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Trump contro i media: le grandi emittenti bloccano tutto, ma nasce la TrumpTv con Friends e Simpson

Trump lancia Trump TV dopo il blackout delle emittenti USA. CNN, ABC, NBC e Fox News boicottano la Casa Bianca. Nasce la tv di Stato presidenziale in streaming.

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La scena è surreale, quasi grottesca. Il presidente degli Stati Uniti taglia il nastro inaugurale del nuovo eliporto della Casa Bianca, stringe mani, sorride alle telecamere. Ma nessuno, a parte chi gli sta fisicamente accanto, riesce a sentire una sola parola di quello che dice. Il rumore assordante dell'elicottero presidenziale copre tutto. Non ci sono microfoni professionali, non c'è il pool televisivo, non c'è la macchina mediatica che da decenni accompagna ogni singolo momento pubblico di chi siede nello Studio Ovale.

Lunedì 21 settembre 2026 segna un punto di rottura nella storia dei rapporti tra presidenza americana e informazione. Tutte le principali reti televisive statunitensi hanno preso una decisione collettiva senza precedenti: boicottare la copertura degli eventi pubblici di Donald Trump. CNN, ABC, CBS, NBC e persino Fox News hanno sospeso il servizio del pool televisivo, quel consorzio di emittenti che da sempre si alterna per garantire la documentazione audiovisiva della Casa Bianca.

Pochi giorni prima, Trump aveva revocato senza preavviso gli accrediti stampa ai giornalisti di CNN, Politico e MS NOW, un provvedimento che le tre testate hanno contestato con una causa legale contro l'amministrazione. La risposta delle emittenti non si è fatta attendere: solidarietà totale, blackout immediato. La cerimonia dell'eliporto è andata in onda comunque, ma solo attraverso lo streaming su YouTube e i canali social della Casa Bianca. Trump ha fatto finta di niente, ha continuato a parlare come se tutto fosse normale, mentre l'audio risultava del tutto incomprensibile per chiunque non fosse a pochi metri da lui.

Ma la vera novità arriva dalla contro-mossa di Trump. Nel pieno di questa battaglia con i media tradizionali, il presidente ha lanciato Trump TV: The Essential Station, un canale streaming attivo 24 ore su 24, dedicato esclusivamente agli eventi della sua amministrazione. Il video promozionale ha dell'incredibile: spezzoni dei Simpson, di Friends, di Breaking Bad e persino di Spongebob si mescolano a immagini patriottiche del presidente davanti al Mount Rushmore, nel South Dakota.

La piattaforma, accessibile su YouTube e integrata nel sito della Casa Bianca, promette "i momenti più importanti dell'amministrazione Trump, tutti in un unico posto". La descrizione ufficiale recita: "I migliori video, i discorsi principali e i momenti salienti da non perdere, in streaming 24 ore su 24 e aggiornati in tempo reale". Con un'aggiunta significativa: "Non tutti i grandi momenti sono arrivati in TV, ora possono farlo".

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Gavin Newsom, governatore democratico della California e potenziale candidato alle presidenziali del 2028, ha attaccato duramente: "Prima Trump ha bandito l'informazione indipendente dalla Casa Bianca. Ora sta lanciando quella che è, a tutti gli effetti, una TV di Stato per cercare di oscurare il fatto che lui e la sua amministrazione corrotta stanno deludendo il popolo americano. È un comportamento davvero autocratico da parte di un presidente fallimentare".

Weijia Jiang, ex presidente della White House Correspondents' Association, ha espresso preoccupazione in un'intervista a Fox News: "L'America non può avere una tv di Stato. È proprio questo che rende l'America tale. La necessità di attori indipendenti che possano svolgere il ruolo di osservatori. E se il governo ti mostra solo ciò che vuole, allora devi chiederti: cosa ci stiamo perdendo".

Il boicottaggio delle emittenti è stato comunicato da Bryan Boughton, capo della sezione di Washington di Fox News e presidente ad interim del consorzio del pool televisivo. Le reti hanno deciso che non seguiranno Trump nemmeno a New York per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Continueranno però a coprire eventi che coinvolgono altri politici di rilievo come il vicepresidente e i membri del Congresso.

In segno di solidarietà, anche il New York Times, il Washington Post e altre testate hanno annunciato l'astensione dalla pubblicazione di fotografie degli eventi alla Casa Bianca per l'intera giornata di lunedì. I giornalisti presenti alla cerimonia dell'eliporto erano fisicamente troppo lontani da Trump per sentire cosa dicesse.

La domanda che molti si pongono, sia negli Stati Uniti che all'estero, è cosa significhi questa escalation per la libertà di stampa in una democrazia. Quando il presidente crea la propria tv e i giornalisti vengono esclusi dagli eventi pubblici, chi controlla il potere? Chi racconta la verità? E soprattutto: cosa si stanno perdendo i cittadini americani mentre il rumore degli elicotteri copre le parole del loro presidente?

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