Stasera in Tv Zootropolis, trama e spiegazione del finale

Una città che sembra perfetta, un’indagine che vuole andare oltre l'apparenza e un’eroina fuori dall’ordinario: Zootropolis è molto più di un semplice film d'animazione

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C’è una metropoli che in questi giorni è su tutti i media, per i suoi colori, per i suoi abitanti, per essere la protagonista di un racconto travolgente e che fa sorridere come quando si era bambini. E i bambini sono incantati da questa città, da Zootropolis, che non necessita ormai di nessuna presentazione.

Sulla scia del grande successo del secondo capitolo approdato sul grande schermo il 26 novembre scorso e che solo in Italia ha incassato oltre 12,7 milioni di euro, il film d’animazione del 2016 co-ideato e diretto da Byron Howard e Rich Moore, andrà in onda stasera, che è la vigilia di Natale, su Rai Due.

La trama: una detective improbabile in una città complessa

A Zootropolis ognuno può essere ciò che vuole: tutto è nel posto in cui dev'essere, ogni quartiere ha il suo clima e ogni specie ha il suo ruolo, ma basta poco e quell’equilibrio apparente inizia a scricchiolare. È da qui che parte Zootropolis.

Zootropolis - Copyright di Walt Disney Pictures e di altri studi di produzione e distributori pertinenti - badtaste

Dietro la patina brillante della commedia per famiglia, il film racconta un mondo stratificato, attraversato da tensioni sociali, pregiudizi e paure comuni. Ricorda qualcosa? Ovviamente nulla è lasciato al caso: ogni gag, ogni personaggio secondario, ogni dinamica contribuisce a rendere la città un organismo vivo, in continuo movimento. Un contesto ideale per raccontare una storia che è insieme poliziesca, politica e profondamente contemporanea.

Ed è proprio quando l’indagine prende forma che Zootropolis mostra il suo volto più ambizioso: non si limita a intrattenere, ma chiede allo spettatore di osservare, collegare, dubitare. Ed è questa la sua vera forza.

Judy Hopps è una coniglietta di provincia che decide di sfidare ogni aspettativa diventando agente di polizia nella grande città di Zootropolis. Lei, che è una preda, "una coltivatrice di carote". Nonostante un percorso impeccabile in accademia, viene subito relegata a mansioni marginali come ausiliaria del traffico: è piccola e non rispecchia l'idea dominante delle forze dell’ordine. Quando però una serie di sparizioni di predatori scuote la città, Judy coglie l’occasione per dimostrare il proprio valore.

L’indagine la porta a incrociare Nick Wilde, una volpe scaltro e disilluso, che diventa prima un alleato forzato e poi qualcosa di più. Insieme, i due seguono una pista che li conduce tra criminalità organizzata, segreti istituzionali e inquietanti comportamenti “selvaggi” che sembrano riportare indietro l’evoluzione stessa degli animali. Nulla, però, è davvero come appare.

Il colpo di scena conclusivo ribalta le certezze costruite fino a quel momento. Il vero antagonista non è chi appare forte o minaccioso, ma chi ha imparato a usare la paura come strumento politico. La rivelazione del complotto orchestrato da Dawn Bellwether mette a nudo uno dei temi centrali del film: la manipolazione del consenso attraverso stereotipi e false emergenze. Zootropolis si chiude così come era iniziato: con una città in festa. Ma lo sguardo dello spettatore, a quel punto, è diverso. Più consapevole, più critico. Ed è forse questo il motivo del suo successo.

In copertina: Zootropolis - Copyright di Walt Disney Pictures e di altri studi di produzione e distributori pertinenti - badtaste

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