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The Social: Il prezzo della verità: i retroscena più interessanti sul film che torna a parlare di Mark Zuckerberg e del mondo digitale

Da Jeremy Strong che scrive a Mark Zuckerberg al rifiuto di Jesse Eisenberg: The Social: Il prezzo della verità è un progetto ambizioso e con una storia tutta da scoprire ancor prima di vederla sul grande schermo.

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Quando si parla di The Social: Il prezzo della verità, in sala dall'8 ottobre con Sony Pictures Italia, è inevitabile pensare immediatamente a The Social Network. Eppure dietro il nuovo film scritto e diretto da Aaron Sorkin c'è un lavoro molto diverso rispetto a quello che nel 2010 portò sul grande schermo la nascita di Facebook. Questa volta Sorkin non vuole raccontare come sia nato il social network, ma come è cambiato il nostro mondo nel corso degli anni. Il punto di partenza sono i Facebook Files, l'inchiesta del Wall Street Journal nata grazie alle migliaia di documenti interni forniti dall'ex dipendente Frances Haugen, interpretata nel film dal Premio Oscar Mikey Madison.

Al suo fianco troviamo Jeremy Allen White nei panni del giornalista Jeff Horwitz e Jeremy Strong in quelli di Mark Zuckerberg. Nel corso delle interviste che hanno accompagnato il film, regista, attori e persino la vera Frances Haugen hanno raccontato diversi retroscena sulla produzione - dall'insolita ricerca compiuta da Sorkin su Facebook all'e-mail che Strong ha deciso di inviare personalmente a Zuckerberg, passando per il rifiuto di Jesse Eisenberg e il particolare lavoro affrontato da Mikey Madison.

Aaron Sorkin si è iscritto a Facebook per capire cosa fosse diventato

Per Aaron Sorkin, tornare nel mondo di Facebook sedici anni dopo The Social Network significava innanzitutto trovare una buona ragione per farlo. Lo sceneggiatore non voleva semplicemente realizzare un seguito del film diretto da David Fincher, ma individuare una storia capace di raccontare quanto fosse cambiata la piattaforma dalla sua nascita. E per comprenderlo meglio ha deciso di fare qualcosa che fino a quel momento non aveva mai fatto: iscriversi a Facebook.

The Social: Il prezzo della verità, fonte: Sony Pictures

Durante la fase di ricerca, Sorkin ha aperto il suo primo account e ha trascorso circa un anno e mezzo sulla piattaforma. L'esperimento, però, non è andato esattamente come previsto. Come ha raccontato a Vanity Fair, l'algoritmo aveva finito per convincersi che avesse una particolare passione:

“Alla fine era pieno soprattutto di fotografie di bassotti. Non sono sicuro del perché.” - Aaron Sorkin

La vera svolta è arrivata altrove, quando Sorkin ha trovato la storia di Frances Haugen, ex ingegnera e product manager di Facebook che nel 2021 consegnò al Wall Street Journal migliaia di documenti interni dell'azienda. Fu quella vicenda a offrirgli finalmente il punto di vista che stava cercando. Non più raccontare Facebook, ma cosa è accaduto una volta che quel social network universitario è diventato una piattaforma utilizzata da miliardi di persone.

Sorkin ha sintetizzato così la differenza:

“The Social Network raccontava come è stato inventato Facebook. The Social: il prezzo della verità racconta ciò che è diventato.” - Aaron Sorkin

Parlando recentemente con Esquire, il regista ha utilizzato un'immagine ancora più particolare per descrivere la storia che voleva raccontare, definendola una versione decisamente insolita della classica battaglia tra Davide e Golia:

“È una storia di Davide contro Golia, se Golia ci avesse invitati tutti a una festa e poi avesse drogato il punch, e Davide fosse una nerd interpretata da Mikey Madison.” - Aaron Sorkin

Il progetto segna inoltre un cambiamento fondamentale dietro la macchina da presa. Se The Social Network era stato diretto da David Fincher su sceneggiatura di Sorkin, questa volta l'autore ha deciso di occuparsi personalmente anche della regia.

Jesse Eisenberg dice no, Jeremy Strong scrive direttamente a Zuckerberg

The Social: Il prezzo della verità, fonte: Sony Pictures

Una delle questioni più delicate della produzione riguardava inevitabilmente Mark Zuckerberg. In The Social Network era stato Jesse Eisenberg a interpretare il fondatore di Facebook, ottenendo anche una candidatura all'Oscar. Sorkin avrebbe voluto riportarlo nel ruolo e ha raccontato di aver trascorso tre giorni cercando di convincerlo. Eisenberg ha successivamente confermato la storia, spiegando a Variety che la sua decisione non aveva nulla a che vedere con la qualità del nuovo progetto:

“Gli ho semplicemente detto che sto andando in direzioni diverse nella mia vita.” - Jesse Eisenberg

L'attore ha chiarito di non voler essere nuovamente associato alla figura di Zuckerberg. Un problema che aveva già affrontato negli anni successivi a The Social Network, quando il pubblico aveva finito inevitabilmente per legare il suo volto a quello del fondatore di Facebook. A quel punto è entrato in scena Jeremy Strong. La nascita del suo coinvolgimento è stata quasi casuale.

L'attore di Succession ha raccontato a GQ di aver incontrato Sorkin durante una festa e, dopo aver saputo che stava lavorando al nuovo film, gli disse sostanzialmente che, se Eisenberg non avesse accettato, avrebbe voluto essere chiamato. Strong ha poi affrontato il personaggio con il metodo estremamente approfondito che ha caratterizzato molti dei suoi lavori. Ha studiato interviste, podcast, conferenze e apparizioni pubbliche di Zuckerberg, arrivando a guardare per ore le sue testimonianze davanti al Congresso.

Ha persino aperto un account Facebook per tornare indietro nel tempo attraverso i post pubblicati dal fondatore della piattaforma e comprenderne l'evoluzione negli anni trascorsi tra i due film. Sorkin si accorse immediatamente della profondità di quella preparazione:

“Si è presentato il primo giorno e, quando mi ha detto buongiorno, parlava già come Mark.” - Aaron Sorkin

The Social: Il prezzo della verità, fonte: Sony Pictures

Ma Strong ha fatto anche qualcosa che, come lui stesso ha scherzato, probabilmente avrebbe fatto venire “un aneurisma alla Sony”: ha scritto direttamente a Mark Zuckerberg. L'attore gli ha inviato personalmente un'e-mail per spiegargli con quale atteggiamento avrebbe affrontato il ruolo:

“Gli ho scritto. Volevo semplicemente dirgli che prendevo molto seriamente questa responsabilità e la veridicità del lavoro, e che la stavo affrontando con rispetto.” - Jeremy Strong

Zuckerberg gli ha risposto, anche se Strong ha scelto di non rivelare pubblicamente il contenuto della conversazione. L'obiettivo dell'attore non era però quello di costruire una caricatura. Strong ha spiegato di sentire un enorme peso nel rappresentare sullo schermo una persona reale, ancora viva e tra le figure più riconoscibili della sua generazione. Per questo ha cercato di comprendere il punto di vista di Zuckerberg invece di partire da una condanna.

Una preparazione talmente intensa da provocargli anche una crisi di fiducia: a un certo punto Strong ha temuto che il risultato potesse sembrare semplicemente “Jeremy Strong con una felpa”, più vicino a un'imitazione comica che a un vero personaggio.

Mikey Madison diventa Frances Haugen senza incontrarla

Sul fronte opposto della storia troviamo Frances Haugen, interpretata da Mikey Madison nel suo primo ruolo cinematografico accettato dopo la vittoria dell'Oscar per Anora. Il cambiamento rispetto ai personaggi che l'hanno resa famosa è notevole: Haugen era un'ingegnera e product manager di Facebook e proprio la sua conoscenza dei meccanismi interni dell'azienda le permise di raccogliere i documenti successivamente diventati fondamentali per i Facebook Files.

The Social: Il prezzo della verità, fonte: Sony Pictures

Madison ha ammesso di non essere particolarmente esperta di tecnologia e di essere rimasta inizialmente intimidita dalla quantità di terminologia informatica e concetti matematici presenti nella sceneggiatura. La sua preparazione è quindi partita da qualcosa di apparentemente semplicissimo:

“Una delle prime cose che ho fatto è stata imparare a digitare velocemente e correttamente.” - Mikey Madison

C'è però un dettaglio ancora più interessante: Madison non ha incontrato la vera Frances Haugen prima delle riprese. Sorkin era entrato in contatto con Haugen durante la scrittura, ma non voleva che l'attrice cercasse semplicemente di riprodurne gesti e comportamento. Madison ha quindi costruito autonomamente il personaggio, concentrandosi soprattutto sul suo carattere.

“Non c'era neanche un briciolo di durezza in lei, era tutta fatta di angoli morbidi.” - Mikey Madison

Soltanto dopo la conclusione delle riprese Madison ha scritto una lettera a Haugen, spiegando di sperare che il film fosse riuscito soprattutto a catturare lo spirito e il coraggio della sua scelta. La cosa curiosa è che anche la vera Frances Haugen ha mantenuto una certa distanza dalla versione cinematografica di se stessa.

Intervistata da ELLE, Haugen ha confermato di essere stata consulente del progetto, ma ha spiegato di non aver letto la sceneggiatura e di non aver ancora visto il film. Una situazione che sembra non preoccuparla particolarmente, anche perché negli ultimi anni ha imparato a convivere con la distanza tra la sua vera personalità e l'immagine pubblica costruita intorno alla whistleblower che ha sfidato Facebook:

“C'è il mito di Frances, e poi ci sono io.” - Frances Haugen

Il suo coinvolgimento permette però di capire quanto il film affondi le radici negli eventi reali. Haugen raccolse segretamente circa 22.000 pagine di documenti interni, fotografandoli uno alla volta con un telefono separato per evitare possibili sistemi di controllo, per poi consegnare il materiale che avrebbe alimentato l'inchiesta del Wall Street Journal.

Jeremy Allen White: “Questa roba crea una dipendenza incredibile”

Accanto a Haugen troviamo Jeff Horwitz, il giornalista del Wall Street Journal interpretato da Jeremy Allen White. Il suo personaggio rappresenta l'altro lato dell'inchiesta: è attraverso il rapporto tra Haugen e Horwitz che i documenti interni di Facebook iniziano a trasformarsi in una storia destinata a diventare pubblica. Curiosamente, White e Jeremy Strong hanno lavorato quasi completamente separati durante la produzione.

Le due parti della storia procedono infatti inizialmente su binari differenti: da una parte Zuckerberg e ciò che accade all'interno della società, dall'altra Haugen e Horwitz impegnati a ricostruire ciò che sta accadendo. Ma c'è un'altra ragione per cui il coinvolgimento di White risulta particolarmente interessante. L'attore ha espresso personalmente una posizione piuttosto critica sul rapporto contemporaneo con social network e dispositivi digitali. Parlando con Variety, White ha raccontato di cercare di tenere i propri figli lontani il più possibile da smartphone e tablet e ha descritto in maniera molto netta il problema:

“È incredibile quanto questa roba crei dipendenza. Credo che serva una correzione.” - Jeremy Allen White

White ha aggiunto di sperare che possa verificarsi una sorta di ritorno verso un approccio più “analogico” alla vita, spiegando di considerare preoccupante la velocità con cui stanno cambiando le nostre abitudini. Parole che assumono inevitabilmente un significato particolare proprio alla luce del personaggio interpretato in The Social: Il prezzo della verità e dei temi affrontati dal film.

Un nuovo film, ma sedici anni dopo è cambiato tutto

Dalle parole di Sorkin, Strong, Madison, White e della stessa Frances Haugen emerge quindi quanto The Social: Il prezzo della verità abbia cercato di costruire un rapporto diretto con le persone e gli eventi reali alla base della storia, pur evitando di trasformarsi in una semplice imitazione della realtà. Ed è proprio questa distanza dal precedente film a rendere interessante il nuovo progetto. The Social Network raccontava ragazzi giovanissimi impegnati a costruire qualcosa che nessuno poteva ancora immaginare quanto sarebbe diventato grande. The Social: Il prezzo della verità arriva sedici anni dopo e parte invece dalle conseguenze di quella crescita.

Al centro della storia troviamo Frances Haugen, interpretata da Mikey Madison, che entra in contatto con il giornalista del Wall Street Journal Jeff Horwitz, interpretato da Jeremy Allen White, portando alla luce alcuni dei segreti custoditi all'interno di Facebook. Jeremy Strong raccoglie invece l'eredità di Jesse Eisenberg nel ruolo di Mark Zuckerberg. Completano il cast Wunmi Mosaku, Betty Gilpin, Billy Magnussen e Bill Burr.

Scritto e diretto da Aaron Sorkin, The Social: Il prezzo della verità è prodotto da Todd Black, Peter Rice, Stuart Besser e dallo stesso Sorkin. Il film arriverà nelle sale italiane l'8 ottobre, distribuito da Sony Pictures Italia. Se The Social Network raccontava la corsa necessaria per costruire Facebook, questa volta l'attenzione si sposta su chi, anni dopo, ha deciso di guardare dentro quella stessa macchina e mostrare al mondo ciò che aveva trovato.

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