Su RaiPlay il capolavoro di Mario Monicelli con Monica Vitti che ogni appassionato di cinema deve vedere
Una commedia che parte come vendetta e finisce come rivelazione, attraversando non solo confini geografici ma anche mentali.
Vedere questo film oggi è come misurare la distanza tra il 1968 e i nostri giorni, partendo da un’ Italia in trasformazione ma ancora fortemente legata al passato, in cui uomo e donna si trovano molto lontani l’uno dall’altra.
Quando Monica Vitti apparve in questo film di Mario Monicelli non solo dava una svolta alla sua carriera, entrando per la prima volta da protagonista nella commedia, ma lo faceva con un personaggio nato dentro uno stereotipo per poi essere smontato pezzo dopo pezzo.La ragazza con la pistola, disponibile in streaming su Rai Play, è una tappa fondamentale per conoscere la grandezza dell’attrice. Qui ancor di più è magnetica e spiazzante: non più musa rarefatta del cinema d’autore, ma corpo comico, voce, gesto. Un’attrice che qui cambia pelle e, senza proclami, cambia anche il modo di raccontare un personaggio femminile che racconta un’epoca.
Monica Vitti simbolo contro il patriarcato
Negli anni Sessanta l’immagine della donna con la pistola diventa un simbolo ambiguo e potentissimo: non solo vendetta o noir, ma emancipazione, rottura dei ruoli, provocazione culturale. Bonnie and Clyde, Danger: Diabolik con Eva Kant, il grottesco e provocatorio Faster, Pussycat! Kill! Kill! di Russ Meyer, c'erano già film a mostrare figure femminile in atti di violenza armata. Ma quando Monica Vitti appare in questo film di Monicelli lancia un messaggio chiaro: combattere il patriarcato. E ripagarlo con la sua stessa moneta.
Assunta Patanè è una giovane siciliana travolta da un codice d’onore arcaico. Sedotta e abbandonata — prima ancora che l’espressione diventi titolo — si ritrova marchiata dal disonore quando Vincenzo, l’uomo che l’ha compromessa, fugge a Londra per evitare il matrimonio riparatore. Lei parte all’inseguimento con una pistola in borsa e un obiettivo chiaro: lavare l’onta. Ma il viaggio non è solo geografico. È soprattutto mentale.
Monicelli usa il contrasto tra la Sicilia e l’Inghilterra come mezzo narrativo potentissimo. Da una parte le regole non scritte, il controllo sociale, l’identità che precede l’individuo. Dall’altra un mondo più fluido, dove le relazioni tra uomini e donne non sono incasellate nello stesso modo. Assunta, inizialmente spaesata, comincia a lavorare, a imparare la lingua, a osservare. Prima cameriera, poi infermiera, attraversa una serie di esperienze che la cambiano senza che lei se ne accorga subito. La pistola resta nella borsa, ma perde progressivamente il suo significato.
Vincenzo, interpretato da Carlo Giuffrè, diventa quasi una figura secondaria: un uomo incapace di reggere l’autonomia femminile, che fugge non solo dalla responsabilità, ma anche da una donna che non corrisponde più al ruolo assegnatole. Girato a pochi anni dagli eventi che hanno segnato la storia sociale italiana, La ragazza con la pistola intercetta il clima del Sessantotto e lo porta sullo schermo. L’emancipazione di Assunta non passa attraverso la violenza o discorsi teorici, ma attraverso il lavoro, il desiderio, la possibilità di scegliere.
Il personaggio del dottor Osborne, inglese e prossimo al divorzio, rappresenta un’alternativa possibile: non un principe azzurro, ma una relazione fondata sul rispetto. Ed è qui che il film compie il suo vero miracolo: sceglie la crescita personale al posto della vendetta. Un messaggio fortissimo per le donne dell’epoca, abituate a sottostare a mariti padroni, imprigionate nella regola “dell’onore”.
All’uscita, nel settembre del 1968, il film divide la critica. C’è chi lo giudica più caricaturale che satirico e chi, al contrario, ne coglie la freschezza e l’intelligenza. Col tempo, però, l’opera ha trovato il suo posto: oggi è considerata un tassello fondamentale della commedia all’italiana e uno dei ritratti più acuti della trasformazione femminile. Un film checché se ne dica, è ancora tremendamente attuale.
In copertina: La ragazza con la pistola-copyright Rai Cultura-badtaste