The Night Agent stagione 3: è record su Rotten Tomatoes, Netflix ha trovato il suo Reacher?
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Netflix ha finalmente trovato la sua risposta a Reacher. The Night Agent, il thriller action che dal 2023 continua a macinare visualizzazioni sulla piattaforma di streaming, ha raggiunto con la sua terza stagione un risultato straordinario: il 100% di gradimento tra i critici su Rotten Tomatoes. Un traguardo che rappresenta non solo un successo personale per la serie, ma la conferma che l'approccio antologico funziona alla perfezione per questo genere di prodotti.
La strada verso questo risultato non è stata immediata. La prima stagione di The Night Agent, adattamento del romanzo di Matthew Quirk del 2019, aveva ottenuto un rispettabile 75% dalla critica e un 78% dal pubblico. Numeri solidi, ma non spettacolari. La seconda stagione aveva poi deluso le aspettative, con un 86% tra i critici ma un crollo al 39% tra gli spettatori. Qualcosa non funzionava, e Netflix lo sapeva.
Il problema era strutturale. Le prime due stagioni ruotavano attorno a cospirazioni internazionali separate, ma non abbastanza distinte da poter essere considerate episodi antologici veri e propri. Peter Sutherland, l'agente FBI interpretato da Gabriel Basso, condivideva la scena con Rose Larkin, personaggio di Luciane Buchanan, e la loro relazione rimaneva il fulcro narrativo. I nuovi personaggi introdotti nella seconda stagione esistevano principalmente sullo sfondo, faticando a imporsi come figure autonome.
Con la terza stagione, tutto è cambiato. Netflix ha preso una decisione coraggiosa: eliminare Rose Larkin dalla narrazione principale e rendere Peter Sutherland l'unico protagonista centrale a proseguire dalla stagione precedente. Questa scelta ha liberato spazio narrativo prezioso, permettendo ai nuovi personaggi di esistere come figure compiute, non come semplici comparse nella storia d'amore tra Peter e Rose. Il risultato è una stagione che sembra quasi una nuova serie, con nuove facce, nuovi luoghi e un nuovo mistero al centro della trama.
L'approccio ricorda da vicino quello di Reacher, la serie Prime Video basata sui romanzi di Lee Child. Con 29 libri principali nella serie letteraria, Reacher ha potuto strutturarsi fin dall'inizio come un'antologia pura: ogni stagione adatta un romanzo diverso, con nuovi personaggi, nuove location e nuovi conflitti. Non serve mantenere una continuità rigida tra le stagioni, e questo permette a ogni episodio di sentirsi fresco e autonomo. Prime Video ha persino la libertà di adattare i libri in qualsiasi ordine, scegliendo quelli più adatti per ogni stagione.
The Night Agent non partiva con lo stesso vantaggio. Essendo basato su un singolo romanzo, il creatore Shawn Ryan si è trovato davanti a un bivio dopo il successo della prima stagione: estendere la storia originale o ricominciare da capo. La seconda stagione aveva tentato una via di mezzo, e i risultati erano stati mediocri. La terza stagione ha finalmente abbracciato completamente il formato antologico, e i numeri parlano chiaro: 100% tra i critici e 85% tra il pubblico.
Nell'era dello streaming, del binge-watching e delle lunghe pause tra una stagione e l'altra, l'approccio antologico è semplicemente più accessibile per il pubblico. Non serve tenere traccia di infinite trame intrecciate. È più facile saltare dentro una serie, godersi la storia, e poi ritrovarla più tardi senza aver perso il filo. Con i ritmi frenetici della vita moderna, questa flessibilità è un valore aggiunto enorme.
The Night Agent stagione 3 dimostra che Netflix ha imparato la lezione. Copiare Reacher non è stato un segno di debolezza, ma di intelligenza strategica. Entrambe le serie sono attualmente in fase di sviluppo per le loro quarte stagioni, e sarà interessante vedere se The Night Agent continuerà su questa strada. Se i risultati rimarranno questi, non c'è dubbio che lo farà.