Street Fighter 2026: David Dastmalchian parla del suo ruolo nel film, sorprendendo i fan
David Dastmalchian affronta l'eredità di Raúl Juliá interpretando M. Bison nel nuovo film di Street Fighter diretto da Kitao Sakurai.
Quando si tratta di interpretare un villain iconico del videogioco più amato degli anni '90, anche un veterano di Hollywood come David Dastmalchian ammette di sentire il peso della storia. E non è un peso qualsiasi: è l'eredità di Raúl Juliá, l'attore portoricano che nel 1994 trasformò M. Bison in un personaggio cult, regalando al primo disastroso film di Street Fighter l'unico elemento davvero memorabile.
"È stato terrificante", ha confessato l'attore, noto per ruoli intensi in Dune di Denis Villeneuve e per personaggi sopra le righe come Kurt nella saga di Ant-Man. Il motivo di questa paura non è tecnico, ma profondamente umano: "Stiamo portando in vita qualcosa in cui milioni di persone hanno investito così tanto delle loro vite". Una consapevolezza che pesa come un macigno sulle spalle di chiunque accetti una sfida simile.
Il mondo creato da Sakurai, secondo l'attore, è stato "speciale" grazie all'energia e all'atmosfera particolare. Un cast ampio, di cui Dastmalchian conosceva solo Orville Peck prima dell'inizio delle riprese, ha contribuito a creare una dinamica di gruppo coesa. I due hanno condiviso alcune scene particolarmente divertenti, un dettaglio che fa intuire come il film possa bilanciare azione e momenti più leggeri.
Quella fu anche la sua ultima interpretazione prima di morire per un ictus nel 1994, un fatto che aggiunge ulteriore peso simbolico alla sua eredità. Secondo quanto emerso negli anni, Juliá accettò il ruolo principalmente per fare felici i suoi figli, grandi fan del videogioco. Questa motivazione personale trasparì sullo schermo, conferendo al personaggio una stranezza magnetica che nessun altro attore è riuscito a replicare.
È un'analogia azzeccata. Come per i grandi ruoli teatrali, M. Bison porta con sé aspettative stratificate: quelle dei giocatori della serie Capcom, quelle dei fan nostalgici del film originale, quelle di chi ha visto Juliá diventare un'icona involontaria del camp cinematografico. Dastmalchian e il team di produzione, come ha tenuto a sottolineare, "volevano onorare" questa base di fan devoti.
In altre parole, Dastmalchian ha un vantaggio non indifferente: i suoi predecessori post-Juliá sono stati o dimenticati o bocciati senza appello. Il paragone, volente o nolente, sarà sempre e solo con l'originale.
E a giudicare dall'unico teaser trailer rilasciato finora, Sakurai sembra aver compreso perfettamente la lezione. Il filmato ha scatenato entusiasmo diffuso tra i fan, grazie a un'estetica chiaramente ispirata sia ai videogiochi sia ai classici film di arti marziali. L'energia sopra le righe che ci si aspetta da Street Fighter sembra essere stata catturata, un elemento che mancava del tutto negli adattamenti precedenti.
La trama del film è ambientata nel 1993 e segue Ryu e Ken, qui presentati come amici divenuti estranei, reclutati per il prossimo World Warrior Tournament da Chun-Li. Ma dietro al torneo si cela una cospirazione più profonda, probabilmente orchestrata proprio da M. Bison. Il cast include Noah Centineo come Ken, Andrew Koji nei panni di Ryu, Callina Liang come Chun-Li e Cody Runnels alias Cody Rhodes, wrestler professionista, nel ruolo di Guile.
L'uscita è fissata per il 16 ottobre 2026, e la distribuzione sarà curata da Paramount Pictures in collaborazione con Legendary. C'è da scommettere che, tra quella data e oggi, la pressione su Dastmalchian non farà che aumentare. Ma se c'è un attore capace di gestire ruoli complessi e polarizzanti, oscillando tra intensità drammatica e sfumature comiche, è proprio lui.