FILM

Toy Story 5 nasconde 5 curiosi Easter eggs (e anche un tributo a Clint Eastwood)

Dai segreti di Clint Eastwood ai progetti fantasma: ecco i 5 Easter egg più geniali e colti nascosti in Toy Story 5

Condividi

Nelle stanze della Pixar si respira da sempre un'aria strana, un mix di genialità fanciullesca e maniacale ossessione per il dettaglio. Fin dal lontano 1995, lo studio d'animazione ha trasformato i propri lungometraggi in enormi cacce al tesoro, divertendosi a seppellire indizi all'interno delle inquadrature e sfidando il pubblico a scovarli.

L’ultimo capitolo della saga dei giocattoli, Toy Story 5, non fa eccezione e offre una stratificazione di citazioni che accarezza il feticismo puro. In mezzo a un oceano di pixel dedicati alla nostalgia, abbiamo isolato le cinque gemme più colte, bizzarre e riuscite del film. Piccoli colpi di genio che dimostrano come, dietro la facciata del blockbuster per famiglie, alberghi lo spirito cinefilo dei fondatori.

Il poncho alla Clint Eastwood

La vera perla del film, capace di strappare un sorriso complice agli amanti del cinema di genere, riguarda il restyling temporaneo di Woody.

Durante la sua assenza dalla cameretta di Bonnie, lo sceriffo di pezza decide di dare una svolta decisamente più matura e crepuscolare al proprio look e sfoggia una bandana drappeggiata a mo' di poncho che ricalca fedelmente l’iconico abbigliamento dell’Uomo senza nome, interpretato da Clint Eastwood nella leggendaria Trilogia del Dollaro di Sergio Leone. Il giocattolo vintage che omaggia il western revisionista e rivela che sotto quel cappello di plastica batte un cuore da duro della New Hollywood.

Il ritorno (vero) del camioncino Pizza Planet

Il furgoncino della pizzeria di zona è il prezzemolo dell’universo Pixar, ma negli ultimi tempi era stato declassato a semplice comparsa fantasma. Nel quarto capitolo dovevamo accontentarci di un microscopico tatuaggio sulla gamba di un giostraio, ma Toy Story 5 restituisce dignità al mito.

Il veicolo torna finalmente in carne e ossatura metallica in una sequenza d'azione concitata e costringe Buzz e Jessie a una manovra d'emergenza.

L'enigma di Sammy

La Pixar non dimentica i suoi figli mai nati, e questa è probabilmente la chicca più raffinata dell’intera pellicola. Sammy, il nuovo animaletto domestico della piccola Bonnie, ha le fattezze che a molti spettatori esperti hanno ricordato Newt, il lungometraggio incentrato su due rarissimi tritoni dai piedi azzurri annunciato in pompa magna oltre un decennio fa e poi mestamente cancellato. E trasformare un rimpianto produttivo in un elemento d'arredo domestico è un colpo da maestro.

Il fattore Eggman

Per i puristi della prima ora, il film rispolvera un marchio industriale quasi preistoria digitale, la Eggman. Nel nuovo capitolo, l’azienda firma il tablet Lilypad (la nuova nemesi tecnologica dei protagonisti); ma i fanatici ricorderanno che Eggman Movers era la ditta di traslochi che portava via la famiglia di Andy nel primo, storico film del 1995. Un filo rosso che unisce l'era analogica a quella degli schermi touch.

Il mitico Combat Carl

Chiudiamo con una nota di affettuoso rispetto. Combat Carl, il soldatino perennemente tormentato, torna in scena cambiando voce. Dopo la dolorosa scomparsa di Carl Weathers, l'attore che gli aveva regalato quel tono da eroe muscolari anni '80, il testimone è passato a Ernie Hudson, l'indimenticato Winston Zeddemore di Ghostbusters. Una staffetta tra icone pop della vecchia guardia che nobilita un personaggio nato per esser fatto esplodere nel giardino di Sid e diventato, col tempo, un piccolo idolo di culto.

Continua a leggere su BadTaste