Torna "Possession" al cinema: Parker Parker Finn è pronto a riscrivere il capolavoro di Andrzej Żuławski

"Possession" sta per tornare al cinema. Tutto quello che sappiamo sul remake firmato Parker Finn. Il body horror più estremo degli anni '80 si prepara a una nuova, inquietante metamorfosi.

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C’è un’oscurità che non accetta di restare sepolta. Quella Berlino Ovest spettrale, divisa dal Muro e saturata da una paranoia viscerale, sta per riaprire i suoi cancelli. Parker Finn, il regista che ha trasformato un sorriso in un incubo globale con Smile, ha deciso di misurarsi con il mostro sacro per eccellenza attraverso il remake di Possession.

Il ritorno di Possession al cinema: anticipazioni sul cast e sulle caratteristiche del remake

Non stiamo parlando di un semplice horror, ma del capolavoro del 1981 di Andrzej Żuławski, un’esperienza extrasensoriale dove il dramma coniugale muta in orrore cosmico e psicologico. La posta in gioco è altissima, gravata dall'eredità di un'iconografia potente come la performance di Isabelle Adjani nei tunnel della metropolitana, che rimane una delle vette insuperate del cinema mondiale. In quell'opera, il body horror non è mai stato un semplice effetto speciale, bensì la manifestazione fisica di una psiche in frantumi, nata dal dolore lancinante di un divorzio.

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La scelta di Parker Finn per questa impresa non appare affatto casuale. Con Smile, il regista ha dimostrato una dote rara nel panorama odierno: la capacità di tradurre il trauma psicologico in immagini profondamente disturbanti. Sotto l'egida della Paramount, questo remake promette di non essere una copia carbone, ma una reinterpretazione moderna di quel senso di alienazione che rese l’originale un "cult maledetto". Possession non è un film che si guarda, è un film che si subisce, e Finn dovrà scavare nel fango delle emozioni umane più profonde per restituirci quella stessa, brutale autenticità.

Le voci più insistenti danno per quasi certa Margaret Qualley (The Substance, Maid) nel ruolo che fu di Isabelle Adjani. Dopo la sua straordinaria prova di "body horror" e trasformazione fisica in The Substance, la Qualley sembra l'unica della sua generazione in grado di reggere il confronto con l'iconica scena della metropolitana. Ha quel mix di fragilità e intensità selvaggia che il ruolo richiede.

Mentre i fan dell'originale affilano le critiche, l'industria osserva ora con il fiato sospeso. La vera sfida sarà capire se la nuova visione riuscirà a mantenere la carica trasgressiva di Żuławski o se verrà levigata dai canoni estetici del cinema contemporaneo. Il sipario sta per alzarsi di nuovo su una storia di doppi e ossessioni e, questa volta, non sembrano esserci mura capaci di proteggerci dall'orrore che si specchia nel nostro riflesso.

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