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Tim Curry non sopportava Trump sul set di Mamma ho riperso l'aereo: "Detestavo il suo hotel"

Tim Curry raccontò di aver mentito a Donald Trump sul set di Mamma ho riperso il aereo. L'aneddoto su Ivana Trump, Marla Maples e il cameo forzato al Plaza Hotel.

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La morte di Tim Curry, avvenuta martedì 25 agosto all'età di 80 anni, ha riportato alla luce una delle storie più curiose e divertenti della sua carriera cinematografica. Un aneddoto che l'attore britannico aveva raccontato in un'intervista rilasciata al Guardian nell'ottobre 2025, pochi mesi prima della sua scomparsa, e che oggi assume un sapore ancora più particolare: quella volta in cui mentì spudoratamente a Donald Trump sul set di Mamma ho riperso il aereo - Mi sono smarrito a New York.

Era il 1992 e Tim Curry interpretava Mr. Hector, il sospettoso e memorabile concierge del Plaza Hotel nel sequel della celebre commedia natalizia. Non tutti sanno che Donald Trump aveva acquistato l'iconico hotel newyorkese nel 1988, e che all'epoca delle riprese era ancora Ivana Trump, sua ex moglie, a gestire la proprietà. Un dettaglio che trasformò il set in un palcoscenico di piccole bugie diplomatiche e situazioni imbarazzanti.

L'attore de The Rocky Horror Picture Show ricordava con precisione il momento in cui Ivana bussò alla porta della sua stanza d'albergo. "Mi chiese: 'Sei soddisfatto della tua camera? Ti piace come è arredata?'" raccontò Curry. La risposta dell'attore fu un educato e convenzionale complimento, ma la verità era ben diversa: "In realtà la detestavo, come detestavo il suo hotel". Una bugia bianca, certo, ma raccontata con quella sincerità postuma che rende gli aneddoti hollywoodiani così preziosi.

Il contesto personale rendeva la situazione ancora più delicata. All'epoca Donald Trump si era già separato da Ivana ed era in procinto di sposare quella che sarebbe diventata la sua seconda moglie, Marla Maples. Proprio lei fu protagonista di un altro episodio raccontato da Curry, altrettanto rivelatore dell'atmosfera sul set.

"Trump era molto ansioso di trovare il regista Chris Columbus durante le riprese. Mi disse: 'Devo assolutamente far incontrare Marla con Chris Columbus perché è un'attrice brillante'. E io pensai: 'Sì, certo, come no'". - Tim Curry

Il cameo di Donald Trump in Mamma ho riperso il aereo è diventato nel tempo uno degli elementi più discussi del film. La breve scena in cui il futuro presidente degli Stati Uniti indica la strada al piccolo Kevin McCallister, interpretato da Macaulay Culkin, è ormai parte della cultura pop. Ma dietro quella fugace apparizione si nasconde una storia che il regista Chris Columbus ha poi chiarito pubblicamente.

In un'intervista al San Francisco Chronicle, Columbus espresse apertamente il suo rammarico per aver incluso Trump nel film. "Lui disse che lo avevo supplicato di partecipare al film, ma non esiste un universo in cui avrei mai implorato un non-attore di recitare in un mio film" dichiarò il regista, che dopo Mamma ho riperso il aereo avrebbe firmato successi come Mrs. Doubtfire e i primi due capitoli della saga di Harry Potter.

Tim Curry incarnava Mr. Hector con quella perfetta miscela di eleganza, sospetto e comicità fisica che lo aveva reso uno degli attori caratteristi più amati di Hollywood. Il suo personaggio, sempre sull'orlo di smascherare il piccolo Kevin ma perpetuamente beffato, rappresentava il perfetto antagonista secondario in una commedia costruita su equivoci e travestimenti.

L'attore britannico ha lasciato un'eredità artistica straordinaria, spaziando dal teatro al cinema, dalla televisione al doppiaggio passando per la musica e per amicizie regali come quella con Lady Diana. La sua interpretazione del Dr. Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show rimane una pietra miliare della cultura cinematografica, così come le sue performance in film come IT di Stephen King, Clue e Legend. Nel 2012 un grave ictus aveva compromesso la sua mobilità, ma non la sua lucidità e il suo spirito, come dimostrano le interviste degli ultimi anni.

L'aneddoto sul set di Mamma ho riperso il aereo racconta molto più di una semplice bugia di cortesia. Rivela il dietro le quinte di un'industria cinematografica fatta di compromessi, ego e piccole ipocrisie necessarie. Mostra un Tim Curry capace di navigare con ironia britannica le assurdità hollywoodiane, mantenendo quella distanza critica che lo ha sempre contraddistinto.

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