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Un funerale a Tokyo e un segreto esplosivo: Jean Reno, nell'esperimento action di Luc Besson, torna stasera in tv

Torna stasera in tv il film nato dalla firma di Luc Besson e la voglia di portare Jean Reno fuori dal suo habitat naturale, catapultando gli spettatori in un viaggio ricco di sorprese.

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Wasabi è uno di quei film che nascono dall'incontro tra la firma di Luc Besson e la voglia di portare Jean Reno fuori dal suo habitat naturale. Uscito nel 2001 per la regia di Gérard Krawczyk, il film rappresenta un esperimento riuscito di commedia d'azione franco-giapponese, un ibrido culturale che gioca sul contrasto tra il cipiglio da duro dell'attore e l'estetica pop di Tokyo. Il film è in programma su Rai Movie, alle ore 21:10, giovedì 21 maggio.

La pellicola prende il titolo da una scena iconica in cui il protagonista, Hubert Fiorentini, divorando un piattino di wasabi in un ristorante giapponese senza mostrare alcuna reazione, dimostra quella durezza imperturbabile che lo caratterizza. Un gesto apparentemente banale che diventa manifesto del personaggio: un uomo che non batte ciglio davanti a nulla, nemmeno alla salsa più piccante del mondo.

Hubert è un commissario di polizia francese dai metodi poco ortodossi, un ex agente dei servizi segreti che risolve i casi con violenza tanto quanto con efficacia. La sua ultima azione lo vede catturare una banda di travestiti che tentava di rapinare una banca, ma per acchiapparne uno scatena una rissa in discoteca e, per un equivoco, finisce per picchiare il figlio del prefetto. Il suo capo, soprannominato "Lo Squalo", lo mette in pausa forzata ordinandogli una vacanza che suona più come un esilio temporaneo.

Jean Reno in Wasabi, fonte: 01 Distribution

La vita privata di Hubert è segnata da un'ombra lunga vent'anni: Miko, una donna dello spionaggio giapponese conosciuta durante la Guerra Fredda quando prestava servizio in Giappone. L'unica donna che abbia davvero amato e che porta con sé un segreto destinato a cambiare per sempre la sua vita: ha una figlia! Il film gioca su questo doppio binario: da un lato la commedia leggera dello scontro culturale, con Jean Reno catapultato in un Giappone pop e colorato che stride con la sua figura massiccia e burbera. Dall'altro una trama poliziesca che coinvolge yakuza, soldi sporchi e segreti sepolti da vent'anni. Luc Besson, alla sceneggiatura e alla produzione, costruisce una macchina narrativa che tiene insieme action e sentimento, adrenalina e tenerezza paterna.

Ryoko Hirosue, nei panni di Yumi, porta sullo schermo una freschezza che bilancia la cupezza di Reno. Il loro rapporto, fatto di menzogne necessarie e verità che emergono a fatica, è il cuore emotivo del film. Hubert deve imparare a essere padre mentre insegue criminali, deve proteggere una figlia che non sa di averlo accanto, deve fare i conti con un amore mai dimenticato e con scelte fatte vent'anni prima.

La regia di Gérard Krawczyk, già noto per il primo Taxi sempre prodotto da Besson, tiene un ritmo serrato, alternando sequenze d'azione a momenti più riflessivi. La fotografia di Gérard Sterin cattura Tokyo in tutta la sua contraddizione: metropoli ipertecnologica e tradizione millenaria, neon e templi, caos e rigore. Le musiche di Éric Serra e Julien Schultheis accompagnano questa danza tra Occidente e Oriente con una colonna sonora che mescola elettronica e suggestioni orientali.

Jean Reno in Wasabi, fonte: 01 Distribution

Wasabi è uscito in Italia il 6 settembre 2002 distribuito da 01 Distribution, ponendosi come un film che si inserisce in quel filone di coproduzione franco-giapponese che negli anni Duemila cercava di esplorare nuovi mercati e contaminazioni culturali. Non è un capolavoro, non vuole esserlo. È un film che vive della faccia di Jean Reno, come nota giustamente la critica, di quella sua capacità di essere duro e tenero allo stesso tempo, minaccioso e patetico, violento e innamorato.

Con una durata di 94 minuti, Wasabi permette di godere degli affascinanti paesaggi urbani di Tokyo e delle coreografie action che Besson sa confezionare anche quando non dirige in prima persona. Il cast include anche Michel Muller nel ruolo di Maurice, Carole Bouquet come Sofia, e Yoshi Oida nei panni del misterioso Takanawa. Il doppiaggio italiano ha visto Massimo Corvo prestare la voce a Jean Reno, mentre Connie Bismuto ha doppiato Yumi.

Wasabi resta un esempio interessante di come il cinema commerciale europeo abbia provato a guardare verso l'Asia non solo come mercato ma anche come fonte di ispirazione narrativa ed estetica. Un tentativo di mescolare la tradizione del polar francese con l'estetica giapponese, tenuto insieme dalla presenza carismatica di un attore capace di rendere credibile qualsiasi cosa, anche mangiare wasabi senza battere ciglio mentre scopre che un segreto sta per cambiargli per sempre la vita.

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