The Batman 2: rimandata nuovamente la data d'uscita (ma c'è una buona notizia)
Matt Reeves ha appena annunciato che The Batman 2 è stato rimandata per Febbraio 2028, ma in compenso ha pubblicato una clip che conferma l'ottimo stato di salute della pellicola.
I fan del Cavaliere Oscuro dovranno armarsi di pazienza ancora una volta. The Batman Parte II, l'attesissimo sequel del film di Matt Reeves che nel 2022 ha ridefinito il personaggio di Bruce Wayne sul grande schermo, è stato nuovamente rimandato. La nuova data di uscita è fissata per il 18 febbraio 2028, quasi sei anni dopo il debutto del primo capitolo nelle sale cinematografiche.
Questo rappresenta il secondo slittamento significativo per la produzione. The Batman Part II era stato inizialmente programmato per il 2 ottobre 2026, prima di essere spostato all'1 ottobre 2027. Ora, con questo ulteriore ritardo di quasi cinque mesi, il film arriverà nelle sale a febbraio 2028, una finestra di rilascio che storicamente ha portato fortuna a pellicole ambiziose e blockbuster destinati a dominare il box office.
Warner Bros. ha giustificato lo slittamento con la necessità di garantire a Reeves tempo supplementare in post-produzione. Un film delle dimensioni e della complessità tecnica di The Batman Part II richiede un lavoro certosino su effetti visivi, montaggio, sound design e color grading. In un'era in cui il pubblico pretende livelli di qualità cinematografica sempre più elevati, soprattutto per i cinecomic, concedere al regista tutto il tempo necessario potrebbe rivelarsi la scelta vincente.
Per i fan di Batman, l'attesa si preannuncia lunga ma non vuota. Il DC Universe di Gunn e Peter Safran sta prendendo forma con altri progetti in cantiere, e lo stesso Batman di Pattinson esiste in una dimensione separata, un "Elseworlds" che permette a Reeves di costruire la sua visione autoriale senza vincoli di continuity con il resto dell'universo DC.
Le immagini di camera test diffuse da Reeves rappresentano più di un semplice contentino, perchè sono la dimostrazione che il regista mantiene il controllo creativo sul progetto e che nessun compromesso verrà accettato pur di rispettare scadenze artificiali. In un'industria cinematografica dove i franchise vengono spesso sfornati in serie con ritmi insostenibili, prendersi sei anni per un sequel può sembrare un lusso. O forse, semplicemente, il rispetto dovuto a una delle saghe più amate del cinema contemporaneo.