Tom Hanks non riesce a lasciare la Seconda guerra mondiale: il motivo dopo 28 anni è inquietante (se si pensa all'attualità)
Ormai è chiaro a tutti che Tom Hanks non riesca proprio a staccarsi dalla Seconda guerra mondiale, ma l'ossessione dell'attore getta le proprie radici in un motivo tanto sorprendente quanto inquietante.
Tom Hanks non riesce proprio a staccarsi dalla Seconda guerra mondiale, una sorta di un'ossessione che dura da quasi tre decenni ed iniziata nel 1998 con Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg, quel capolavoro bellico che ha ridefinito il modo di raccontare il conflitto al cinema. Da allora, l'attore premio Oscar ha costruito un vero e proprio impero narrativo attorno a quegli anni cruciali, alternando ruoli davanti alla macchina da presa a un lavoro instancabile dietro le quinte come produttore. Ma perché questa fascinazione della star di Hollywood?
Hanks ha prodotto miniserie che sono entrate nell'immaginario collettivo: Band of Brothers nel 2001, che seguiva la Easy Company durante l'invasione alleata dell'Europa; The Pacific nel 2010, incentrata sulla brutale campagna americana contro il Giappone; e più recentemente Masters of the Air nel 2024, dedicata agli aviatori americani impegnati nei bombardamenti sulla Germania. Come attore, è tornato nel teatro bellico con Greyhound nel 2020, un thriller navale dove interpreta un comandante della marina statunitense alle prese con convogli da difendere in acque infestate dai sottomarini nemici.Ora arriva World War II, una serie documentaria di 20 episodi per il canale History, in onda dal 25 maggio. Hanks vi figura come narratore e produttore esecutivo, al fianco dello storico Jon Meacham, vincitore del premio Pulitzer. Il progetto si propone di coprire ogni evento e teatro principale del conflitto mondiale, un'impresa enciclopedica che testimonia ancora una volta la dedizione dell'attore a questo periodo storico.
Ma perché questa fascinazione che non accenna a diminuire? In un'intervista con The Hollywood Reporter rilasciata proprio in occasione della premiere della serie, Hanks ha affrontato direttamente la questione, con una riflessione che va ben oltre la semplice passione per la storia, rivelando un legame profondo tra passato e presente, tra le scelte che dovettero fare milioni di persone allora e quelle che ci troviamo ad affrontare oggi.
È un'affermazione potente, che collega due epoche apparentemente distanti, con Hanks che vede paralleli inquietanti tra la situazione geopolitica e sociale degli anni che precedettero la guerra e quella odierna."Di recente mi sono confrontato proprio con questa domanda. Mi sono chiesto, nei momenti più intimi della notte, perché continuo a tornare su questo tema ancora e ancora, cercando quella combinazione di poesia, conforto e illuminazione. E ho capito che deve riguardare il presente. Deve riguardare più le scelte concrete che affrontiamo qui nel 2026 che non semplicemente guardare a cosa fecero quegli uomini coraggiosi negli anni 30." - Tom Hanks
"Le scelte personali che dovettero essere fatte durante la Seconda guerra mondiale erano lampanti e ovvie quanto la differenza tra libertà e schiavitù. C'erano due forze là fuori che dicevano di essere razzialmente superiori a chiunque altro, o teologicamente superiori a tutti gli altri, a causa di cosa scorreva nel loro sangue. Esiste qualcosa del genere oggi. Ebbene, sì." - Tom Hanks
Questa lettura contemporanea della storia non è una forzatura, ma il cuore pulsante del motivo per cui Hanks continua a investire tempo, energie e risorse in questi progetti. Non si tratta quindi di mera nostalgia o di celebrazione acritica del passato, ma di trovare nell'esperienza collettiva della Seconda guerra mondiale una vera e propria bussola morale per navigare il presente. Le decisioni che ogni essere umano dovette prendere allora – coinvolgersi o restare indifferente, resistere o collaborare, proteggere o tradire – non sono diverse, nella loro essenza, da quelle che ci vengono richieste oggi.
Le ultime dichiarazioni dell'attore lasciano intuire che, nonostante la mole di lavoro già prodotto, il suo interesse verso la Seconda guerra mondiale non si è ancora esaurito. Dopo Masters of the Air, un altro progetto narrativo potrebbe essere all'orizzonte. Perché per Tom Hanks il celeberrimo conflitto non è solo storia da raccontare, ma è un autentico specchio in cui guardare noi stessi, le nostre paure, le nostre responsabilità. E finché le domande del presente continueranno a risuonare con quelle del passato, lui sarà di fatto chiamato a cercare risposte in quegli anni che hanno cambiato il mondo per sempre.