Tommaso Paradiso a Sanremo con il guanto di One Piece: la storia dietro la fascia che in pochi hanno notato

Un incidente notturno, una figlia piccola, e la bandiera di Monkey D. Luffy sul palco dell'Ariston: il dettaglio che racconta molto di più di un semplice infortunio.

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La mano fasciata e il giocattolo nel buio

Sul green carpet di Sanremo 2026 Tommaso Paradiso è arrivato con un cappotto verde militare di Emporio Armani e una vistosa fascia azzurra sulla mano sinistra. La domanda era immediata e uniforme: cosa gli è successo? La risposta è arrivata dallo stesso Paradiso al settimanale Chi, con quella precisione involontariamente comica dei genitori novelli alle prime armi con la casa trasformata: "Sono inciampato di notte su un giocattolo di mia figlia, mi sono appoggiato a un vetro della finestra e mi sono letteralmente spaccato la mano in due, hanno dovuto mettere dei punti sia dentro che fuori." Poi ha aggiunto: "Devo ancora calcolare bene le distanze e gli spazi ora che c'è lei."

La figlia si chiama Anna, è nata nell'aprile 2025, e ha già lasciato il segno — letteralmente — sulla prima partecipazione del padre come concorrente in gara all'Ariston. I Romantici, il brano che Paradiso porta in gara, scritto insieme a Davide Petrella e prodotto da Davide Simonetta, è in parte dedicato proprio a lei e alla compagna Carolina Sansoni, con un riferimento esplicito al rapporto con il padre — o meglio, all'intenzione di non ripetere certi errori. Un disco di famiglia, quindi, con una ferita di famiglia che lo accompagna sul palco.

One Piece

Non una fascia: un guanto

Il dettaglio che in pochi hanno colto subito è che quella sulla mano di Paradiso non era una fasciatura medica anonima. Era un guanto personalizzato azzurro con stampato sopra il Jolly Roger della ciurma di Monkey D. Luffy — la bandiera dei pirati di One Piece, il manga di Eiichirō Oda. Paradiso lo ha mostrato con esplicita soddisfazione nello spazio "Il Club dei Romantici" allestito da Lego durante il Festival, senza nascondere la doppia funzione dell'accessorio: protezione medica e dichiarazione d'identità.

La sua passione per One Piece non è una novità per chi lo segue da vicino. Già nel 2018 alcune pagine social italiane avevano cominciato a parlarne, suscitando inizialmente una certa incredulità. Col tempo Paradiso ha tolto ogni dubbio, commentando pubblicamente capitoli e sviluppi narrativi della serie sulle pagine più seguite dai fan italiani del manga, spesso con opinioni nette e puntuali. Non entusiasmo generico, ma conoscenza reale dell'opera, aggiornata e continuativa. Il guanto con Luffy è una firma, non un vezzo.

Una bandiera che ha già girato il mondo

Il Jolly Roger di One Piece non è più soltanto un simbolo dell'immaginario pop degli appassionati di anime. Nello stesso periodo, quella bandiera stava comparendo nelle piazze e nei cortei di protesta in tutto il mondo — dall'Indonesia, dove aveva rischiato addirittura il bando ufficiale, agli Stati Uniti, passando per le manifestazioni di solidarietà con Gaza e sulle navi della Flotilla. L'immagine è stata riletta come emblema di libertà, resistenza, spirito anticonformista: troppo amata e diffusa perché qualsiasi istituzione potesse davvero contenerla.

Il suo approdo all'Ariston — il palcoscenico televisivo più controllato e codificato d'Italia — ha quindi una sfumatura che va oltre il semplice easter egg per fan. Non necessariamente una dichiarazione politica consapevole da parte di Paradiso, ma la conferma di quanto One Piece sia ormai entrato nel linguaggio culturale di una generazione intera, quella cresciuta con Oda e arrivata adesso ai trent'anni e ai figli piccoli che lasciano giocattoli nel buio del corridoio.

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