Syndicate - Storie da un futuro passato
Il nuovo lavoro di Starbreeze riesce a sfuggire alla definizione di “sparatutto nella media” solo grazie a un design ispirato e al notevole impegno richiesto per sopravvivere alle sparatorie.
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Meglio note come Sindacati, queste multinazionali hanno completamente sostituito regimi politici e militari. Di loro proprietà sono i chip che permettono alla civiltà di connettersi alle reti, così come gli eserciti di Agenti che portano avanti una guerra (più o meno) fredda a base di spionaggio industriale.
Nei panni di uno di questi operativi, Kilo, il giocatore si troverà ad affrontare uno sparatutto visivamente elegante e solido dal punto di vista della giocabilità, le cui ottime premesse non vengono purtroppo portate alle massime conseguenze.
Al di là delle solide meccaniche da shooter lineare, naturalmente basate su un arsenale che livello dopo livello cresce in efficienza e versatilità, l’elemento più originale del gameplay si basa sugli speciali poteri conferiti all’agente Kilo: in quanto operativo al servizio della EuroCorp, il protagonista può fare affidamento sull’impianto di un chip noto come Dart6.
I suoi benefici vanno dalla Dart Vision, una sorta di sovraimpressione che per un limitato lasso di tempo permette di individuare i nemici anche attraverso le pareti e contare su danni e difese maggiori, alla possibilità di “hackerare” una lunga serie di dispositivi elettronici e non. Le granate nemiche potranno ad esempio essere disattivate prima della detonazione, così come torrette difensive potranno essere “craccate” e rivolte contro i nemici.
Suicidio farà sì che uno dei nemici si faccia esplodere, danneggiando anche qualunque compagno nei paraggi. Contraccolpo invierà un forte impulso in grado di sbilanciare il bersaglio, portandolo allo scoperto. Persuasione farà invece rivoltare il malcapitato contro i suoi compagni per un breve periodo di tempo, al termine del quale rivolgerà l’arma verso di sé. Invece di implementare complessi minigiochi legati a queste meccaniche di hacking, i ragazzi di Starbreeze hanno deciso di mantenere il tutto molto semplice: i tre poteri potranno essere selezionati tramite il D-Pad, dopodichè sarà sufficiente rivolgere lo sguardo verso un bersaglio e premere il dorsale sinistro per un breve lasso di tempo.
La combinazione di questi tre poteri con la Dart Vision fa di Syndicate uno sparatutto “creativo”: gettarsi a testa bassa nei combattementi porterà soltanto a veloci dipartite, laddove l’unico modo per avere la meglio sui nemici sarà sfruttare a dovere tutte le coperture a disposizione e pianificare attentamente l’utilizzo dei tre poteri, naturalmente tenendo in conto i tempi di ricarica spesso lunghi.
Il level design si rivela perlopiù ispirato, talvolta macchiato da qualche inspiegabile caduta di stile: in più di un’occasione il giocatore si troverà “bloccato” in un’ambientazione, costretto ad affrontare ondata dopo ondata di nemici sempre più numerosi ed aggressivi prima di poter proseguire, un modo davvero poco elegante di prolungare l’esperienza.
Alla difficoltà media piuttosto elevata contribuisce anche un’intelligenza artificiale ben programmata, consapevole dell’ambiente circostante e in grado di effettuare con successo fiancheggiamenti, mettendo spesso in difficoltà il giocatore. L’impegno richiesto raggiunge notevoli picchi durante le boss fight distribuite lungo la trama, le quali richiederanno un’attenta osservazione dei pattern d’attacco nemici e l’elaborazione di tattiche in risposta, senza mai scadere nel banale. La frustrazione potrebbe talvolta fare capolino, soprattutto considerato che i boss dispongono spesso di poteri ben al di là di quelli del giocatore: di certo, Syndicate non è un’esperienza ludica rilassante. Ogni boss abbattuto darà accesso a un ulteriore chip modificato da aggiungere alla collezione del protagonista, permettendo così di scegliere nuovi potenziamenti da sbloccare: la durata della sovraimpressione Dart potrà essere prolungata, la salute del personaggio aumentata e così via. Non si tratta di un comparto molto approfondito, ma fa comunque da efficace contorno alle meccaniche da sparatutto.
La concettualizzazione del “futuro secondo Starbreeze” vive di una evidente mancanza di fondo: gli sviluppatori hanno infatti preso in prestito il background narrativo da un titolo preesistente (senza pensare però che molti giocatori di oggi potrebbero non sapere nemmeno dell’esistenza dell’originale), sentendosi dunque liberi dalla necessità di contestualizzare a dovere le complesse vidende. Syndicate sembra quindi volersi rivolgere alla “vecchia guardia” di giocatori che abbiano avuto modo di giocare l’originale a suo tempo, quello stesso pubblico che potrebbe non riconoscersi affatto in questa rivisitazione molto libera e trasfigurata in termini di gameplay.
Il risultato è un titolo che, perlomeno dal punto di vista narrativo e del contesto, rischia di deludere i giocatori di vecchia data e confondere quelli più giovani, senza abbracciare pienamente nessuna delle due fasce d’utenza.
Dal punto di vista strettamente tecnico, Syndicate riesce a colpire sui campi lunghi e con certi dettagli molto curati, anche se nel compleso la mole poligonale di personaggi e ambientazioni non è eccezionale, così come le texture, a volte adeguate, in altri casi evidentemente poco definite. Una realizzazione sostanzialmente nella media per la corrente generazione di hardware, graziata solo da un design notevole.
A questa generale credibilità visiva non si accosta purtroppo altrettanta cura dal punto di vista narrativo: la cospirazione di fondo risulta fumosa e poco comprensibile, i migliori dettagli della narrazione nascosti nei moltissimi documenti recuperabili, i personaggi disinteressati, il finale prevedibile.
Il nuovo lavoro di Starbreeze riesce a sfuggire alla definizione di “sparatutto nella media” solo grazie a un design ispirato e al notevole impegno richiesto per sopravvivere alle sparatorie. Purtroppo, il buon lavoro di concettualizzazione non è stato affiancato ad una trama avvincente e sensata e il level design non sempre soddisfa. Si tratta di un prodotto che “sfrutta” il nome ben noto al videogocatore di vecchia data senza però far sufficiente leva sull’effetto nostalgia: consigliato comunque agli appassionati di sparatutto “with a twist”, dotati di elementi originali nel combat system che permettano di dar vita a sparatorie creative.
[Voto: 7,5]