"Una fabbrica di salsicce insapore": Tarantino al vetriolo sulla moderna Hollywood (ma un film lo ha colpito)
Quentin Tarantino attacca duramente Hollywood definendola "una fabbrica di salsicce senza sapore", ma si entusiasma per The Rip con Ben Affleck e Matt Damon.
Quentin Tarantino non è mai stato un tipo che le manda a dire. Ma questa volta il regista di Pulp Fiction e C'era una volta a... Hollywood ha davvero superato ogni limite, scagliando un attacco devastante contro l'intera industria cinematografica contemporanea. In un'intervista destinata a far discutere, pubblicata dalla prestigiosa rivista britannica Sight and Sound e ripresa da Variety, il due volte premio Oscar ha riservato parole al vetriolo per la produzione hollywoodiana degli ultimi anni.
"Difetti, inverosimiglianze, compiacimento del pubblico, attori mal scelti o semplicemente stupidaggini di solito affossano ogni nuovo film uscito dalla fabbrica di salsicce senza sapore che un tempo si faceva chiamare Hollywood", ha dichiarato senza mezzi termini. Un'immagine, quella della fabbrica di salsicce, che rende perfettamente l'idea di una produzione seriale, standardizzata, priva di quella personalità e di quel rischio creativo che hanno sempre caratterizzato il cinema del regista di Kill Bill.
Ma la critica di Tarantino non si ferma qui. Il cineasta ha spinto l'acceleratore ancora più a fondo, affermando che "al giorno d'oggi, l'intero concetto di cosa sia un film è più incline a ispirare disprezzo in me, più che generosità". Parole durissime, che rivelano un crescente disincanto, tale da portarlo a confessare candidamente: "In questi giorni preferirei leggere un libro".
Il paragone storico con cui Tarantino chiude la sua invettiva è forse il colpo più duro: "In confronto i film degli ultimi sei anni fanno sembrare gli anni '80 come gli anni '30". Chiunque conosca anche superficialmente la storia del cinema sa che gli anni '30 furono l'età d'oro di Hollywood, l'epoca dei grandi studios e delle star leggendarie. Gli anni '80, invece, sono spesso considerati un periodo di declino artistico rispetto ai decenni precedenti. Affermare che la produzione recente faccia apparire gli anni '80 come un'epoca d'oro equivale a una condanna senza appello.
Il regista ha ammesso di aver apprezzato alcuni titoli negli ultimi tempi, citando West Side Story di Steven Spielberg e i due capitoli di Horizon: An American Saga di Kevin Costner. Tuttavia, nulla sembrava davvero in grado di riportarlo a quella "magica terra del divertimento" che visitava regolarmente da spettatore appassionato e che lo aveva fatto innamorare del cinema più di ogni altra forma d'arte.
Almeno fino a quando non ha visto The Rip. Uscito su Netflix a gennaio, questo thriller poliziesco diretto da Joe Carnahan e interpretato da Ben Affleck e Matt Damon ha fatto quello che sembrava impossibile: conquistare completamente Quentin Tarantino. "È uscito un nuovo film pieno di suspense che mi ha afferrato e trattenuto per tutta la sua durata", ha dichiarato il regista con un entusiasmo che stride volutamente con la durezza delle sue critiche precedenti.
Tarantino non ha lesinato elogi per praticamente ogni aspetto della produzione. Ha tessuto le lodi della regia di Carnahan, dello splendido cast, del lavoro del direttore della fotografia Juan Miguel Azpiroz. Ma ciò che lo ha davvero colpito è stata la sceneggiatura, scritta dallo stesso Carnahan insieme a Michael McGrale, definita "la vera componente potente di questa splendida raccolta" e descritta come "sensazionale".
Mentre Hollywood continua a macinare produzioni sempre più simili tra loro, sempre più attente ai test di gradimento del pubblico e sempre meno inclini al rischio creativo, Tarantino rimane una voce fuori dal coro. Nel frattempo, il regista sta lavorando ai suoi prossimi progetti: dopo aver abbandonato definitivamente The Movie Critic, sta concentrando le energie su The Popinjay Cavalier, una commedia d'avventura ambientata nell'Europa degli anni Trenta che debutterà come produzione teatrale nel West End londinese nel 2027.