Stasera in TV, Sicario: Denis Villeneuve e il thriller in cui il confine tra giusto e sbagliato non esiste più
Sicario di Denis Villeneuve è il thriller che esplora la guerra al narcotraffico al confine USA-Messico. Con Emily Blunt, Benicio Del Toro e Josh Brolin.
di Alba Rossi
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Nel 2015, Denis Villeneuve firma uno dei thriller più tesi e moralmente ambigui degli ultimi anni, un'opera che porta lo spettatore nel cuore oscuro della guerra al narcotraffico tra Stati Uniti e Messico. Sicario, termine spagnolo che significa "assassino" e che richiama le antiche sette di sicari, è un film che non offre risposte facili né eroi immacolati, ma solo una discesa vertiginosa in un mondo dove le regole del gioco sono scritte col sangue. L'appuntamento è per stasera, su Rai Movie, alle 21.10.
Quello che inizia come una missione legittima si trasforma rapidamente in qualcosa di molto più oscuro. Kate, determinata e idealista, si trova coinvolta in una serie di operazioni clandestine che la costringono a mettere in discussione non solo la legalità delle azioni intraprese dalla task force, ma la moralità stessa del suo lavoro. Ogni operazione solleva nuove domande: fino a dove ci si può spingere in nome della giustizia? Esistono ancora confini quando si combatte contro un nemico che non ne riconosce alcuno?
Denis Villeneuve, il regista canadese che pochi anni dopo avrebbe conquistato il mondo con Blade Runner 2049 e Dune, dimostra già in Sicario la sua capacità di costruire tensione attraverso il silenzio, i tempi dilatati e una regia che privilegia l'atmosfera alla spettacolarizzazione gratuita. Ogni sequenza è calibrata per mettere lo spettatore in uno stato di allerta costante, dove anche i momenti apparentemente tranquilli nascondono la minaccia di un'esplosione di violenza improvvisa.
Il film, della durata di 121 minuti (2 ore secondo alcune fonti), è stato prodotto negli Stati Uniti e rappresenta un punto di riferimento nel genere thriller d'azione contemporaneo. La distinzione tra giusto e sbagliato, come viene ripetutamente sottolineato, diventa "una linea molto sottile", quasi impercettibile, e costringe sia la protagonista che lo spettatore a confrontarsi con dilemmi etici che non ammettono soluzioni semplici.
Sicario non è un film facile né consolatorio. È un'opera che scuote, che disturba, che costringe a guardare negli abissi della violenza istituzionalizzata e delle zone grigie dove operano governi e criminali. La fotografia contribuisce a creare un'atmosfera claustrofobica e opprimente, anche quando le scene si svolgono negli spazi aperti del deserto di confine. Ogni inquadratura sembra studiata per trasmettere disagio, incertezza, pericolo imminente.
Il successo del film ha portato alla realizzazione di un sequel, Sicario: Day of the Soldado, uscito nel 2018, ma è questo primo capitolo a essere considerato il vero capolavoro, quello che ha definito i parametri narrativi e stilistici dell'intero universo. La regia di Villeneuve, unita alle interpretazioni di un cast di altissimo livello e a una sceneggiatura che non fa sconti, ha creato un'opera destinata a rimanere nella memoria degli appassionati di cinema.
Fonte /
Stasera in TV.com