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The Substance, il finale spiegato: il destino di Elisabeth e il dettaglio della stella che cambia tutto

Come finisce The Substance? Il significato del finale del film con Demi Moore e Margaret Qualley, tra trasformazioni mostruose e un'ultima rivelazione.

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The Substance è uno di quei film che sembrano voler mettere alla prova lo spettatore fino all'ultimo minuto. Il body horror diretto da Coralie Fargeat, con Demi Moore e Margaret Qualley, costruisce una storia sempre più estrema sull'ossessione per la giovinezza e la perfezione fisica, fino a raggiungere un finale tanto disturbante quanto difficile da dimenticare. Eppure, dietro le immagini più sconvolgenti, si nasconde un significato molto diverso da quello che potrebbe sembrare a prima vista. Perché quella conclusione, apparentemente dominata dalla morte e dalla distruzione, racconta anche qualcosa che la protagonista ha cercato disperatamente per tutto il film: la libertà.

Per comprenderlo bisogna tornare alla storia di Elisabeth Sparkle, un'ex star di Hollywood interpretata da Demi Moore che, dopo essere stata allontanata dal programma televisivo che conduceva a causa della sua età, decide di ricorrere a un misterioso trattamento capace di generare una versione più giovane e apparentemente perfetta di se stessa. Nasce così Sue, interpretata da Margaret Qualley, una donna destinata a ottenere tutto ciò che Elisabeth sente di aver perduto. Il problema è che le due non possono vivere contemporaneamente, costretti ad alternarsi ogni sette giorni, rispettando un equilibrio fondamentale per il funzionamento della sostanza.

Una regola che, tuttavia, diventa sempre più difficile da seguire quando Sue comincia a conquistare il successo e a considerare il corpo originale come un ostacolo alla propria felicità. Da questo momento, l'articolo contiene spoiler completi sul finale di The Substance. La situazione precipita quando Sue continua a sottrarre tempo a Elisabeth, provocando un deterioramento sempre più grave del suo corpo. Quella che inizialmente sembrava una seconda possibilità si trasforma in una condanna: più Sue diventa giovane, desiderata e famosa, più Elisabeth perde il controllo della propria esistenza. Il punto di rottura arriva quando Elisabeth, ormai profondamente deformata, decide di interrompere definitivamente il trattamento e di eliminare Sue.

Margaret Qualley in The Substance, fonte: MUBI

Ma proprio mentre sta completando la procedura, cambia idea. Non riesce ad accettare di rinunciare alla versione di sé che ha ottenuto tutto ciò che desiderava, e sceglie di riportarla in vita. È una decisione fondamentale per comprendere il significato del film. Elisabeth sa che Sue la sta distruggendo, ma preferisce continuare a soffrire piuttosto che perdere l'illusione di poter essere ancora giovane, ammirata e desiderata. Il tentativo di interrompere il trattamento, però, ha ormai compromesso l'equilibrio tra i due corpi. Per la prima volta Elisabeth e Sue si ritrovano coscienti contemporaneamente e, quando la giovane scopre ciò che l'altra ha cercato di fare, la situazione degenera in uno scontro brutale.

Sue finisce per uccidere Elisabeth, eliminando proprio il corpo dal quale dipende la sua sopravvivenza. A questo punto sembrerebbe che la versione giovane abbia definitivamente vinto, ma il film dimostra immediatamente quanto sia illusoria quella vittoria. Poco prima di salire sul palco per condurre lo spettacolo televisivo di Capodanno, Sue comincia letteralmente a perdere pezzi del proprio corpo e senza Elisabeth, non può più ottenere il liquido stabilizzatore necessario a mantenersi in vita. Disperata, decide allora di utilizzare nuovamente la sostanza, nonostante le istruzioni vietino espressamente di ripetere l'attivazione.

Il risultato è la nascita di Monstro Elisasue, una creatura mostruosa composta da parti deformate dei corpi delle due donne. Una trasformazione che porta all'estremo il concetto centrale dell'intera storia: nel tentativo di raggiungere un ideale di bellezza impossibile, Elisabeth ha finito per distruggere proprio ciò che cercava di salvare, ma la scena successiva è ancora più importante. Monstro Elisasue decide comunque di presentarsi allo spettacolo di Capodanno, indossando una maschera con il volto di Elisabeth. Nonostante il proprio aspetto, vuole essere vista, riconosciuta e soprattutto accettata. Quando arriva sul palco, però, il pubblico reagisce con orrore e disgusto.

Demi Moore in The Substance, fonte: MUBI

La creatura continua a cercare di spiegare di essere sempre la stessa persona, ma nessuno sembra disposto ad ascoltarla. Il suo corpo viene giudicato prima ancora che possa parlare, esattamente come era accaduto a Elisabeth all'inizio del film, quando il suo valore professionale era stato cancellato semplicemente perché non corrispondeva più agli standard di giovinezza richiesti dalla televisione. La differenza è che adesso il giudizio del pubblico assume una forma apertamente violenta. Monstro Elisasue viene aggredita e il suo corpo comincia a riversare enormi quantità di sangue sugli spettatori, trasformando la serata in un incubo. Quella pioggia di sangue non è soltanto una provocazione horror.

È anche il momento in cui la violenza esercitata sul corpo femminile durante tutto il film diventa impossibile da ignorare. Le aspettative, le umiliazioni e il disprezzo che Elisabeth ha interiorizzato finiscono letteralmente per travolgere chi pretendeva di giudicarla. Eppure, il vero significato del finale arriva soltanto negli ultimissimi istanti. Dopo essere riuscita a fuggire dallo studio televisivo, la creatura si disgrega completamente su Hollywood Boulevard. Tra i suoi resti sopravvive soltanto il volto di Elisabeth, che riesce a trascinarsi fino alla stella dedicata alla sua carriera sulla Hollywood Walk of Fame.

È proprio qui che il film torna alla sua scena iniziale. All'inizio di The Substance, infatti, vediamo la stella di Elisabeth attraversare il tempo: prima celebrata e fotografata, poi progressivamente dimenticata, fino a diventare un semplice elemento del marciapiede sul quale i passanti camminano senza prestare attenzione. Quella stella rappresenta il rapporto tra Elisabeth e il successo, ma anche la fragilità di un riconoscimento che dipende continuamente dallo sguardo degli altri. Per tutta la vita la protagonista ha cercato conferme attraverso la fama, la bellezza e l'ammirazione del pubblico. Adesso, invece, raggiunge quel simbolo quando non possiede più un corpo da mostrare o da giudicare.

Demi Moore in The Substance, fonte: MUBI

Il volto di Elisabeth sembra finalmente trovare un momento di pace, prima di dissolversi definitivamente. Il mattino successivo, una macchina per la pulizia delle strade cancella ciò che resta di lei, lasciando nuovamente scoperta la stella. Una conclusione che potrebbe sembrare soltanto crudele, ma che Coralie Fargeat ha interpretato in modo sorprendentemente diverso. Parlando del finale, la regista ha spiegato di aver voluto rappresentare una liberazione per Elisabeth: soltanto quando non ha più un corpo, la protagonista smette finalmente di preoccuparsi del proprio aspetto. Non è quindi un lieto fine nel senso tradizionale del termine, visto che Elisabeth muore e non può recuperare la vita che ha perso.

Ma per la prima volta non deve più confrontarsi con lo sguardo degli altri, né con la necessità di essere abbastanza giovane, bella o desiderabile. È anche per questo che il rapporto tra Elisabeth e Sue non va interpretato semplicemente come uno scontro tra due donne. Le protagoniste sono due manifestazioni della stessa identità, separate da un ideale di perfezione che Elisabeth ha imparato a considerare più importante della propria esistenza. Sue rappresenta tutto ciò che Elisabeth crede di dover essere per meritare amore e attenzione. E proprio per questo finisce per odiarla, pur non riuscendo mai a rinunciarvi.

Demi Moore in The Substance, fonte: MUBI

Il loro conflitto è la rappresentazione fisica di una guerra interiore: quella tra la persona reale e l'immagine impossibile alla quale cerca continuamente di assomigliare. Anche Monstro Elisasue assume così un significato preciso. Non è soltanto il risultato di un esperimento fallito, ma la manifestazione di un'identità distrutta dal tentativo di cancellare ogni imperfezione. Una creatura che, paradossalmente, trova il coraggio di mostrarsi al pubblico proprio quando non possiede più nessuna delle caratteristiche che la società considera desiderabili. Il finale di The Substance è dunque molto più di un'esplosione di effetti speciali e immagini disturbanti.

È la conclusione di una storia nella quale la ricerca della perfezione diventa una forma di autodistruzione, alimentata da un sistema che continua a sostituire le donne quando smettono di corrispondere alle sue aspettative. E forse è proprio questo l'aspetto più tragico dell'intera vicenda: Elisabeth riesce a liberarsi dal bisogno di essere perfetta soltanto quando non le rimane più nulla da perdere. La sua ultima espressione di serenità, davanti alla stella che un tempo rappresentava tutto il suo mondo, diventa così il momento più umano di un film che ha scelto l'orrore per raccontare una paura terribilmente reale.

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