Trust, il thriller con Sophie Turner stroncato dalla critica, ma al terzo posto nella top ten mondiale su Paramount+
Trust con Sophie Turner è terzo su Paramount Plus nonostante il 21% su Rotten Tomatoes. Perché il pubblico ama ciò che i critici stroncano?
Nel panorama dello streaming, dove il successo si misura in visualizzazioni e posizioni nelle classifiche globali, Trust sta vivendo una delle più curiose contraddizioni del 2026. Il thriller survival diretto da Carlson Young, che vede protagonista Sophie Turner, ha conquistato il terzo posto nella top 10 mondiale di Paramount Plus al 5 gennaio, piazzandosi subito dietro a pesi massimi come Mission: Impossible – The Final Reckoning e il reboot di Una pallottola spuntata. Eppure, secondo Rotten Tomatoes, i critici lo hanno massacrato con un misero 21% di gradimento.
Sophie Turner, che il pubblico mondiale conosce e ama per il suo ruolo di Sansa Stark in Game of Thrones, interpretazione che le valse una nomination agli Emmy come miglior attrice non protagonista nel 2019, porta sulle spalle l'intero film. E qui emerge uno dei pochi punti di accordo tra critici e spettatori: la performance della Turner viene generalmente apprezzata, anche se per i recensori professionali non basta a salvare un'opera considerata sprecata nelle sue premesse.
Trust diventa un caso di studio perfetto per capire come sta cambiando il concetto stesso di successo nell'industria cinematografica. Un film può fallire totalmente al botteghino e comunque raggiungere milioni di spettatori. Può essere demolito dalla critica e comunque generare conversazione, engagement, visualizzazioni. Il potere decisionale si è spostato: non sono più le recensioni professionali a decretare cosa vale la pena vedere, ma algoritmi, social media, passaparola digitale e, soprattutto, la curiosità immediata di un pubblico che scorre infinite opzioni con il pollice.