Tinto Brass premiato a Venezia 83, ma poche ore dopo il premio sparisce nel nulla: la moglie sporge denuncia
Il premio consegnato a Tinto Brass a Venezia 83 è sparito poche ore dopo la cerimonia. La moglie Caterina Varzi ha sporto denuncia e raccontato l’accaduto.
Doveva essere uno dei ricordi più belli della Mostra del Cinema di Venezia 2026, ma il Premio Pietro Bianchi assegnato a Tinto Brass è sparito poche ore dopo essere stato consegnato. A raccontare quanto accaduto è stata la moglie del regista, Caterina Varzi, che dopo essere tornata a Roma ha deciso di sporgere denuncia ai carabinieri. Il riconoscimento era stato consegnato il 1° settembre, durante la preapertura di Venezia 83 dedicata proprio a Brass.
È proprio lì che Varzi avrebbe dimenticato la targa appena ricevuta. Se ne sarebbe resa conto soltanto la mattina seguente, tornando immediatamente al bar per cercarla. Del Premio Pietro Bianchi, però, non ci sarebbe stata più traccia.
“Quando mi sono svegliata alla mattina presto e mi sono accorta che avevo lasciato la targa al Blue Bar, sono andata subito a chiedere se l'avevano trovata” - Caterina Varzi
Da quel momento, secondo la versione della moglie di Brass, sarebbe iniziata anche una seconda spiacevole vicenda. Varzi sostiene di aver chiesto ripetutamente di poter verificare le telecamere di sicurezza e di parlare con un responsabile dell'hotel, senza però riuscire a ottenere l'aiuto che si aspettava. “Ho chiesto più e più volte se potevano visionare le telecamere, di parlare con il direttore o con un manager, ma nulla. Mi rimbalzavano dal bar alla reception all'ufficio oggetti smarriti e nessuno mi dava ascolto o voleva aiutarmi”, ha denunciato Varzi.
“Era molto felice del riconoscimento e ci è rimasto molto male, ma gli ho assicurato che troveremo una soluzione”, ha spiegato Varzi, che vorrebbe ora capire se sia possibile far realizzare, anche a proprie spese, una copia della targa. Il dispiacere è comprensibile anche per il valore simbolico del riconoscimento. Il Premio Pietro Bianchi, assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani d'intesa con la Biennale, è stato attribuito quest'anno a Brass come omaggio a una carriera che ha attraversato oltre sessant'anni di cinema.
La Biennale conferma ufficialmente il regista come vincitore dell'edizione 2026. Un riconoscimento arrivato nell'edizione che ha premiato anche diversi film e protagonisti della Mostra, a partire dal Leone d'Oro assegnato a Woman Unknown, fino agli altri titoli che si sono divisi i principali riconoscimenti di Venezia 83. La serata del 1° settembre avrebbe quindi dovuto celebrare il ritorno al centro della Mostra di uno dei registi più anticonformisti del cinema italiano. Si è invece conclusa con un piccolo giallo che, a oltre due settimane di distanza, non sembra ancora avere trovato una soluzione: del premio consegnato a Tinto Brass, almeno per il momento, non c'è traccia.