Su Netflix un film che ti farà sorridere: French Lover, amore a Parigi con Omar Sy

Una storia d’amore sotto i riflettori, tra Parigi e illusioni romantiche: non tutto è come sembra.

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Mentre si attende la quarta stagione di Lupen, Omar Sy spunta con “French Lover”, una commedia romantica tutta parigina diretta da Lisa-Nina Rives. Approdato su Netflix a settembre continua a incuriosire il pubblico: prova che la presenza del celebre attore, famoso in tutto il mondo grazie ad Assane Diop, riesce sempre a catalizzare l’attenzione.

Il film di due ore mette al centro due mondi diversi che per la magia dell’amore un giorno, per caso, s'incontrano. Gli ingredienti sono quelli che il cinema romantico utilizza da sempre, e che ogni volta tornano a esercitare un certo fascino. Il pubblico più appassionato, però, sa bene che non basta una cornice seducente per costruire un racconto che lasci il segno. Ispirato a un format creato da Shirli Mushoyef, il film fa sorridere e un (pò) sognare.

Un amore tra fama e quotidianità

La storia ruota attorno ad Abel Camara, celebrità internazionale e sex symbol costantemente inseguito dai riflettori, interpretato da Omar Sy. La sua vita, apparentemente perfetta, viene scossa dall’incontro con Marion, una cameriera alle prese con un divorzio e con problemi molto più concreti della fama. A interpretarla è Sara Giraudeau.

French Lover-Copyright Netflix-badtaste

Il loro legame nasce in modo spontaneo, quasi per caso, e si sviluppa lungo il fragile equilibrio tra due universi opposti: quello patinato dello spettacolo e quello, ben più ruvido, della vita reale. Una dinamica che richiama apertamente i grandi classici della commedia romantica, (in particolare ricorda Notting Hill), ma filtrata attraverso una sensibilità tutta francese.

“Dal momento che stavamo facendo un film sull’industria cinematografica e ci muovevamo in un ambiente piuttosto chiuso, è stato difficile determinare il giusto livello di critica e autoironia”, ha raccontato l’attore a Variety. “Abbiamo cercato di non essere né troppo duri con noi stessi né troppo indulgenti, mantenendo la giusta distanza e assicurandoci che ci fosse tenerezza, perché amiamo il nostro mestiere”

Tuttavia se sulla carta la trama promette un racconto contemporaneo e delicato, la messa in scena fatica però a trovare un ritmo davvero coinvolgente. La sceneggiatura si affida spesso a soluzioni prevedibili, con dialoghi che raramente sorprendono e una costruzione narrativa che tende ad allungarsi senza una reale necessità.

Anche il talento di Omar Sy, appare qui meno incisivo del solito, complice, secondo i critici, forse una regia ancora acerba nel valorizzare appieno i personaggi. Marion, dal canto suo, resta intrappolata in un ruolo che non le consente di emergere davvero, nonostante le potenzialità del personaggio. Il film punta dichiaratamente a essere una visione semplice e accessibile, una commedia romantica da guardare senza troppe aspettative. Il problema è che, nel tentativo di restare leggera, la storia rinuncia a quella profondità che avrebbe potuto renderla davvero coinvolgente. Resta un film elegante nella forma, con scorci parigini suggestivi e un’idea di fondo interessante.

In copertina Omar Sy - Copyright di Columbia Pictures e di altri studi di produzione e distributori pertinenti-badtaste

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