Stasera in TV, Spider-Man: perché il film di Sam Raimi ha rivoluzionato il mondo dei cinecomic

Spider-Man di Sam Raimi stasera in tv su Italia 1: il cinecomic del 2002 con Tobey Maguire che ha rivoluzionato il genere supereroi e cambiato il cinema.

Condividi

Ci sono film che trascendono il loro genere, opere che segnano un prima e un dopo nella storia del cinema. Spider-Man di Sam Raimi, datato 2002, è esattamente questo: non solo un adattamento riuscito di un fumetto Marvel, ma il cinecomic che ha ridefinito le regole del gioco, dimostrando che i supereroi potevano essere materia da blockbuster adulto, emotivamente stratificato e tecnicamente sorprendente. Stasera in tv su Italia 1, alle 21.30, il film torna a tessere la sua ragnatela di nostalgia e meraviglia, offrendoci l'occasione di riscoprire perché, a oltre vent'anni dalla sua uscita, continua a essere considerato una pietra miliare.

La trama è ormai leggendaria, un'origine story diventata archetipica per l'intero genere. Peter Parker, interpretato da un Tobey Maguire perfetto nel ruolo del teenager nerd e impacciato, vive la classica esistenza da sfigato del liceo newyorkese. Bullizzato, innamorato non corrisposto della vicina di casa Mary Jane Watson, Peter trova conforto solo nell'affetto degli zii Ben e May. Durante una visita scolastica a un laboratorio di genetica, un ragno modificato lo morde, innescando una trasformazione che va ben oltre il fisico. Forza sovrumana, agilità felina, la capacità di arrampicarsi sui muri e un misterioso senso di ragno che lo avverte del pericolo: Peter diventa qualcosa di più, qualcosa di diverso.

Ma Raimi, da maestro del cinema che è, sa che i superpoteri sono solo la superficie. La vera forza del film risiede nella sua struttura narrativa bipartita, come notato anche dagli appassionati che continuano a celebrarlo. La prima metà è un coming-of-age puro, un racconto di formazione in cui vediamo Peter scoprire le sue nuove abilità con un misto di eccitazione e smarrimento. Lo vediamo sperimentare, sbagliare, tentare di usare i suoi poteri per guadagnare soldi facili nel wrestling clandestino. È in questa fase che avviene la tragedia che definirà per sempre la sua missione: la morte dello zio Ben per mano di un rapinatore che Peter avrebbe potuto fermare poco prima.

Spider-Man - Sony

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Non è solo una frase fatta, è il mantra esistenziale che trasforma Peter Parker da adolescente confuso a eroe consapevole. La seconda metà del film accelera, diventa puro scontro tra bene e male, con l'entrata in scena del Green Goblin, alias Norman Osborn. Willem Dafoe regala una performance memorabile, oscillando tra il padre affettuoso e preoccupato e il villain megalomane in preda alla follia indotta da un esperimento scientifico andato storto. L'antagonista non è un semplice cattivo bidimensionale: è il padre del migliore amico di Peter, Harry, il che crea un triangolo drammatico che aggiunge peso emotivo a ogni confronto.

Gli effetti speciali, per l'epoca rivoluzionari, mantengono ancora oggi un fascino particolare. Certo, alcune scene con la CGI mostrano il passare del tempo, ma le acrobazie aeree di Spider-Man tra i grattacieli di Manhattan conservano un dinamismo e una leggibilità che molti film contemporanei, sovraccarichi di post-produzione digitale, faticano a eguagliare. Raimi porta nel cinecomic la sua sensibilità visiva forgiata dagli horror e dai thriller, usando inquadrature inclinate, zoom drammatici e una regia dinamica che non ha paura di essere espressiva, quasi fumettistica nel senso migliore del termine.

La colonna sonora di Danny Elfman è un altro elemento che eleva il film. Il tema di Spider-Man è eroico senza essere pacchiano, malinconico quando serve, adrenalinico nei momenti d'azione. È una di quelle musiche che riconosci dopo due note, un marchio sonoro che si è impresso nella memoria collettiva.

Spider-Man - Sony

Il successo commerciale fu travolgente: Spider-Man incassò oltre 820 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando il film di supereroi di maggior incasso fino a quel momento e lanciando definitivamente la carriera di Tobey Maguire come protagonista assoluto. Ma oltre ai numeri, il film ha dimostrato che i cinecomic potevano essere presi sul serio, che potevano attrarre un pubblico trasversale, non solo i fan dei fumetti. Ha aperto la strada a tutto ciò che è venuto dopo: la trilogia di Nolan su Batman, il Marvel Cinematic Universe, l'esplosione del genere che domina ancora oggi i botteghini.

Eppure, riguardare Spider-Man oggi significa anche constatare quanto sia cambiato il linguaggio del blockbuster. Questo è un film che si prende il tempo di raccontare, che costruisce l'empatia prima di scatenare l'azione, che non ha paura del sentimentalismo. La storia d'amore tra Peter e Mary Jane è ingenua, quasi adolescenziale nella sua purezza, culminante nel celebre bacio sotto la pioggia a testa in giù che è diventato un'icona pop. Non ci sono strizzate d'occhio post-moderne, battute meta-testuali o decostruzioni ironiche: c'è solo un ragazzo che cerca di fare la cosa giusta, anche quando costa tutto.

Continua a leggere su BadTaste