Stasera in TV, Noi: l'horror di Jordan Peele nasconde un segreto inquietante sui nostri doppelgänger
Analisi approfondita di Noi, il film horror di Jordan Peele sui doppelgänger. Trama, significati nascosti, performance di Lupita Nyong'o e riflessioni sociali.
Ci sono film che ti restano addosso, che si insinuano sotto la pelle come una scheggia invisibile. Noi, secondo lungometraggio di Jordan Peele dopo il clamoroso successo di Scappa - Get Out, è esattamente questo tipo di esperienza cinematografica. Un'opera che, dietro la facciata del thriller horror, nasconde riflessioni profonde sull'identità, sul privilegio e su quella parte oscura di noi stessi che preferiremmo non guardare mai allo specchio. L'appuntamento è per stasera, su Italia 2, alle 21.00.
Anni dopo, Adelaide decide di tornare in quella località insieme al marito Gabe, interpretato da Winston Duke, e ai loro due figli. La casa sul lago dovrebbe rappresentare un momento di serenità familiare, una vacanza per riconnettersi e rilassarsi. Ma quei luoghi riportano a galla ricordi sepolti, sensazioni di disagio che Adelaide fatica a spiegare razionalmente. E poi, una sera, arriva l'inimmaginabile.
Una famiglia si presenta davanti alla loro abitazione. Quattro figure che, nella penombra, sembrano stranamente familiari. Quando la luce le rivela completamente, la verità si mostra in tutta la sua terrificante assurdità: sono loro. Identici in ogni dettaglio fisico, ma profondamente diversi nell'essenza. Sono i Tethered, i "legati", doppelgänger che condividono un legame oscuro e inspiegabile con Adelaide e la sua famiglia.
La performance di Lupita Nyong'o merita un capitolo a parte. L'attrice kenyota dà vita non solo ad Adelaide, madre protettiva e donna segnata dal passato, ma anche a Red, la sua controparte tra i Tethered. Per quest'ultimo personaggio, Nyong'o ha sviluppato una voce roca, spezzata, quasi dolorosa da ascoltare. In un'intervista ha rivelato di essersi ispirata a Robert F. Kennedy Jr., affetto da disfonia spasmodica, per creare quella particolare qualità vocale che rende Red ancora più disturbante e memorabile.
Jordan Peele dimostra ancora una volta la sua capacità di mescolare intrattenimento e riflessione, horror e satira sociale. La sua regia precisa controlla ogni inquadratura, ogni simbolo visivo, creando un'opera stratificata che si presta a molteplici letture. Non a caso il film ha conquistato il Saturn Award per la miglior regia nel 2019, confermando Peele come una delle voci più originali del cinema contemporaneo.