The Holdovers, Dominic Sessa e il film che gli ha dato tutto: "Non posso non dovergli ogni cosa"

Dominic Sessa ha parlato in un'intervista per spiegare come il film The Holdovers gli ha cambiato la vita

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C'è qualcosa di profondamente cinematografico nella storia di Dominic Sessa. Non nel senso hollywoodiano del termine, fatto di red carpet e lustrini preconfezionati, ma in quello più autentico: la vita che imita l'arte, il talento che emerge dall'improbabile, la magia che si manifesta quando meno te l'aspetti. A 23 anni, questo giovane attore si trova a riflettere su un biennio che ha letteralmente riscritto la sua esistenza, partendo da un'aula di recitazione del liceo fino ai set più prestigiosi di Hollywood.

Il punto di svolta ha un nome preciso: The Holdovers. Il dramma natalizio diretto da Alexander Payne nel 2023 non è stato solo il debutto cinematografico di Sessa, ma una di quelle esperienze che lasciano un'impronta indelebile. "Ha cambiato la mia vita", ha dichiarato l'attore alla premiere newyorkese di Now You See Me: Now You Don't, il terzo capitolo della celebre saga dedicata ai maghi illusionisti, tenutasi lo scorso 10 novembre. E quando parla del film che lo ha lanciato, le sue parole traboccano di gratitudine: "Non posso non dovergli ogni cosa".



La genesi di tutto è quasi da favola moderna. Sessa ha ricevuto l'audizione per The Holdovers mentre frequentava il suo corso di recitazione al liceo. Sì, avete letto bene: un provino che è arrivato tra i banchi di scuola, in quel limbo adolescenziale in cui il futuro è ancora un'astrazione nebulosa. Da quel momento alla collaborazione con mostri sacri come Paul Giamatti e Da'Vine Joy Randolph, il passo è stato tanto breve quanto vertiginoso. "Sono stato così fortunato a lavorare con Paul e Alexander, e il modo in cui tutto è accaduto è stato magico", ha raccontato, usando proprio quell'aggettivo che sembra l'unico adeguato a descrivere una traiettoria simile.

Ma Sessa non si è fermato a crogiolarsi nei successi passati. Nel 2025 è approdato nel franchise di Now You See Me, vestendo i panni del mago Bosco Leroy. Un salto nel cuore di una saga già consolidata, con un cast affiatato che includeva veterani come Jesse Eisenberg, Woody Harrelson e Isla Fisher. Insieme a lui, altri due nuovi innesti: Justice Smith e Ariana Greenblatt. "Avevamo un po' di nervosismo", ha ammesso Sessa, "sul fatto di essere accettati e integrati in questo gruppo, perché il cast originale è molto unito e ha una dinamica fantastica tra loro".



La preoccupazione, però, si è dissolta in fretta. "Penso che loro temessero che noi non li trovassimo abbastanza cool, ma molto rapidamente abbiamo capito di avere tutti un senso dell'umorismo molto simile", ha spiegato l'attore. Nessuno ha dovuto fingere di essere diverso da quello che è, e questa sintonia naturale ha reso il set un ambiente creativo e leggero. Quando gli è stato chiesto chi lo avesse fatto ridere di più, Sessa ha esitato: "È dura. È un testa a testa tra Isla e Woody, ma insieme? Partita chiusa. Woody, però, trova sempre una battuta nuova o un modo per rendere divertente ogni scena".

Eppure, nonostante il calendario fitto e le collaborazioni stellari, Sessa continua a guardare indietro con riconoscenza verso quel primo, fondamentale passo. "Essere qui e fare tutto questo solo un paio d'anni dopo… non posso non dovere tutto a quel film", ha ribadito. The Holdovers non è stato solo un trampolino di lancio, ma una lezione di vita: quella che ti insegna che il talento va coltivato, che le opportunità vanno colte al volo e che, a volte, basta essere nel posto giusto al momento giusto. Anche se quel posto è un'aula scolastica e quel momento è un normale giorno di lezione.

La storia di Dominic Sessa ricorda che Hollywood, con tutti i suoi meccanismi complessi e spesso imperscrutabili, può ancora stupire. Che esiste uno spazio per chi arriva dal nulla, senza raccomandazioni né strategie pre-impostate, armato solo di talento grezzo e voglia di mettersi in gioco. In un'industria che spesso celebra i percorsi lineari e prevedibili, la sua parabola è un antidoto rinfrescante: caotica, inaspettata, umana. E soprattutto, dannatamente cinematografica.

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