FILM

The Beatles tornano ad Abbey Road quasi 60 anni dopo: le prime immagini dal set sono già iconiche

Le riprese dei quattro film sui Beatles di Sam Mendes sono iniziate: le prime immagini mostrano il cast ricreare la storica copertina di Abbey Road.

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C'è qualcosa di profondamente evocativo nel vedere quattro giovani attori attraversare le strisce pedonali più fotografate del mondo? Harris Dickinson, Barry Keoghan, Paul Mescal e Joseph Quinn sono stati immortalati proprio lì, davanti agli storici Abbey Road Studios di Londra, mentre ricreano una delle immagini più iconiche della cultura pop: la copertina dell'album "Abbey Road" dei Beatles. Le riprese dell'atteso progetto cinematografico firmato Sam Mendes sono iniziate, e i primi filmati condivisi sui social hanno immediatamente scatenato l'entusiasmo dei fan di tutto il mondo.

Il video, diventato virale nel giro di poche ore, mostra la sequenza che ogni appassionato di musica conosce a memoria. Dickinson, nei panni di John Lennon, guida la camminata, seguito da Keoghan come Ringo Starr, Mescal come Paul McCartney e Quinn nel ruolo di George Harrison. La stessa formazione, lo stesso attraversamento zebrato, a distanza di quasi sessant'anni dalla foto originale scattata da Iain Macmillan l'8 agosto 1969.

Quel giorno d'estate del 1969, il fotografo freelance salì su una scala posizionata al centro della strada e scattò appena sei fotografie. Una di queste sarebbe diventata non solo la copertina di uno degli album più venduti della storia, ma un simbolo culturale riconoscibile quanto la Torre Eiffel o la Statua della Libertà. Oggi, quel passaggio pedonale è un vero e proprio santuario per i turisti, che lo attraversano cercando di replicare le pose dei Fab Four, spesso rischiando di essere investiti dai londinesi in fretta.

L'idea originale per la copertina era ben diversa: la band aveva pensato di recarsi in Nepal per realizzare uno scatto suggestivo. L'album stesso aveva un titolo provvisorio, "Everest", preso dal nome di una popolare marca di sigarette che fumava l'ingegnere del suono Geoff Emerick. Ma alla fine prevalse la praticità: perché volare dall'altra parte del mondo quando lo studio di registrazione più famoso del pianeta era proprio lì, con il suo incrocio già intriso di storia musicale?

Il progetto cinematografico orchestrato da Sam Mendes è ambizioso: quattro film distinti, uno per ciascun membro della band, destinati a uscire simultaneamente il 7 aprile 2028. Si tratta di un esperimento narrativo che ricorda la struttura di "Rashomon" di Kurosawa, dove la stessa storia viene raccontata da prospettive diverse. Mendes, regista premio Oscar per "1917" e "American Beauty", dirigerà personalmente tutti e quattro i lungometraggi, che saranno girati consecutivamente e intitolati complessivamente "The Beatles – A Four-Film Cinematic Event".

L'annuncio del progetto risale al febbraio 2024, quando Sony Pictures ha ottenuto non solo il benestare di Paul McCartney e Ringo Starr, gli unici Beatles ancora in vita, ma anche quello degli eredi di John Lennon e George Harrison. Un dettaglio ancora più significativo: per la prima volta nella storia del cinema, un lungometraggio ha ricevuto i diritti completi sull'intera discografia dei Beatles. Un privilegio mai concesso prima, nemmeno per documentari o progetti televisivi di prestigio.

Il cast allargato riflette l'ambizione della produzione. Accanto ai quattro protagonisti principali, tutti attori di primo piano della loro generazione, si affiancano nomi di peso: Saoirse Ronan interpreterà Linda McCartney, James Norton sarà Brian Epstein, il leggendario manager della band, mentre Lucy Boynton vestirà i panni di Jane Asher. Anna Sawai darà volto e voce a Yoko Ono, Mia McKenna-Bruce interpreterà Maureen Starkey Tigrett, prima moglie di Ringo, e Aimee Lou Wood sarà Pattie Boyd, modella e fotografa legata sia a George Harrison che a Eric Clapton.

Proprio Pattie Boyd, la vera, ha recentemente espresso un certo disappunto per non essere stata contattata dalla produzione. In un podcast condotto da Chris O'Dell, ha dichiarato: "Pensavo che sarebbe stato cortese dirmelo o farmi sapere che avevano scelto qualcuno che mi avrebbe interpretata. Avrei potuto raccontare loro storie bellissime. Ma non credo che vogliano saperle". Un dettaglio che solleva interrogativi sul rapporto tra ricostruzione storica e narrazione cinematografica, tra fedeltà documentale e licenza artistica. La scelta di ricreare la copertina di "Abbey Road" non è naturalmente casuale.

Registrato nell'estate del 1969, l'album rappresenta infatti uno dei momenti più importanti della carriera dei Beatles, ma anche l'inizio della fine. Fu l'ultimo disco registrato insieme dalla band prima dello scioglimento, anche se "Let It Be" sarebbe arrivato nei negozi soltanto l'anno successivo. Brani diventati immortali come "Come Together", "Something" e "Here Comes the Sun" dimostrano quanto il talento creativo dei Fab Four fosse ancora intatto, nonostante dietro le quinte fossero ormai sempre più evidenti quelle tensioni che, di lì a poco, avrebbero portato alla separazione definitiva.

Le riprese ad Abbey Road assumono quindi un valore simbolico doppio: da un lato celebrano l'eredità visiva della band, dall'altro anticipano il climax drammatico che i film di Mendes dovranno inevitabilmente affrontare. Come si racconta la fine di un sogno quando quel sogno ha cambiato per sempre la storia della musica? I fan che seguono lo sviluppo del progetto sperano che la struttura multi-prospettica possa rendere giustizia alla complessità delle dinamiche interne alla band, superando le narrazioni semplicistiche che hanno dominato per decenni. Quattro film, quattro punti di vista, quattro verità che forse, messe insieme, potrebbero avvicinarsi a quella definitiva.

L'appuntamento è per l'aprile 2028, quando le sale cinematografiche di tutto il mondo ospiteranno contemporaneamente The Beatles – A Four-Film Cinematic Event, uno degli eventi più attesi degli ultimi anni. Nel frattempo, le strisce pedonali di Abbey Road continuano a farsi calpestare da turisti, curiosi e, ora, da un cast stellare che cerca di catturare la magia di un pomeriggio d'estate di quasi sessant'anni fa. Quando quattro ragazzi di Liverpool attraversarono una strada e, senza saperlo, entrarono nell'eternità.

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