Stasera in TV, Mission Impossible - Dead Reckoning: Tom Cruise e lo stunt che ha sbalordito il pubblico
Mission: Impossible Dead Reckoning, il film da 290 milioni con lo stunt estremo che ha rischiato di uccidere Tom Cruise.
Stasera, giovedì 12 marzo, Canale 5 trasmette in prima serata e in prima tv Mission: Impossible – Dead Reckoning, il settimo capitolo di una saga che ha ridefinito il concetto stesso di cinema d'azione. Con Tom Cruise ancora una volta nei panni dell'indistruttibile agente Ethan Hunt, questo film diretto da Christopher McQuarrie nel 2023 porta sullo schermo una delle sfide più ambiziose mai affrontate dalla produzione: 2 ore e 40 minuti di adrenalina pura, inseguimenti mozzafiato e una minaccia globale che mette in gioco il destino dell'umanità.
La trama getta Hunt e il suo team dell'IMF in una missione senza precedenti. Al centro della storia c'è "l'Entità", un misterioso organismo che rappresenta una minaccia tanto invisibile quanto onnipresente, capace di generare caos su scala mondiale. Non si tratta del solito villain tangibile: questa volta il nemico è qualcosa di sfuggente, una presenza che confonde i confini tra realtà e inganno, tra alleati e nemici. La chiave per neutralizzare questa minaccia è un oggetto che tutti cercano disperatamente, una sorta di Santo Graal moderno per cui chiunque è disposto a combattere e sacrificarsi.
Dopo una missione fallita che segna l'inizio del film, Ethan scopre che un'arma tecnologica di potenza inimmaginabile è caduta nelle mani sbagliate. La stabilità globale è appesa a un filo e la corsa contro il tempo diventa una traversata attraverso luoghi esotici, scontri con avversari letali e la necessità di affrontare dilemmi morali che mettono alla prova le convinzioni più profonde del protagonista. Insieme ai suoi fidati collaboratori, Hunt deve svelare segreti nascosti mentre emergono alleanze sorprendenti che ribaltano ogni certezza.
Ma ciò che davvero distingue questo capitolo della saga è l'impegno fisico e produttivo che si cela dietro ogni inquadratura. Tom Cruise ha realizzato personalmente una delle scene più pericolose mai concepite per un film d'azione: un salto nel vuoto in moto da una scogliera norvegese. Non si tratta di effetti speciali o stuntman mascherati: è lui, in carne e ossa, che sfida la gravità e il buonsenso per regalare al pubblico un momento di cinema che lascia senza fiato. Questa sequenza da sola rappresenta settimane di preparazione, calcoli millimetrici e un coraggio che rasenta l'incoscienza.
L'ambizione del progetto si riflette anche nel budget: oltre 290 milioni di dollari, una cifra che colloca Dead Reckoning tra i film più costosi dell'intera saga. Ogni dollaro è visibile sullo schermo, dalle location mozzafiato alle coreografie degli inseguimenti, fino alle sequenze d'azione girate su un aereo in volo reale per garantire il massimo realismo. Niente green screen quando si può rischiare la vita vera, sembra essere il mantra di questa produzione.
Il cast riunisce volti noti e nuovi. Accanto a Cruise troviamo Hayley Atwell, che porta freschezza e dinamismo, affiancata dai veterani Ving Rhames e Simon Pegg, ormai pilastri insostituibili del team IMF. Rebecca Ferguson torna nel ruolo di Ilsa Faust, mentre Vanessa Kirby, Esai Morales e Pom Klementieff completano un ensemble che bilancia azione, carisma e tensione drammatica. Henry Czerny riprende il ruolo di Eugene Kittridge, un ritorno alle origini che strizza l'occhio ai fan di lungo corso.
C'è un dettaglio che molti spettatori potrebbero non conoscere: questo film è solo la prima parte di un capitolo più grande. Dead Reckoning trova infatti la sua conclusione in Mission: Impossible – Dead Reckoning – Part Two, una scelta narrativa che permette a McQuarrie di espandere la storia senza compromessi, sviluppando personaggi e trame con una profondità rara per il genere action. È una scommessa audace in un'epoca in cui il pubblico tende a preferire narrazioni autoconcludenti, ma dimostra la fiducia della produzione nella forza della saga.
Christopher McQuarrie, che collabora con Cruise ormai da diversi film, ha costruito attorno al personaggio di Ethan Hunt un universo coerente dove le conseguenze delle scelte passate pesano sul presente. Non è solo spettacolo fine a se stesso: c'è un'evoluzione del protagonista, una riflessione sulla lealtà, sul sacrificio e su quanto si possa chiedere a un uomo prima che si spezzi. In questo senso, Dead Reckoning rappresenta un momento di resa dei conti non solo con i nemici esterni, ma anche con i fantasmi interiori di Hunt.
La durata di 2 ore e 40 minuti potrebbe sembrare eccessiva per un action movie, ma McQuarrie sa dosare i tempi: alterna momenti di tensione trattenuta a esplosioni di pura azione, costruendo un crescendo che culmina in un finale che lascia col fiato sospeso e con la voglia di vedere immediatamente il seguito. Non c'è un attimo di noia, solo la sensazione di essere trascinati in un vortice dove ogni scena supera la precedente in termini di inventiva e ardimento.
Mission: Impossible – Dead Reckoning è cinema di genere al suo meglio: consapevole delle proprie radici, capace di omaggiare i classici dello spionaggio e dell'azione pur spingendosi verso territori inesplorati. È il film di un attore sessantenne che continua a rifiutare la CGI quando può mettere in gioco il proprio corpo, di un regista che crede ancora nel potere delle stunt pratiche e di una produzione che investe cifre astronomiche per regalare allo spettatore qualcosa di autentico.