Stasera in TV, Sicario: Denis Villeneuve e il thriller in cui il confine tra giusto e sbagliato non esiste più
Sicario di Denis Villeneuve è il thriller che esplora la guerra al narcotraffico al confine USA-Messico. Con Emily Blunt, Benicio Del Toro e Josh Brolin.
Nel 2015, Denis Villeneuve firma uno dei thriller più tesi e moralmente ambigui degli ultimi anni, un'opera che porta lo spettatore nel cuore oscuro della guerra al narcotraffico tra Stati Uniti e Messico. Sicario, termine spagnolo che significa "assassino" e che richiama le antiche sette di sicari, è un film che non offre risposte facili né eroi immacolati, ma solo una discesa vertiginosa in un mondo dove le regole del gioco sono scritte col sangue. L'appuntamento è per stasera, su Rai Movie, alle 21.10.
La protagonista è Kate Macer, interpretata da una intensa Emily Blunt, un'agente dell'FBI dai principi saldi e dal forte senso della giustizia. Kate ha trascorso la sua carriera occupandosi di rapimenti, ma tutto cambia quando viene arruolata in una task force d'elite diretta da Matt Graver, un agente della CIA dal fascino ambiguo a cui presta il volto Josh Brolin. L'obiettivo dichiarato è tenere sotto controllo e smantellare il narcotraffico in quella zona di confine dove, come le fonti sottolineano con efficacia, "non esiste nessuna regola e nessuna legge".
Quello che inizia come una missione legittima si trasforma rapidamente in qualcosa di molto più oscuro. Kate, determinata e idealista, si trova coinvolta in una serie di operazioni clandestine che la costringono a mettere in discussione non solo la legalità delle azioni intraprese dalla task force, ma la moralità stessa del suo lavoro. Ogni operazione solleva nuove domande: fino a dove ci si può spingere in nome della giustizia? Esistono ancora confini quando si combatte contro un nemico che non ne riconosce alcuno?
Nel cast spicca anche Benicio Del Toro, che interpreta un personaggio enigmatico e fondamentale per gli sviluppi della storia. La sua presenza aggiunge ulteriori strati di complessità a una narrazione già densa, dove ogni personaggio nasconde segreti e motivazioni che emergono lentamente, come in un mosaico che si compone pezzo dopo pezzo. Accanto a loro troviamo Jon Bernthal, Jeffrey Donovan, Daniel Kaluuya e altri interpreti che contribuiscono a creare un affresco credibile e inquietante.
Denis Villeneuve, il regista canadese che pochi anni dopo avrebbe conquistato il mondo con Blade Runner 2049 e Dune, dimostra già in Sicario la sua capacità di costruire tensione attraverso il silenzio, i tempi dilatati e una regia che privilegia l'atmosfera alla spettacolarizzazione gratuita. Ogni sequenza è calibrata per mettere lo spettatore in uno stato di allerta costante, dove anche i momenti apparentemente tranquilli nascondono la minaccia di un'esplosione di violenza improvvisa.
Il film, della durata di 121 minuti (2 ore secondo alcune fonti), è stato prodotto negli Stati Uniti e rappresenta un punto di riferimento nel genere thriller d'azione contemporaneo. La distinzione tra giusto e sbagliato, come viene ripetutamente sottolineato, diventa "una linea molto sottile", quasi impercettibile, e costringe sia la protagonista che lo spettatore a confrontarsi con dilemmi etici che non ammettono soluzioni semplici.
Man mano che la missione si intensifica e Kate scava più a fondo nella realtà delle operazioni, scopre un mondo dove la distinzione tra bene e male è completamente sfocata. I metodi della task force sono brutali, spesso illegali, e pongono interrogativi fondamentali sulla natura stessa della guerra al crimine organizzato. È possibile sconfiggere il male usando i suoi stessi metodi? Cosa rimane dei propri principi quando si attraversa quella linea sottile?
Sicario non è un film facile né consolatorio. È un'opera che scuote, che disturba, che costringe a guardare negli abissi della violenza istituzionalizzata e delle zone grigie dove operano governi e criminali. La fotografia contribuisce a creare un'atmosfera claustrofobica e opprimente, anche quando le scene si svolgono negli spazi aperti del deserto di confine. Ogni inquadratura sembra studiata per trasmettere disagio, incertezza, pericolo imminente.
Il successo del film ha portato alla realizzazione di un sequel, Sicario: Day of the Soldado, uscito nel 2018, ma è questo primo capitolo a essere considerato il vero capolavoro, quello che ha definito i parametri narrativi e stilistici dell'intero universo. La regia di Villeneuve, unita alle interpretazioni di un cast di altissimo livello e a una sceneggiatura che non fa sconti, ha creato un'opera destinata a rimanere nella memoria degli appassionati di cinema.