FILM

The Legend of Zelda: la doppiatrice storica rompe il silenzio sul suo coinvolgimento

Patricia Summersett, voce di Zelda, si definisce "NDA ambulante" sul film live action. Sarà coinvolta nel progetto? L'attrice mantiene il mistero.

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Patricia Summersett ha scritto un pezzo importante nella storia dei videogiochi Nintendo. È stata la prima voce inglese ufficiale della Principessa Zelda, un personaggio iconico che per decenni era rimasto muto, affidandosi solo a espressioni facciali e testi scritti. Un'eredità pesante, quella di dare finalmente suono a uno dei volti più riconoscibili del gaming mondiale.

Ora che il live action di The Legend of Zelda sta prendendo forma, con l'islandese Bo Bragason già confermata per interpretare la principessa in carne e ossa, i fan si chiedono: quale ruolo avrà la Summersett nel film. La domanda non è peregrina. In un'epoca in cui gli adattamenti videoludici stanno finalmente trovando la quadra tra fedeltà alla fonte e linguaggio cinematografico, coinvolgere le voci storiche dei personaggi è diventata una prassi sempre più diffusa.

L'attrice e doppiatrice ha affrontato la questione in un'intervista con Variety, ma la sua risposta è stata tutto fuorché lineare. Quando le è stato chiesto se fosse stata contattata per un ruolo nel film, ha preferito navigare nelle acque dell'ambiguità: "Non saprei rispondere in un modo o nell'altro. Certo, sono un NDA ambulante, una specie di nomade digitale".

La definizione di se stessa come "NDA ambulante" è emblematica. Gli accordi di non divulgazione sono il pane quotidiano nell'industria dell'intrattenimento, specialmente quando si parla di franchise miliardari come quello di Zelda. Ma questa dichiarazione può essere letta in due modi opposti: o la Summersett è vincolata al silenzio perché effettivamente coinvolta nel progetto, oppure sta semplicemente giocando con le aspettative dei fan senza confermare né smentire alcunché.

"Voglio dire, apprezzo molto quando lo fanno per i doppiatori e spero che diventi una prassi consolidata in futuro, man mano che tutte le tecnologie si fondono e i videogiochi aspirano a essere più simili al cinema, e il cinema a essere più simile ai videogiochi. È un riconoscimento apprezzabile, ma non saprei esprimermi in un senso o nell'altro". - Patricia Summersett

The Legend of Zelda fonte: Sony Pictures Entertainment

È una posizione diplomatica che riflette la complessità del momento storico. I confini tra medium si stanno assottigliando. The Last of Us ha portato Troy Baker e Ashley Johnson in ruoli diversi da Joel ed Ellie nella serie HBO. Sonic ha fatto di Ben Schwartz la voce del porcospino blu anche al cinema. Il precedente esiste, e i fan lo sanno.

Sul fronte dell'adattamento cinematografico in sé, la Summersett ha mostrato cautela e rispetto per il lavoro dei registi coinvolti. "In un certo senso, sarei l'ultima persona a poter esprimere un'opinione su come, a mio parere, il gioco potrebbe essere adattato al meglio, perché non sono né un regista né un esperto come quelli che hanno coinvolto", ha dichiarato.

La doppiatrice ha poi tracciato un parallelismo interessante con altri franchise longevi: "Allo stesso modo in cui qualcuno può dare un contributo a una nuova serie di Harry Potter o a un film di James Bond, o a qualcosa di simile che presenta un elemento narrativo ciclico con archetipi ricorrenti". Un'osservazione acuta. The Legend of Zelda, dopotutto, è una saga che si reinventa continuamente pur mantenendo i suoi pilastri narrativi: Link, Zelda, Ganon, la Triforza, Hyrule.

"È difficile realizzare adattamenti cinematografici di videogiochi di successo, ma viviamo in un'epoca in cui questi adattamenti stanno ottenendo risultati straordinari", ha proseguito la Summersett. E ha ragione. Dopo anni di flop imbarazzanti, da Super Mario Bros. del 1993 a innumerevoli tentativi falliti, l'industria ha finalmente capito la formula: rispettare il materiale di partenza senza esserne schiavi, trovare il cuore emotivo del franchise e tradurlo in linguaggio cinematografico.

La Summersett si è detta curiosa ed emozionata per il progetto: "Sarò molto, molto curiosa di vedere cosa ne faranno e sono emozionata, insieme a tutti gli altri, per le persone coinvolte, perché si tratta di un progetto enorme e sono molto fortunati a far parte di un franchise così fantastico". Ha poi aggiunto una considerazione pragmatica: "Ma le persone avranno sempre opinioni molto forti al riguardo, a prescindere".

Ed è inevitabile. The Legend of Zelda accompagna generazioni di giocatori dal 1986. Ognuno ha la sua Zelda preferita, il suo Link ideale, il suo Hyrule del cuore. Tradurre tutto questo in un film live action diretto da Wes Ball e prodotto da Nintendo insieme a Sony Pictures è una sfida titanica. Qualunque scelta verrà fatta, dall'estetica al tono, dalla trama ai personaggi secondari, sarà scrutinata, discussa, dissezionata dalla community.

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