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The Odyssey: svelata la durata dell'attesissimo film di Christopher Nolan (ed più breve di quanto ci si aspetti)

Svelata la durata del prossimo film di Christopher Nolan, The Odyssey. Tom Holland lo definisce "un capolavoro" con effetti pratici straordinari. Uscita 2026.

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Christopher Nolan e l'Odissea di Omero. Due nomi che evocano grandezza, epica, vastità narrativa. Quando il regista britannico ha annunciato il suo adattamento cinematografico del poema greco più celebre della storia occidentale, l'industria cinematografica e i cinefili di tutto il mondo hanno immediatamente immaginato un colossal sterminato, un'esperienza IMAX che avrebbe potuto tranquillamente superare le quattro ore. Eppure, la notizia arrivata dal CinemaCon ha sorpreso tutti: The Odyssey durerà meno di tre ore, risultando più breve rispetto a Oppenheimer.

L'annuncio è arrivato direttamente dalla produttrice Emma Thomas durante la presentazione di Universal al CinemaCon. La Thomas ha "garantito" che questo film epico rimarrà sotto le tre ore di durata. Una dichiarazione che suona quasi come una promessa al pubblico, un impegno formale a contenere la vastità narrativa dell'opera omerica entro limiti temporali che, per gli standard di Nolan e del materiale di partenza, appaiono sorprendentemente contenuti. Va specificato che il runtime definitivo non è ancora fissato, dato che il film è ancora in post-produzione, ma l'indicazione è chiara: non aspettatevi la maratona che molti avevano messo in conto.

Oppenheimer, il precedente lavoro di Nolan che ha conquistato sette premi Oscar e quasi un miliardo di dollari al box office globale, si attestava esattamente sulle tre ore. Il fatto che The Odyssey, con tutto il suo bagaglio di avventure, mostri marini, ninfe, ciclopi, guerre divine e il tortuoso viaggio di ritorno a Itaca, possa essere raccontato in un tempo inferiore rappresenta una scelta artistica precisa. Non si tratta di limitazioni produttive o imposizioni dello studio: Nolan ha il controllo creativo totale sui suoi progetti. È una decisione narrativa, un approccio che evidentemente privilegia la concentrazione drammatica rispetto all'esaustività enciclopedica.

Per chi teme che una durata ridotta possa significare un adattamento superficiale o affrettato, esiste già una testimonianza che dovrebbe dissipare ogni preoccupazione. Tom Holland, che nel film interpreta uno dei ruoli principali, ha già visto il montaggio e la sua reazione è stata inequivocabile. Parlando con GQ, l'attore britannico ha definito The Odyssey "un capolavoro assoluto", specificando di volersi togliere dall'equazione per parlare oggettivamente del lavoro di Nolan. Holland ha raccontato di essersi trovato a porsi una domanda che non si faceva da molto tempo davanti a un film: "Come hanno fatto a realizzarlo?".

La testimonianza dell'interprete di Spider-Man diventa particolarmente rilevante quando entra nel dettaglio tecnico. Holland ha descritto sequenze che, mentre le guardava, era convinto fossero create al computer. Eppure, confrontandosi direttamente con Nolan dopo la visione, ha scoperto che si trattava di effetti pratici realizzati in camera. Nessuna CGI. Solo una pianificazione meticolosa e una preparazione che evidentemente ha raggiunto livelli di complessità straordinari. In un'epoca in cui anche le produzioni più blasonate ricorrono massicciamente agli effetti digitali, la scelta di Nolan di affidarsi a soluzioni pratiche per un'epica mitologica rappresenta una sfida tecnica e artistica di proporzioni enormi.

Questa filosofia produttiva non è nuova per il regista di Inception e Interstellar. Nolan ha sempre privilegiato la fotografia in pellicola, le location reali, gli stunt pratici, la costruzione fisica di set e scenografie. Ha fatto esplodere davvero un aereo per Tenet, ha ribaltato camion veri per The Dark Knight, ha coltivato campi di grano veri per Interstellar. Ma applicare questa metodologia a un racconto che include creature mitologiche, tempeste divine e viaggi attraverso l'oltretomba richiede un livello di inventiva che va oltre tutto ciò che ha fatto in precedenza.

The Odyssey rappresenta anche il primo vero film in costume del regista britannico, se si esclude il contesto bellico di Dunkirk. Abbandonare temporaneamente il terreno della storia moderna e contemporanea per immergersi nell'antichità greca comporta sfide narrative, visive e logistiche completamente diverse. La mitologia greca è un territorio già esplorato dal cinema, con risultati alterni: da Troy a 300, passando per Clash of the Titans e le sue iterazioni. Eppure nessuno di questi film aveva dietro la macchina da presa un autore del calibro di Nolan, con il suo approccio cerebrale, strutturale e ossessivamente fedele alla coerenza interna della narrazione.

L'uscita è fissata, nelle sale italiane, per il 16 luglio 2026, una data che colloca The Odyssey nel pieno della stagione estiva, tradizionalmente riservata ai blockbuster di maggior calibro. Universal sta chiaramente puntando su questo film come uno dei pilastri della propria strategia distributiva, e la presentazione al CinemaCon ne è la conferma. Mostrare materiale in anteprima agli esercenti e agli operatori del settore serve a costruire l'hype, a preparare il terreno per una campagna promozionale che si intensificherà nei mesi precedenti all'uscita.

L'attesa per The Odyssey testimonia come il cinema d'autore con ambizioni commerciali continui a esercitare un fascino potente sul pubblico globale. In un panorama dominato da franchise, sequel e universi condivisi, un film standalone diretto da un autore riconoscibile, basato su un classico letterario senza tempo, rappresenta una proposta diversa. Non c'è bisogno di aver visto dieci film precedenti per capire la storia. Non servono wiki o video di recap su YouTube. È il potere della narrazione pura, amplificato da mezzi tecnici straordinari e da una visione autoriale riconoscibile.

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