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Stefano Accorsi ricorda Kimi Antonelli bambino sul set di Veloce come il vento: “Era un piccolo samurai”

Stefano Accorsi racconta a Verissimo un retroscena su Kimi Antonelli bambino sul set di Veloce come il vento: “Era un piccolo samurai”.

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Prima di diventare una delle stelle della Formula 1 e conquistare il titolo mondiale, Kimi Antonelli aveva già vissuto un'esperienza davvero particolare nel mondo del cinema, partecipando da bambino a un film con Stefano Accorsi e Matilda De Angelis. Un incontro che l'attore italiano non ha mai dimenticato e che, a distanza di dieci anni, ha deciso di raccontare nuovamente durante la puntata di Verissimo del 7 novembre 2026. Il suo ricordo nasconde un dettaglio sorprendente: Antonelli, nonostante la giovanissima età, si comportava sul set con una disciplina decisamente fuori dal comune.

Ospite di Silvia Toffanin, Stefano Accorsi ha ripercorso alcuni momenti della propria carriera, soffermandosi in particolare sulle riprese di Veloce come il vento, il film diretto da Matteo Rovere e arrivato nei cinema italiani nel 2016. Una pellicola che racconta il mondo delle corse automobilistiche attraverso la storia di Giulia De Martino, una giovane pilota interpretata da Matilda De Angelis, e di suo fratello Loris, un ex campione tormentato dai problemi personali, al quale presta il volto proprio Accorsi. Ma tra le comparse del film si nascondeva un bambino che, dieci anni dopo, sarebbe diventato campione del mondo di Formula 1: Andrea Kimi Antonelli.

All'epoca il futuro pilota Mercedes aveva appena otto o nove anni, ma conosceva già perfettamente l'ambiente delle competizioni automobilistiche grazie alla propria famiglia. Suo padre, Marco Antonelli, era infatti coinvolto nella realizzazione del film, mettendo a disposizione la propria esperienza nel mondo dei motori per le sequenze ambientate in pista. Durante l'intervista a Verissimo, Accorsi ha ricordato proprio questo particolare: “Noi in quel film avevamo delle auto che correvano in pista e il nostro pilota era suo papà, Marco Antonelli”. La presenza della famiglia Antonelli sul set aveva permesso al piccolo Kimi di conoscere da vicino la produzione cinematografica.

Fu quindi Matteo Rovere a proporre che il bambino partecipasse a una delle scene del film insieme ad altri coetanei. Una scelta che oggi assume un significato molto particolare, considerando il percorso sportivo intrapreso successivamente dal giovane pilota. Kimi Antonelli compare infatti in una sequenza ambientata davanti a una scuola di Imola, dove Loris, il personaggio interpretato da Accorsi, va a prendere il fratello minore Nico. Tra i bambini presenti ci sono alcuni compagni del ragazzo, compreso proprio il futuro campione di Formula 1.

La scena prosegue con un'avventura che conduce il gruppo fino a una piscina, dove i bambini si concedono un momento di divertimento. Si tratta di una partecipazione molto breve, che all'epoca passò quasi completamente inosservata. Nessuno avrebbe potuto immaginare che uno dei piccoli interpreti sarebbe diventato un protagonista del motorsport internazionale. Ma a colpire Stefano Accorsi non fu soltanto la presenza di Kimi sul set. L'attore ha infatti raccontato che il bambino dimostrava una concentrazione straordinaria rispetto agli altri piccoli figuranti.

Le riprese cinematografiche richiedono spesso di ripetere la stessa scena numerose volte, una situazione che può diventare particolarmente impegnativa per i bambini. Secondo Accorsi, gli altri partecipanti tendevano a perdere rapidamente la pazienza, mentre Antonelli continuava a seguire le indicazioni senza lasciarsi distrarre. “Gli altri bambini si rompevano presto le scatole, Kimi aveva una disciplina incredibile, era un piccolo samurai”, ha raccontato l'attore. Un comportamento che, secondo Accorsi, dimostrava già allora una maturità fuori dal comune.

Il protagonista di Veloce come il vento ha inoltre ricordato quanto fosse difficile mantenere alta l'attenzione degli altri bambini durante le riprese. Per coinvolgerli, la produzione doveva inventare continuamente nuovi modi per farli partecipare alle scene. Con Antonelli, invece, la situazione era completamente diversa. “Mi ricordo come per attirare l'attenzione degli altri bambini dovevamo sperimentare, lui dall'inizio alla fine era impassibile. È un vero fenomeno”, ha aggiunto Accorsi.

Una disciplina che il giovane Kimi aveva probabilmente sviluppato attraverso il karting, disciplina nella quale aveva iniziato a distinguersi fin dai primi anni. Come ricordato dallo stesso attore, Antonelli aveva già ottenuto importanti risultati nelle competizioni riservate ai giovanissimi, dimostrando un talento che avrebbe successivamente attirato l'attenzione del mondo della Formula 1. Quella concentrazione osservata sul set, quindi, non rappresentava necessariamente una sorpresa per chi conosceva il suo percorso sportivo. Ma è soltanto oggi, alla luce della carriera costruita dal pilota, che il ricordo di Accorsi assume un significato ancora più particolare.

Il legame tra i due è tornato al centro dell'attenzione anche nei giorni scorsi, dopo la conquista del titolo mondiale da parte di Antonelli. Stefano Accorsi ha infatti pubblicato sul proprio profilo Instagram alcune fotografie risalenti alle riprese del film, accompagnandole con un messaggio affettuoso rivolto al giovane campione. “Si può dire che ti ho visto nascere Kimi, vacca boia! Forza campione! Continua a divertirti come fai. E un grande abbraccio ai tuoi!”, ha scritto l'attore.

Le immagini mostrano il piccolo Antonelli durante la lavorazione di Veloce come il vento, testimoniando un incontro che all'epoca rappresentava soltanto un episodio curioso nella vita di entrambi. Anche il regista Matteo Rovere ha voluto celebrare il successo del pilota, condividendo alcune fotografie scattate dieci anni prima. In uno degli scatti Antonelli appare accanto al regista, mentre in un altro viene immortalato vicino alla Peugeot 205 GTI utilizzata durante le riprese.

Rovere ha ricordato con affetto quel bambino appassionato di motori, scherzando sul fatto che sembrasse già pronto a mettersi al volante della vettura. Il regista ha inoltre dedicato parole di apprezzamento ai genitori del pilota, Marco e Veronica, sottolineando l'importanza del loro sostegno durante il percorso sportivo del figlio. Il successo di Kimi Antonelli ha così riportato improvvisamente sotto i riflettori un dettaglio poco conosciuto di Veloce come il vento.

Il film, accolto positivamente dalla critica e diventato uno dei titoli italiani più apprezzati dedicati al mondo delle competizioni automobilistiche, nasconde infatti una piccola apparizione che oggi assume un valore completamente diverso. Per il pubblico che lo ha visto nel 2016, Antonelli era semplicemente uno dei bambini presenti in una scena. Dieci anni dopo, quello stesso ragazzo è diventato uno dei nomi più importanti della Formula 1. E Stefano Accorsi, che lo aveva osservato lavorare sul set quando era ancora piccolissimo, sembra non aver dimenticato la sua straordinaria determinazione. Una qualità che oggi l'attore riconosce come uno dei tratti distintivi del campione, capace di impressionarlo molto prima dell'arrivo in Formula 1.

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