Un docudrama sulle proteste in Iran: Tribeca Festival accetta il primo film realizzato interamente con l'IA
Dreams of Violets è il primo film interamente generato da AI accettato al Tribeca Festival. Un docudrama sulle proteste in Iran realizzato con intelligenza artificiale.
Il Tribeca Festival ha appena scritto una pagina inedita nella storia del cinema. Per la prima volta, un grande festival internazionale accoglierà nella sua programmazione ufficiale un lungometraggio interamente generato dall'intelligenza artificiale. Si tratta di Dreams of Violets, un docudrama di 75 minuti prodotto dallo studio Fountain 0, che debutterà il 10 giugno durante la venticinquesima edizione del festival newyorkese.
Dreams of Violets prende ispirazione dalle proteste che hanno scosso Teheran lo scorso gennaio, quando le forze di sicurezza iraniane hanno represso nel sangue le manifestazioni civili. Secondo la Human Rights Activists News Agency, gli scontri hanno causato almeno 7.000 morti e oltre 50.000 arresti. Il film racconta le ultime ore di cinque iraniani che si incontrano in un vicolo della capitale prima di essere giustiziati, il tutto visto attraverso gli occhi di Amir, un bambino di dieci anni affetto da paralisi cerebrale che assiste alla scena dalla finestra di casa.
Koosha, originario di Teheran ma ora residente a Londra, ha dichiarato che l'idea del film è nata subito dopo aver letto le notizie sul massacro. Voleva creare un'opera profondamente umana, ma senza accesso a una troupe, ad attori professionisti o all'Iran stesso, ha scelto l'intelligenza artificiale come unica via percorribile. Il risultato è un progetto costato appena 2.000 dollari, realizzato in tre mesi dalla sua abitazione londinese.
Per dare vita al film, il regista ha utilizzato una combinazione di strumenti all'avanguardia: Kling AI per la generazione video, Claude di Anthropic per l'editing linguistico, Gemini di Google e Nanobanana per la ricerca e l'imagery, oltre alla tecnologia proprietaria di Fountain 0 per il blocking e la precisione dei fotogrammi. Un vero e proprio ecosistema di intelligenze artificiali coordinate per costruire una narrazione complessa.
Ma è lecito usare l'AI per raccontare la morte di persone reali? Koosha stesso ha affrontato la questione con lucidità e senza evasioni. Ha ammesso di essersi posto quella domanda ogni singolo giorno del processo creativo. La sua risposta è netta: l'alternativa, il silenzio, la dimenticanza, sarebbe peggiore. È esattamente ciò che il regime iraniano desidera. Il film esiste perché i morti meritano di essere testimoniati e perché le famiglie in Iran, che non possono parlare, meritano qualcuno all'esterno che si rifiuti di dimenticare.
Jane Rosenthal, co-fondatrice del Tribeca Festival, ha definito Dreams of Violets un esempio potente di come tecnologie emergenti come l'AI possano essere usate non solo come strumenti di innovazione, ma come veicoli per una narrazione profondamente umana. In un momento storico in cui sia l'intelligenza artificiale che l'Iran sono al centro del dibattito globale, questo film offre al pubblico una prospettiva rara e intima su un conflitto che molti non hanno potuto vedere o comprendere pienamente. Ciò che ha colpito la giuria, ha aggiunto Rosenthal, non è stata solo la realizzazione tecnologica, ma l'immediatezza emotiva e l'urgenza della storia stessa.
I festival stanno ancora definendo i confini. Il Festival di Cannes, ad esempio, ha vietato i film generati da AI dalla competizione ufficiale di quest'anno, sebbene la startup Higgsfield AI sia riuscita a presentare il suo action-adventure Hell Grind da 95 minuti attraverso il Marché du Film, il mercato cinematografico del festival. Tribeca, invece, ha scelto una strada diversa: accogliere l'AI nel cuore della programmazione, non come una curiosità o un esperimento marginale, ma come una forma legittima di espressione artistica.