The Mandalorian and Grogu: l'analisi del nuovo trailer, dai gemelli Hutt al cameo di Martin Scorsese
Analisi del nuovo trailer di The Mandalorian and Grogu: ritorno della Razor Crest, i Gemelli Hutt, Embo e il cameo vocale di Martin Scorsese in Star Wars.
Lucasfilm ha finalmente rilasciato un nuovo trailer completo di The Mandalorian and Grogu, il primo film della saga di Din Djarin e del suo piccolo compagno verde destinato alle sale cinematografiche. E questa volta, a differenza del teaser iniziale carico più di atmosfera che di sostanza, abbiamo finalmente un quadro chiaro di cosa ci aspetta. Ma non solo: il trailer è disseminato di riferimenti al canone Star Wars, ritorni a sorpresa e una presenza vocale che nessuno si sarebbe aspettato di sentire in una galassia lontana lontana.
Il trailer si apre con una sequenza familiare per chi ha seguito la terza stagione di The Mandalorian: uno squadrone di X-Wing e Y-Wing che fa ritorno alla Base Adelphi, quartier generale della divisione ranger della Nuova Repubblica. È qui che Din Djarin, alla fine della serie, ha accettato di lavorare come contractor indipendente, mantenendo la sua libertà pur servendo la causa della rinata democrazia galattica. E proprio qui scopriamo che Din e Grogu hanno una nuova astronave.
Addio al caccia stellare N-1 di Naboo che abbiamo visto sfrecciare nella terza stagione e in The Book of Boba Fett. Il duo mandaloriano torna alle origini con una ST-70 Gunship, lo stesso modello della Razor Crest originale distrutta da Moff Gideon nel drammatico finale della seconda stagione. La narrazione prende forma rapidamente. Vediamo Din infiltrarsi in una città notturna su un pianeta sconosciuto, tentando di corrompere un venditore di cibo di strada per ottenere informazioni su un certo Hutt. Il venditore, un alieno Ardennian della stessa specie di Rio Durant visto in Solo: A Star Wars Story, si chiude immediatamente a riccio nonostante l'offerta di crediti della Nuova Repubblica.
Quello che colpisce, però, è la voce: Lucasfilm ha confermato che l'alieno è doppiato nientemeno che da Martin Scorsese. Il maestro del cinema americano, quello di Taxi Driver e Goodfellas, che presta la voce a un personaggio Star Wars. Un cameo che suona come un ponte ironico tra due universi narrativi apparentemente agli antipodi.
Ma quale Hutt sta cercando Din? La risposta arriva subito dopo, quando il mandaloriano entra in una grande base e si trova faccia a faccia con i Gemelli Hutt, già apparsi in The Book of Boba Fett. Riconoscibili dai segni distintivi sui loro volti verdi e viscidi, sono cugini del defunto Jabba e membri della famiglia criminale Desilijic kajidic, come testimonia il simbolo sulla porta della loro sala. L'ultima volta che li abbiamo visti, stavano battendo in ritirata da Tatooine, rinunciando alle pretese sui possedimenti del cugino. Evidentemente, non hanno dimenticato. E forse non hanno perdonato.
Tornati alla Base Adelphi, Din si presenta al Colonnello Ward, interpretata da Sigourney Weaver, che gli consegna una carta da sabacc. "Elimineremo tutti i cattivi nel tuo mazzo di carte", promette il mandaloriano. Considerando che un mazzo di sabacc contiene 76 carte, Ward ha evidentemente una lista molto lunga di bersagli da neutralizzare. È interessante notare che Grogu, in questa scena, indossa visibilmente il rondello di beskar con il simbolo del mudhorn che l'Armorer ha forgiato per lui nella terza stagione, ora ben in vista fuori dalle sue vesti. Un piccolo ma significativo segno del suo status ufficiale come trovatello mandaloriano.
"Non si tratta di vendetta", spiega Ward a Din in una conversazione che intreccia diverse scene. "Si tratta di prevenire un'altra guerra." Il tema è chiaro: la Nuova Repubblica sta cercando di neutralizzare le sacche di resistenza imperiale prima che possano riorganizzarsi e rappresentare una minaccia seria. The Mandalorian ha già esplorato come la Repubblica gestisce i disertori e i prigionieri di guerra imperiali, ma questo film sembra voler allargare lo sguardo sulla strategia militare più ampia contro i signori della guerra.
Tra le scene d'azione che si susseguono veloci, emerge un nuovo ambiente: una giungla rigogliosa dove droidi sfrecciano su una pista d'atterraggio mentre navi decollano da hangar sotterranei. L'architettura e i droidi suggeriscono un collegamento con i Gemelli Hutt, e le caratteristiche ambientali farebbero pensare a Nal Hutta, il mondo natale degli Hutt, tradizionalmente rappresentato come un pianeta paludoso e lussureggiante.
Poi arriva il momento che farà sobbalzare i fan di lunga data. Una figura snella e sinuosa cammina sotto la pioggia battente verso un edificio isolato che sembra incredibilmente simile alla casa in cui Din e Grogu si sono ritirati su Navarro alla fine della terza stagione. La figura si rivela essere Embo, il cacciatore di taglie Kyuzo apparso più volte in Clone Wars. Embo ha lavorato per diversi clienti nel corso della serie animata, incluso un giovane Boba Fett e, dettaglio cruciale, il Grande Consiglio Hutt, l'organo di governo dei clan Hutt. Accanto a lui corre Marrok, la sua fedele creatura anooba, da non confondere con l'Inquisitore Imperiale omonimo visto in Ahsoka.
Quello che è certo è che The Mandalorian and Grogu si configura come un'operazione su larga scala che intreccia le missioni per la Nuova Repubblica con conflitti personali radicati nelle stagioni precedenti della serie. Il film promette di espandere l'universo narrativo costruito nelle tre stagioni televisive, portandolo su uno schermo più grande con una posta in gioco più alta. E con personaggi che spaziano dai Gemelli Hutt ai signori della guerra imperiali, passando per cacciatori di taglie dell'era delle Guerre dei Cloni e cameo vocali che nessuno avrebbe potuto prevedere, Favreau e il team Lucasfilm sembrano determinati a premiare i fan che hanno seguito ogni angolo di questa galassia lontana lontana.