Tratto dal miglior fumetto di Alan Moore, questo film cult torna stasera in tv (ecco trama e cast)

V per Vendetta torna in tv: scopri la scena che Warner voleva tagliare e che il regista McTeigue ha salvato. Retroscena e significato del film cult del 2006.

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Ci sono film che, a distanza di quasi vent'anni dalla loro uscita, continuano a risuonare con una forza inaspettata. V per Vendetta è uno di questi: un thriller distopico che nel 2006 parlava di un futuro immaginario e che oggi, ogni volta che ritorna sugli schermi, sembra commentare il presente con lucidità quasi profetica. Questa sera, 20 aprile 2026, il film diretto da James McTeigue torna in programmazione sul Canale 20 alle 21:10, offrendo l'occasione per riscoprire non solo una storia di resistenza e ribellione, ma anche i retroscena di una produzione che ha dovuto lottare per preservare la propria integrità artistica.

Tratto dall'omonima graphic novel scritta da Alan Moore e illustrata da David Lloyd negli anni ottanta, V per Vendetta trasporta lo spettatore in un'Inghilterra alternativa, sopravvissuta a una guerra nucleare ma sprofondata in una dittatura poliziesca soffocante. In questo scenario distopico, Evey Hammond, interpretata da una giovane Natalie Portman, viene salvata da un misterioso individuo che si cela dietro una maschera ispirata a Guy Fawkes, il cospiratore cattolico che nel 1605 tentò di far saltare in aria il Parlamento britannico. Questo personaggio, noto semplicemente come V e interpretato da Hugo Weaving, non è un semplice vigilante: è un'idea incarnata, un simbolo di vendetta personale che si trasforma in rivoluzione collettiva.

La trama si sviluppa attraverso l'incontro tra questi due personaggi: V, internato in passato in un campo di concentramento e sottoposto a esperimenti medici disumani, ha pianificato meticolosamente la propria vendetta contro coloro che lo hanno torturato. Ma il suo obiettivo va oltre la ritorsione personale. Vuole risvegliare un popolo addormentato, spezzare le catene della paura che lo tengono soggiogato, ricordare ai cittadini che il governo dovrebbe temere il popolo, non il contrario. Evey, inizialmente testimone casuale di questo piano insurrezionale, diventerà gradualmente complice e infine erede spirituale di V, scoprendo dentro di sé una forza che ignorava di possedere.



Il film, prodotto con un budget di 54 milioni di dollari, si è rivelato un successo commerciale sorprendente, incassando oltre 70 milioni negli Stati Uniti e raggiungendo la cifra complessiva di 132 milioni a livello globale. Un risultato notevole per un'opera che non nasconde la propria natura politica, che affronta temi scottanti come la sorveglianza di massa, la manipolazione mediatica, l'omofobia istituzionalizzata e il controllo attraverso la paura. Eppure, proprio questa radicalità tematica ha rischiato di essere compromessa durante la fase di post-produzione.

La critica ha accolto V per Vendetta con un consenso generalmente positivo: su Rotten Tomatoes mantiene un punteggio del 73 percento, mentre su Metacritic ha ottenuto 62 su 100. Il pubblico si è mostrato ancora più entusiasta, con un voto di 8.1 su 10 su IMDb. Il film ha ottenuto anche riconoscimenti nell'ambito dei Saturn Awards, dedicati al cinema di fantascienza, fantasy e horror, vincendo un premio su quattro nomination nel 2007.

V per Vendetta, fonte: Warner Bros.

In un'epoca in cui la sorveglianza digitale è diventata ubiqua, in cui la manipolazione informativa attraverso i media e i social network è una realtà quotidiana, in cui la paura viene spesso utilizzata come strumento di controllo sociale, V per Vendetta mantiene una rilevanza che va oltre il mero intrattenimento. La frase pronunciata da V, "la gente non dovrebbe avere paura del suo governo, il governo dovrebbe avere paura della gente", risuona con un'urgenza che probabilmente nemmeno i suoi creatori potevano prevedere.

Il ritorno in programmazione televisiva del film, questa sera su Canale 20 alle 21:10, offre l'occasione per rivedere non solo una storia di vendetta e redenzione, ma anche per riflettere su quanto quella scena che Warner voleva tagliare, quella lettera di Valerie nascosta nel muro di una cella, rappresenti il vero messaggio del film: anche nel buio più profondo, anche nella solitudine più assoluta, la dignità umana può lasciare tracce, può ispirare, può accendere la scintilla della resistenza. E che forse, alla fine, dietro ogni maschera c'è molto più della carne: c'è un'idea, e le idee sono davvero a prova di proiettile.

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