Su Prime Video il thriller psicologico con Richard Gere che ti terrà col fiato sospeso
Quando una cena in un ristorante elegante diventa il luogo più pericoloso possibile. E mentre la morale inizia a sgretolarsi, anche le certezze dello spettatore sono destinate a crollare.
Non sono molti i film che scelgono di svolgersi, dall’inizio alla fine, in un solo luogo. The Dinner è uno di questi, ma è anche la terza trasposizione di un libro che evidentemente non è un libro qualunque (La cena di Herman Koch). Non ci sono effetti speciali, inseguimenti, ma un solo momento di una giornata come tante, una cena al ristorante.
Fin dai primi minuti, l’atmosfera è carica di una tensione trattenuta. Il ristorante non è un ristorante qualunque: è esclusivo, con luci soffuse, camerieri impeccabili e dialoghi all’apparenza innocui. Tutto è al posto giusto, forse troppo. È proprio in questa perfezione artificiale che il film inizia a scavare, mettendo lo spettatore nella scomoda posizione di osservatore privilegiato, di un marciume che va in contrasto con le apparenze.Disponibile su Prime Video, The Dinner è un thriller psicologico che chiede attenzione, pazienza e una certa disponibilità a lasciarsi disturbare. Non promette risposte facili, ma solleva domande destinate a restare anche dopo i titoli di coda.
Un adattamento scomodo e ambizioso
Scritto e diretto da Oren Moverman, il film è l’adattamento del citato bestseller internazionale già portato sullo schermo in altre versioni europee. Moverman sceglie però una strada personale, meno fedele al testo e più concentrata sull’analisi del potere, dell’ipocrisia borghese e delle responsabilità genitoriali.
La storia ruota attorno a due fratelli molto diversi: Stan Lohman, interpretato da Richard Gere, è un senatore di successo, vicino a un’importante svolta politica. Paul, il fratello minore, ha il volto e la complessità di Steve Coogan, un ex insegnante di storia segnato da rancori mai risolti. Insieme alle rispettive mogli, i quattro si incontrano per una cena che nasconde un motivo ben più grave di una semplice rimpatriata familiare.
Il fulcro del film è tutto qui: un confronto verbale che, portata dopo portata, diventa sempre più aspro. Al centro c’è un crimine terribile commesso dai figli delle due famiglie. Un segreto che nessuno vuole nominare apertamente, ma che domina ogni sguardo e ogni pausa di silenzio. The Dinner mette in scena un dilemma antico quanto l’uomo: fino a che punto è lecito proteggere i propri figli? Esiste un confine invalicabile tra amore genitoriale e complicità morale? La forza del film sta proprio nel non indicare una strada giusta, ma nel mostrare quanto ogni scelta sia, in qualche modo, sbagliata.
Moverman utilizza una struttura quasi teatrale, spezzata da flashback che ricostruiscono il passato e delineano il carattere dei protagonisti. Una scelta che ha diviso critica e pubblico: per alcuni arricchisce il quadro psicologico, per altri indebolisce la tensione claustrofobica della cena. Resta però evidente l’ambizione di raccontare molto più di una semplice storia criminale.
Se il film regge, lo deve soprattutto al cast. Richard Gere è bravissimo a dare viso e corpo ad un personaggio ambiguo, misurato, in cui il sorriso che mostra pubblicamente convive in realtà con una freddezza privata inquietante. È un uomo di potere abituato a controllare, sempre, anche la propria famiglia.
Steve Coogan è forse la sorpresa più interessante: il suo Paul è instabile, sarcastico, a tratti disturbante. Un personaggio che sembra sempre sul punto di perdere il controllo e che incarna il lato più oscuro e imprevedibile della vicenda. Accanto a loro, Laura Linney e Rebecca Hall completano il quadro con interpretazioni meno appariscenti ma fondamentali nel far emergere le dinamiche di coppia e di alleanza.
Presentato al Festival di Berlino nel 2017, The Dinner ha ricevuto un’accoglienza contrastata. L’ambizione tematica è stata riconosciuta, ma molti hanno sottolineato un ritmo irregolare e un finale volutamente irrisolto. Non è un film che cerca di piacere a tutti, né di intrattenere in senso tradizionale. Ed è forse proprio questo il suo punto di forza.
In copertina: The Dinner-Copyright dello studio di produzione e/o del distributore-badtaste