The Grey: il critico più influente del cinema rimase sconvolto dal thriller con Liam Neeson, dopo anni ecco la verità
Roger Ebert abbandonò la sala dopo The Grey con Liam Neeson. Il survival thriller che sconvolse il critico più influente del cinema e perché è un capolavoro.
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Cosa ci vuole per sconvolgere un critico cinematografico che ha visto migliaia di film nella sua carriera? Evidentemente, basta Liam Neeson, un branco di lupi grigi e il gelo implacabile dell'Alaska. Nel 2011, il regista Joe Carnahan confezionò The Grey, un survival thriller che fece qualcosa di straordinario: lasciò Roger Ebert, uno dei critici più influenti della storia del cinema, talmente sconvolto da non riuscire a guardare il film successivo in programma quello stesso giorno.
The Grey non è il solito action thriller che ha caratterizzato gran parte della carriera recente di Liam Neeson. Neeson interpreta John Ottway, un tiratore scelto impiegato in una remota struttura petrolifera in Alaska, con il compito di proteggere i lavoratori dagli attacchi dei lupi grigi. Quando l'aereo che lo porta ad Anchorage si schianta nel nulla gelido della wilderness, i sopravvissuti si ritrovano a fronteggiare temperature proibitive e un branco di lupi determinati a difendere il proprio territorio.
Ciò che colpì Roger Ebert non fu l'azione in sé, ma l'inesorabilità della narrazione. "Gli uomini hanno armi, i lupi hanno pazienza, il tempo è punitivo", scrisse nella sua recensione. "Sedevo davanti allo schermo con un terrore crescente. Il film doveva avere un lieto fine, no? Se non 'lieto', almeno un sollievo in qualche senso". La risposta era no. The Grey non offre consolazioni, non concede quella catarsi emotiva che ci si aspetta dal cinema commerciale. È proprio questa onestà narrativa, questa volontà di portare lo spettatore fino in fondo senza compromessi, che rese il film così memorabile.
Che un critico del calibro di Roger Ebert, abituato a processare più film al giorno, si sia trovato emotivamente impossibilitato a proseguire il suo lavoro dopo The Grey dice tutto ciò che serve sapere. Non è solo un buon film: è un'esperienza che si infila sotto la pelle e non se ne va. È il tipo di cinema che ti accompagna fuori dalla sala, che ti segue a casa, che continua a risuonare nella testa giorni dopo i titoli di coda.
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