Toy Story 5: nel nuovo trailer Woody sembra calvo, ma perché? Svelato il significato della chiazza sulla testa dello storico protagonista
Nel trailer di Toy Story 5 Woody appare calvo: scopri il significato della chiazza sulla testa dello sceriffo e come rappresenta la sfida contro la tecnologia digitale.
Pixar ha alzato il sipario sul primo trailer ufficiale di Toy Story 5, e l'immagine che ha immediatamente catturato l'attenzione di milioni di fan in tutto il mondo non riguarda nuovi personaggi o tecnologie futuristiche. No, il vero shock è ben più intimo e sorprendente: Woody, l'iconico sceriffo cowboy doppiato da Tom Hanks, presenta una vistosa chiazza calva sulla sommità della testa. Una sorta di stempiatura da mezza età che trasforma il protagonista della saga in un simbolo vivente del passare del tempo, anche nel mondo apparentemente senza età dei giocattoli.
Si tratta di una scelta narrativa precisa, pensata per comunicare visivamente la condizione del personaggio quando viene richiamato in azione. Dopo il commovente finale di Toy Story 4, dove lo sceriffo aveva scelto di separarsi dai suoi amici storici per vivere da giocattolo "randagio" insieme a Bo Peep, Woody aveva intrapreso una nuova vita lontano dalla sicurezza della cameretta. Questa esistenza nomade, vissuta ai margini, ha lasciato il segno sul suo aspetto fisico.
Nel trailer vediamo Jessie, la cowgirl interpretata vocalmente da Joan Cusack, che contatta disperatamente Woody implorando il suo aiuto. La minaccia questa volta non arriva da un cattivo tradizionale, ma da qualcosa di molto più subdolo e contemporaneo: un tablet chiamato Lilypad. Bonnie, ormai cresciuta, ha scoperto il fascino ipnotico della tecnologia digitale, e i suoi fedeli giocattoli si ritrovano abbandonati, messi da parte in favore di uno schermo luminoso e interattivo che promette intrattenimento infinito.
Quando Woody fa il suo ingresso, la reazione degli altri giocattoli è immediata. Forky, il bizzarro giocattolo fatto di posate e materiali di recupero, non può fare a meno di notare quella zona lucida sulla testa dello sceriffo. Altri personaggi seguono con commenti che oscillano tra lo stupore e la crudeltà involontaria tipica del mondo dei giocattoli. Uno di loro arriva persino a suggerirgli di riempire la chiazza con un pennarello marrone, in una scena che mescola umorismo e malinconia.
Ma cosa rappresenta davvero questa calvizie? Dal punto di vista narrativo, è un elemento perfettamente coerente con l'evoluzione del personaggio. Woody non è più il giocattolo immacolato e orgoglioso che abbiamo conosciuto nel 1995. Ha vissuto avventure, ha affrontato crisi identitarie, ha dovuto reinventarsi più volte. La sua vita da randagio, senza le cure e l'attenzione di un proprietario fisso, lo ha logicamente segnato. Nel trailer lo vediamo anche indossare un poncho, un dettaglio che rafforza questa sua nuova immagine più selvaggia, meno curata, ma forse più autentica.
C'è poi una lettura più profonda, quasi filosofica. La chiazza calva di Woody è il segno visibile di una crisi di mezza età che coinvolge non solo lui, ma l'intera generazione di giocattoli "analogici". In un'epoca dominata da tablet, smartphone e intelligenze artificiali, quale spazio rimane per i giocattoli tradizionali, quelli che richiedono immaginazione attiva e non consumo passivo di contenuti? Pixar sta affrontando una domanda che molti genitori si pongono quotidianamente: come competere con la tecnologia per l'attenzione dei propri figli?
Il nemico di Toy Story 5 non ha faccia cattiva né intenzioni malvagie nel senso classico. Il tablet Lilypad viene presentato quasi come un personaggio a sé stante, con una presenza ingombrante e un'aria di superiorità, come se sapesse di rappresentare il futuro inevitabile. Non c'è violenza fisica, non ci sono inseguimenti pericolosi in questo conflitto: c'è solo la lenta, inesorabile perdita di rilevanza. E questa è forse la paura più sottile e realistica che la saga abbia mai affrontato.
La data di uscita italiana è fissata per il 17 giugno 2026. Toy Story 5 si prepara dunque a essere non solo un capitolo nuovo nella saga più longeva di Pixar, ma anche una riflessione generazionale sul valore della tradizione nell'era digitale. E se Woody può affrontare la sua chiazza calva con dignità, forse c'è speranza anche per tutti quei giocattoli, quei libri, quelle esperienze analogiche che sembrano destinate all'oblio. Il messaggio sembra chiaro: non è questione di competere con la tecnologia sul suo stesso terreno, ma di ricordare cosa solo l'immaginazione umana, quella che nasce dal gioco fisico e creativo, può davvero offrire.