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Sul cammino di Francesco, dove è stato girato il film su Biagio Conte? Le location tra Palermo e Assisi

Dalle strade della Palermo più popolare ai luoghi francescani dell’Umbria, il film tv con Alessio Vassallo attraversa paesaggi che raccontano una scelta radicale: lasciare una vita agiata per mettersi accanto agli ultimi. Ecco le suggestive location che danno forma alla storia di Fratel Biagio.

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Palermo, con le sue contraddizioni, i quartieri popolari e i palazzi che custodiscono secoli di storia, e Assisi, città simbolo della spiritualità francescana. Sono questi i due poli geografici e culturali attorno ai quali si sviluppa Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte, il film tv diretto da Costanza Quatriglio e interpretato da Alessio Vassallo. La produzione ha scelto luoghi reali, profondamente legati alla vicenda del missionario laico palermitano, per ricostruire il percorso che lo portò ad abbandonare le sicurezze materiali e a dedicare la propria esistenza a chi viveva ai margini della società.

La pellicola non si limita a ripercorrere le tappe fondamentali della vita di Biagio Conte, scomparso nel 2023. Attraverso le ambientazioni, restituisce anche il contrasto tra la bellezza monumentale della Sicilia, le difficoltà delle periferie urbane e il richiamo spirituale dei luoghi francescani. Ma dove sono state girate le scene più significative?

La maggior parte delle riprese si è svolta a Palermo, la città in cui Biagio Conte nacque nel 1963 e dove maturò la decisione di cambiare radicalmente la propria vita. Capoluogo della Sicilia, affacciata sul Tirreno e circondata da montagne che racchiudono la cosiddetta Conca d’Oro, Palermo possiede un patrimonio architettonico unico e spettacolare, che riflette le diverse civiltà passate dall’isola: dagli Arabi ai Normanni, fino alle dominazioni successive. È proprio questa stratificazione a rendere la città particolarmente significativa per il racconto cinematografico. Accanto alle facciate eleganti e agli edifici storici, il film mostra una realtà fatta di povertà, emarginazione e persone che rischiano di diventare invisibili.

Uno dei luoghi più importanti della vicenda è l'area della stazione centrale di Palermo. È sotto i suoi portici che Biagio, dopo il viaggio verso Assisi, comincia a condividere la quotidianità dei senzatetto. La scelta di vivere accanto a loro segna il passaggio dalla solidarietà intesa come semplice aiuto a una partecipazione concreta alle difficoltà degli altri. La stazione, situata nella parte meridionale del centro cittadino, rappresenta un punto di passaggio per migliaia di persone. Nel film assume un significato diverso: diventa uno spazio di incontro e, allo stesso tempo, il simbolo di una società che spesso non si accorge di chi non ha una casa.

Anche Ballarò, storico mercato popolare, contribuisce a restituire il volto più autentico della città. Le sue strade, animate dalle bancarelle e dalle voci dei venditori, raccontano una Palermo quotidiana, multiculturale e legata a tradizioni commerciali antiche. Nella vicina Kalsa, quartiere del centro storico le cui origini risalgono alla dominazione araba, si intrecciano invece testimonianze architettoniche e memorie delle trasformazioni urbane.

Tra le location figurano anche edifici monumentali come Palazzo Comitini, Palazzo Marchesi e il Palazzo Arcivescovile, oltre a Casa Professa. Questi luoghi rappresentano un volto differente di Palermo, quello delle istituzioni, delle dimore storiche e del patrimonio religioso.

Il contrasto tra tali ambienti e le strade frequentate da chi vive in condizioni di estrema precarietà accompagna idealmente il conflitto affrontato dal protagonista. Nella storia, infatti, la volontà di trasformare un edificio abbandonato in un rifugio per persone in difficoltà si scontra con ostacoli burocratici e interessi contrapposti. Un altro riferimento architettonico è la Cattedrale di Palermo, in piazza Sette Angeli, complesso monumentale che testimonia la ricchezza della storia cittadina. Il suo aspetto, caratterizzato da elementi arabo-normanni, gotici e successivi interventi architettonici, è una delle espressioni più riconoscibili dell'identità palermitana.

Il racconto si apre anche agli spazi naturali che circondano Palermo. Le riprese hanno interessato il lungomare di Mondello, località balneare situata a nord del centro urbano, celebre per la spiaggia sabbiosa, le acque chiare e gli edifici in stile Liberty che caratterizzano parte del suo paesaggio. Mondello è da tempo una delle mete preferite dei palermitani per il tempo libero. Nel contesto del film, il mare offre un contrappunto visivo alle strade cittadine e agli ambienti più difficili attraversati dal protagonista.

Sul paesaggio domina inoltre Monte Pellegrino, promontorio calcareo che si innalza alle spalle della città e dal quale si apre una vista ampia sul golfo. La montagna è legata al culto di Santa Rosalia, patrona di Palermo, il cui santuario attira pellegrini e fedeli. La sua presenza richiama una dimensione spirituale radicata nella cultura locale e accompagna idealmente il percorso interiore di Biagio Conte.

Il secondo luogo fondamentale del film è Assisi, in Umbria, dove Biagio si reca a piedi all'inizio degli anni Novanta, spinto dal bisogno di trovare una direzione per la propria esistenza. Situata sulle pendici del Monte Subasio, la città è conosciuta in tutto il mondo per essere la terra di San Francesco, il religioso che rinunciò ai privilegi familiari per abbracciare la povertà e dedicarsi agli emarginati. Le scene del viaggio sono state girate anche nei luoghi reali legati alla tradizione francescana. La scelta permette di mettere in relazione la vicenda del protagonista con una storia spirituale che, a distanza di secoli, continua a interrogare credenti e non credenti.

Tra gli ambienti riconoscibili c'è il Santuario di San Damiano, poco fuori dal centro storico. Secondo la tradizione, proprio qui Francesco ricevette la chiamata a rinnovare la Chiesa. Il complesso è inoltre strettamente legato a Santa Chiara, che vi si stabilì con le sue consorelle prima che la comunità si trasferisse a San Damiano, dove nacque uno dei principali nuclei della spiritualità clariana. Il santuario, immerso in un paesaggio raccolto e silenzioso, offre un ulteriore contrasto netto con la vitalità delle strade palermitane. La sua architettura semplice, gli spazi essenziali e il rapporto con la natura richiamano quella rinuncia ai beni materiali che accomuna, pur nelle differenze storiche, Francesco e Biagio Conte.

La particolarità di Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte non riguarda soltanto la geografia delle riprese. La regista Costanza Quatriglio ha voluto avvicinarsi alla realtà della Missione di Speranza e Carità, fondata da Biagio Conte a Palermo, coinvolgendo anche persone che hanno conosciuto direttamente l'accoglienza offerta dalla comunità. Nel cast, accanto ad Alessio Vassallo, figurano Donatella Finocchiaro, Antonio Catania, Claudia Gusmano, Giuseppe Spata e Ignacio Paurici.

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