean del 1962 con Peter O'Toole resta un film epico senza tempo dopo 60 anni.
Ci sono film che attraversano i decenni senza perdere un grammo della loro potenza. Opere che continuano a dialogare con il presente, nonostante siano state concepite in epoche lontane, con tecnologie primitive rispetto agli standard odierni. Lawrence d'Arabia è uno di questi titoli: un colosso del cinema che Rai Movie ripropone oggi, 26 febbraio alle 21.10, per ricordarci cosa significhi la parola "epico" nel suo senso più puro e autentico.
Diretto da David Lean nel 1962, il film racconta la straordinaria avventura di Thomas Edward Lawrence, ufficiale britannico inviato nel cuore del deserto arabo durante la Prima Guerra Mondiale. La missione sembra chiara sulla carta: fomentare la rivolta delle tribù arabe contro l'Impero Ottomano, alleato della Germania. Ma quello che potrebbe sembrare un semplice incarico militare si trasforma in un viaggio esistenziale, in una discesa negli abissi dell'identità e dell'ambizione personale.
Peter O'Toole, al suo debutto assoluto sul grande schermo, regala una delle performance più memorabili della storia del cinema. Il suo Lawrence è un personaggio sfaccettato, contraddittorio: un uomo colto e raffinato che diventa guerriero spietato, un idealista che si scontra con il cinismo della geopolitica, un sognatore che si perde tra le dune infinite del deserto arabico. Accanto a lui, un cast stellare che include Alec Guinness, Anthony Quinn, Omar Sharif e Jack Hawkins, tutti perfettamente calibrati in ruoli che sostengono e amplificano la complessità del protagonista.
La trama si sviluppa seguendo fedelmente l'autobiografia di Lawrence, I sette pilastri della saggezza, un testo fondamentale per comprendere non solo l'uomo ma anche il contesto storico in cui si muove. Attraverso imprese audaci come la leggendaria presa di Aqaba, conquistata con un attacco dal deserto ritenuto impossibile, Lawrence diventa una figura mitologica, capace di unificare tribù storicamente divise e di guidarle verso una vittoria che sembrava irraggiungibile.
Ma il film di Lean non è solo un racconto d'avventura. È una riflessione profonda sui limiti del potere, sulle promesse tradite, sulla difficoltà di servire contemporaneamente due padroni: gli interessi dell'Impero Britannico e le aspirazioni di indipendenza del popolo arabo. Lawrence combatte per entrambi, scoprendo amaramente che la politica internazionale raramente tiene fede alle promesse fatte nel fragore delle battaglie.
Dal punto di vista tecnico, Lawrence d'Arabia rappresenta un punto di non ritorno nella storia della cinematografia. Le riprese nel deserto, la fotografia di Freddie Young che cattura l'immensità dei paesaggi con inquadrature che tolgono il fiato, la colonna sonora di Maurice Jarre che accompagna ogni scena con una potenza emotiva rara. Ogni fotogramma è studiato come se fosse un quadro, ogni sequenza costruita con una precisione maniacale che oggi, nell'era del digitale e degli effetti speciali, appare quasi artigianale nella sua maestria.
La durata del film, circa quattro ore nella versione integrale, potrebbe sembrare eccessiva per gli standard contemporanei dominati dal ritmo frenetico delle serie TV e dei contenuti brevi. Eppure, chi si concede il tempo di immergersi in questa narrazione scopre che ogni minuto è necessario, che ogni scena contribuisce a costruire un mosaico narrativo di rara completezza. Non ci sono tempi morti, solo il respiro necessario per permettere allo spettatore di assorbire la grandiosità di quello che sta vedendo.
Il riconoscimento critico arrivò immediato e travolgente. Lawrence d'Arabia vinse sette premi Oscar, inclusi quelli per miglior film e miglior regia, consolidando la reputazione di David Lean come uno dei più grandi registi di tutti i tempi. Ma al di là dei premi, il film ha conquistato una posizione permanente nell'immaginario collettivo, influenzando generazioni di cineasti e diventando un termine di paragone obbligato ogni volta che si parla di cinema epico.
Ancora oggi, a distanza di oltre sessant'anni, le persone che scoprono Lawrence d'Arabia rimangono conquistate dalla sua capacità di trasportare lo spettatore in un'altra dimensione. Le opinioni sui social e le piattaforme specializzate lo celebrano come uno dei più grandi capolavori mai realizzati, un'opera che trascende il genere d'avventura per diventare puro cinema, arte che si fa esperienza visiva e emotiva.