"Un pericolo per cultura e informazione": un supereroe Marvel si esprime contro la fusione Paramount-Warner
Benedict Cumberbatch, il volto di Dottor Strange nel MCU, esprime tutta la sua perplessità sulla imminente fusione Warner Bros e Paramount Pictures.
Benedict Cumberbatch, Alan Cumming e Benedict Wong hanno alzato la voce contro quella che definiscono una delle operazioni più pericolose per l'industria dell'intrattenimento britannica. I tre attori hanno firmato un editoriale su The Guardian in cui chiedono esplicitamente al governo del Regno Unito di bloccare l'acquisizione da 111 miliardi di dollari con cui Paramount intende rilevare Warner Bros. Discovery.
Da qui Cumberbatch, Cumming e Wong si esprimono senza mezzi termini: "Nandy ha aperto la porta all'intervento. Deve varcarla, per il bene di tutti coloro che producono televisione e cinema nel Regno Unito e di tutti coloro che li guardano. Se non lo farà, ci ritroveremo senza la capacità di proteggere la nostra industria e la nostra cultura da questa consolidazione. Non dobbiamo mettere da parte l'interesse pubblico, dobbiamo difenderlo e bloccare questa fusione". Le preoccupazioni degli attori riguardano principalmente due ambiti. Il primo è di natura occupazionale: la fusione metterebbe a rischio i mezzi di sostentamento di migliaia di lavoratori nel settore cinematografico e televisivo britannico.
Il secondo ambito è ancora più delicato e tocca la sfera dell'informazione. La società risultante dalla fusione controllerebbe tre importanti servizi di informazione: 5 News, CNN International e CBS News. "Un unico proprietario che controlla così tanta parte delle notizie, e della verità, mette in pericolo il pubblico in un modo che nessuna ordinaria consolidazione fa", scrivono i tre attori. Paramount ha scelto di non commentare direttamente le accuse, ma un portavoce ha fatto riferimento a una lettera aperta che Ellison scrisse alla comunità creativa britannica lo scorso febbraio, in cui si impegnava a investire nei contenuti, mantenere le finestre cinematografiche e preservare HBO.
La questione solleva interrogativi più ampi sul futuro dell'industria dell'intrattenimento globale. In un'era in cui pochi giganti controllano una quota sempre maggiore di ciò che vediamo sugli schermi, dove finisce la legittima efficienza aziendale e dove inizia il pericolo per la diversità culturale e informativa. La risposta che darà il governo britannico potrebbe stabilire un precedente importante per future operazioni di questo tipo.