Trump contro i media: le grandi emittenti bloccano tutto, ma nasce la TrumpTv con Friends e Simpson
Trump lancia Trump TV dopo il blackout delle emittenti USA. CNN, ABC, NBC e Fox News boicottano la Casa Bianca. Nasce la tv di Stato presidenziale in streaming.
La scena è surreale, quasi grottesca. Il presidente degli Stati Uniti taglia il nastro inaugurale del nuovo eliporto della Casa Bianca, stringe mani, sorride alle telecamere. Ma nessuno, a parte chi gli sta fisicamente accanto, riesce a sentire una sola parola di quello che dice. Il rumore assordante dell'elicottero presidenziale copre tutto. Non ci sono microfoni professionali, non c'è il pool televisivo, non c'è la macchina mediatica che da decenni accompagna ogni singolo momento pubblico di chi siede nello Studio Ovale.
Pochi giorni prima, Trump aveva revocato senza preavviso gli accrediti stampa ai giornalisti di CNN, Politico e MS NOW, un provvedimento che le tre testate hanno contestato con una causa legale contro l'amministrazione. La risposta delle emittenti non si è fatta attendere: solidarietà totale, blackout immediato. La cerimonia dell'eliporto è andata in onda comunque, ma solo attraverso lo streaming su YouTube e i canali social della Casa Bianca. Trump ha fatto finta di niente, ha continuato a parlare come se tutto fosse normale, mentre l'audio risultava del tutto incomprensibile per chiunque non fosse a pochi metri da lui.
Ma la vera novità arriva dalla contro-mossa di Trump. Nel pieno di questa battaglia con i media tradizionali, il presidente ha lanciato Trump TV: The Essential Station, un canale streaming attivo 24 ore su 24, dedicato esclusivamente agli eventi della sua amministrazione. Il video promozionale ha dell'incredibile: spezzoni dei Simpson, di Friends, di Breaking Bad e persino di Spongebob si mescolano a immagini patriottiche del presidente davanti al Mount Rushmore, nel South Dakota.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Gavin Newsom, governatore democratico della California e potenziale candidato alle presidenziali del 2028, ha attaccato duramente: "Prima Trump ha bandito l'informazione indipendente dalla Casa Bianca. Ora sta lanciando quella che è, a tutti gli effetti, una TV di Stato per cercare di oscurare il fatto che lui e la sua amministrazione corrotta stanno deludendo il popolo americano. È un comportamento davvero autocratico da parte di un presidente fallimentare".
Weijia Jiang, ex presidente della White House Correspondents' Association, ha espresso preoccupazione in un'intervista a Fox News: "L'America non può avere una tv di Stato. È proprio questo che rende l'America tale. La necessità di attori indipendenti che possano svolgere il ruolo di osservatori. E se il governo ti mostra solo ciò che vuole, allora devi chiederti: cosa ci stiamo perdendo".
In segno di solidarietà, anche il New York Times, il Washington Post e altre testate hanno annunciato l'astensione dalla pubblicazione di fotografie degli eventi alla Casa Bianca per l'intera giornata di lunedì. I giornalisti presenti alla cerimonia dell'eliporto erano fisicamente troppo lontani da Trump per sentire cosa dicesse.
La domanda che molti si pongono, sia negli Stati Uniti che all'estero, è cosa significhi questa escalation per la libertà di stampa in una democrazia. Quando il presidente crea la propria tv e i giornalisti vengono esclusi dagli eventi pubblici, chi controlla il potere? Chi racconta la verità? E soprattutto: cosa si stanno perdendo i cittadini americani mentre il rumore degli elicotteri copre le parole del loro presidente?