Stasera in TV, L'ultimo dei templari: il viaggio sconvolgente di Nicholas Cage, tra disertori e peste nera
L'ultimo dei templari con Nicolas Cage stasera in tv su 20: trama, cast e recensione del film fantasy medievale contro la peste nera e forze oscure del 1300.
Quando il Medioevo incontra l'horror gotico e Nicolas Cage impugna la spada, il risultato è un cocktail esplosivo di avventura, superstizione e battaglie contro forze oscure. L'ultimo dei templari, in onda stasera su 20 alle 21:07, è uno di quei film che divide il pubblico a metà: da una parte chi lo liquida come un b-movie dimenticabile, dall'altra chi ne apprezza l'atmosfera cupa e il cast carismatico. Ma cosa racconta davvero questa pellicola del 2011 diretta da Dominic Sena?
Siamo nel XIV secolo, in pieno caos delle Crociate. Behmen von Bleibruck, interpretato da un Nicolas Cage in modalità guerriero disilluso, è un cavaliere crociato che ha visto troppe atrocità. Insieme al fedele compagno d'armi Felson, ruolo affidato al massiccio Ron Perlman, decide di disertare dopo aver assistito a massacri che contraddicono ogni principio della fede che credevano di difendere. Il ritorno in patria, però, non porta sollievo: l'Europa è devastata dalla peste nera, quella pandemia medievale che decimò un terzo della popolazione del continente.
La Chiesa, disperata e alla ricerca di un capro espiatorio, individua una giovane donna accusata di stregoneria. Secondo le autorità ecclesiastiche, sarebbe proprio lei la responsabile della piaga che sta annientando il paese. Il morente Cardinale D'Ambroise, interpretato da un Christopher Lee in una delle sue ultime apparizioni cinematografiche, affida a Behmen e Felson un compito che suona più come una condanna: scortare la presunta strega fino a un remoto monastero dove sarà sottoposta a un rituale di purificazione.
Il viaggio diventa il cuore pulsante del film. Non è una semplice cavalcata attraverso paesaggi medievali: è un'odissea costellata di pericoli mortali, eventi macabri e fenomeni soprannaturali che mettono alla prova non solo il coraggio fisico dei protagonisti, ma anche la loro fede. La giovane donna, interpretata da Claire Foy in uno dei suoi primi ruoli cinematografici prima della consacrazione con The Crown, si rivela ben più complessa di quanto appaia. È davvero una strega? È innocente? O nasconde qualcosa di ancora più oscuro?
Behmen inizia a dubitare. Le certezze granitiche del guerriero si sgretolano davanti a indizi contrastanti. E se la peste non fosse colpa della ragazza? E se la vera minaccia fosse altrove? Il film gioca proprio su questa ambiguità, costruendo una tensione che mescola elementi di avventura medievale con sfumature horror e fantasy.
Dal punto di vista tecnico, L'ultimo dei templari può vantare location suggestive. Girato principalmente tra Austria e Ungheria, il film sfrutta castelli, foreste nebbiose e paesaggi gotici che creano un'atmosfera autentica e opprimente. La fotografia privilegia toni scuri e desaturati, perfetti per restituire il senso di decadenza e morte che pervade l'Europa della peste. Gli scenari non sono semplici fondali: diventano personaggi a loro volta, amplificando il senso di isolamento e pericolo.
La critica, va detto, non è stata tenera. Le recensioni oscillano tra chi lo definisce un intrattenimento passabile da serie B e chi lo boccia senza appello per una trama giudicata debole e poco originale. Un punto sollevato spesso dagli spettatori italiani riguarda proprio il titolo: L'ultimo dei templari è considerato fuorviante. Behmen e Felson non sono tecnicamente Templari, quell'ordine monastico-cavalleresco sciolto nel 1312. Sono crociati, sì, ma l'etichetta "templare" è stata probabilmente applicata per motivi di marketing, sfruttando il fascino che questo ordine esercita nell'immaginario collettivo dopo libri come Il Codice Da Vinci.
Il punteggio sulla piattaforma TMDB si attesta su un modesto 54%, segno di una ricezione tiepida. Eppure il film ha i suoi estimatori. Chi lo apprezza sottolinea la chimica tra Nicolas Cage e Ron Perlman, due attori che sanno come gestire materiale di genere senza prendersi troppo sul serio. Cage, in particolare, alterna momenti di intensità drammatica a quella particolare energia sopra le righe che lo ha reso un'icona dei meme internet. Perlman, con la sua presenza fisica imponente e la voce cavernosa, è perfetto come guerriero leale e pragmatico.
Il film si rivolge a un pubblico preciso: chi cerca un'avventura notturna senza troppe pretese, gli amanti del fantasy medievale con elementi soprannaturali, chi apprezza l'action-horror in costume d'epoca. Non è un capolavoro né ambisce a esserlo. È piuttosto un viaggio di novantacinque minuti attraverso un Medioevo tetro e violento, dove la linea tra fede e superstizione si confonde, e dove ogni ombra potrebbe nascondere una minaccia.
La peste nera, nella narrazione, diventa metafora della corruzione morale e del terrore collettivo che spinge le società a cercare spiegazioni semplici per eventi complessi. Accusare una ragazza di stregoneria è più facile che affrontare la realtà di una pandemia incontrollabile. Questo sottotesto, presente ma mai approfondito completamente, offre uno spunto di riflessione che va oltre il semplice intrattenimento action.
Sul fronte degli effetti speciali, il budget non era stellare ma sufficiente per creare alcune sequenze d'impatto, soprattutto nel terzo atto quando la natura soprannaturale della minaccia si rivela completamente. Senza entrare in spoiler, il finale abbraccia pienamente la dimensione fantasy-horror, abbandonando ogni pretesa di realismo storico per un confronto che ricorda più L'esorcista che Braveheart.
La colonna sonora di Atli Örvarsson cerca di amplificare la tensione con orchestrazioni cupe e percussioni marziali, anche se non raggiunge la memorabilità di altre produzioni del genere. Funziona come accompagnamento funzionale alle scene d'azione e ai momenti di suspense, senza però lasciare un'impronta duratura.
Per chi volesse approfondire il contesto storico, vale la pena ricordare che la peste nera fu davvero uno degli eventi più traumatici della storia europea. Arrivata nel 1347, sterminò tra il 30 e il 60 percento della popolazione in pochi anni. La mancanza di spiegazioni scientifiche portò effettivamente a cacce alle streghe, persecuzioni di minoranze e un generale clima di paranoia. Il film prende questo sfondo autentico e lo piega alle esigenze del racconto fantastico.
L'ultimo dei templari non reinventa il genere e non passerà alla storia come un classico. Ma per una serata casalinga davanti alla tv, con il pubblico giusto e le aspettative calibrate, può offrire quel tipo di intrattenimento diretto e viscerale che il cinema di genere sa regalare quando fatto con mestiere. Nicolas Cage brandisce una spada, Ron Perlman spacca teste, una presunta strega potrebbe nascondere segreti terribili e l'Europa medievale brucia sotto la peste. A volte, questo è tutto ciò che serve.