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Sylvester Stallone ha girato questo film in un giorno: il motivo è assurdo (e vale 3,5 milioni)

Stallone ha girato Armor in un solo giorno per 3,5 milioni di dollari. Il film ha ottenuto 0% su Rotten Tomatoes. Scopri la storia di questo clamoroso flop.

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Ci sono film che entrano nella storia del cinema per la loro grandezza artistica, per aver ridefinito un genere o per aver lanciato carriere leggendarie. E poi ci sono film come Armor, action-thriller del 2024 con Sylvester Stallone, che entrano nella storia per motivi completamente opposti: per essere diventati, loro malgrado, casi di studio sul confine sottile tra il flop commerciale e il cult involontario.

Il dato più clamoroso arriva dall'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, dove Armor ha ottenuto il raro risultato dello 0% di gradimento da parte della critica. Zero recensioni positive su zero. Nessun critico al mondo ha ritenuto il film meritevole nemmeno di una sufficienza. Un primato negativo difficilissimo da raggiungere, persino nel panorama affollato dei direct-to-video e degli action di serie B che affollano le piattaforme streaming. Su IMDB il giudizio del pubblico non è stato più clemente: un magro 3.6 su 10 che conferma la percezione generale di un'operazione cinematografica fallimentare sotto praticamente ogni punto di vista.

Ciò che rende Armor davvero memorabile non è solo il suo disastro critico, ma il modo in cui Sylvester Stallone, una delle ultime vere icone viventi di Hollywood, si è ritrovato coinvolto in questa produzione. Secondo indiscrezioni di settore confermate da diversi membri della crew, l'attore avrebbe girato tutte le sue scene in una singola giornata di set. Un giorno solo. E per questa performance lampo avrebbe incassato circa 3,5 milioni di dollari, trasformando il rapporto cachet-tempo sul set in qualcosa di letteralmente da record.



L'elementare trama di Armor vede James Brody, interpretato da Jason Patric, come una guardia giurata vedova che lavora su un furgone portavalori insieme al figlio Casey, in procinto di diventare padre. Durante quello che doveva essere un normale turno di lavoro, i due vengono speronati da un suv dai vetri oscurati e bloccati nel mezzo di un ponte isolato, circondati da criminali determinati a impossessarsi del carico che trasportano, ignari del suo reale valore.

A guidare la banda c'è Rook, il personaggio interpretato da Stallone. Ed è qui che si nasconde l'altro elemento di interesse, forse l'unico dal punto di vista strettamente cinematografico: Sylvester Stallone nei panni del cattivo. Nella sua carriera quasi cinquantennale, Sly ha incarnato decine e decine di eroi, da Rocky Balboa a John Rambo, passando per Barney Ross de I mercenari e il recente Dwight Manfredi di Tulsa King. I suoi ruoli da antagonista vero e proprio si contano sulle dita di una mano: Anno 2000 - La corsa della morte del 1975, Missione 3D - Game Over (il terzo capitolo della saga Spy Kids) e pochissimi altri casi sporadici.

Una scena di Armor, fonte: Bondit Media Capital, Convergence Entertainment Group



La sceneggiatura dimentica di costruire dinamiche credibili. La situazione di stallo si trascina senza vera evoluzione, mentre crescono le discordie interne tra i criminali, semplificando in modo troppo comodo le cose per i protagonisti. Padre e figlio, intrappolati nel blindato, trovano il tempo per affrontare il loro tragico passato comune e rielaborare la perdita della moglie e madre attraverso flashback che aggiungono ben poco alla profondità emotiva dei personaggi. Le caratterizzazioni, in tal senso, raggiungono livelli imbarazzanti. Per non parlare dell'azione che è ridotta ai minimi termini, anche per via di un plot così esiguo da essere riassumibile in poche righe.

Eppure, proprio questa serie ininterrotta di scelte sbagliate, di sviste produttive e di forzature narrative rende Armor qualcosa di più di un semplice brutto film destinato all'oblio. Lo trasforma in un piccolo fenomeno, in un oggetto di culto negativo che merita di essere ricordato non per i suoi meriti, ma per la sua capacità di collezionare primati al contrario. Lo 0% su Rotten Tomatoes, il rapporto cachet-tempo di Stallone, la rarità di vederlo nei panni del cattivo, le rivelazioni sul caos produttivo: ogni elemento contribuisce a costruire una mitologia paradossale attorno a una produzione che voleva passare inosservata e invece è finita sotto i riflettori per tutte le ragioni sbagliate.

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